Archivio mensile:marzo 2015

“Confessions of an Economic Hit Man” by John Perkins

 

Confessions of an Economic Hit Man” by John Perkins

Confessioni di un sicario dell’economia (Confessions of an Economic Hit Man) è un libro autobiografico di John Perkins che racconta alcuni anni della sua vita lavorativa all’interno della Chas T. Main Inc. con il ruolo di economista capo.

Il libro racconta la sua vita dal 1963 fino agli anni ’80 e ai giorni nostri[non chiaro], partendo dall’adolescenza da studente, fino alla definitiva decisione di scrivere il libro.

Tutto ciò che racconta l’ha vissuto sulla sua pelle, perché, come egli stesso si definisce, era lui il protagonista, il “sicario dell’economia”.

Il libro parte con una breve introduzione sui motivi che hanno spinto l’autore a scrivere il libro stesso, e sulle vicissitudini che lo hanno accompagnato durante le varie stesure: iniziato nel 1982, interrotto varie volte per pressioni esterne, e poi finito nel 2004.

Subito dopo inizia il racconto della vita dell’autore.                                                                                 I primi anni passati al college e una prima descrizione della sua crescita psicologica, che si rivelerà fondamentale successivamente con l’ingresso nell’NSA.                                                                   Poi inizia il vero e proprio racconto della sua vita lavorativa all’interno della società di consulenze.     E inizia anche il racconto di ciò che lui inizia a scoprire sul sistema economico americano.           Dopo aver lavorato all’NSA egli entra nei Peace Corps, dai quali giunge infine al suo lavoro principale, il sicario dell’economia.

Egli viene istruito da un altro agente interno della Main (Claudine) al suo ruolo futuro:

« I sicari dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. Agenzia Statunitense per lo SviluppoInternazionale Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell (USAID) e di altre organizzazioni “umanitarie” nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di un pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni.[1] »

Per poter lavorare Perkins inizia a girare il mondo, e visitare assieme a dei colleghi paesi come l’IndonesiaPanamáArabia Saudita, o Iran, nei quali, egli racconta, gli viene chiesto di creare previsioni gonfiate di un imminente boom economico, per giustificare prestiti miliardari da Parte degli organismi internazionali.                                                                                                                   Molte volte egli dimostra inoltre di essere l’unico sicario disponibile verso la gente del luogo, andando a visitare più volte le zone povere dei paesi ove lavora, e intrattenendosi con amici del posto che gli spiegano il punto di vista della popolazione.                                                             Conosce, per motivi di lavoro ma anche per curiosità personale, personalità del calibro di AllendeTorrijos o RoldosGraham Greene, e altri.                                                                           In questi incontri inizia ad avere serie crisi di coscienza, che inizialmente elude, ma che alla fine lo spingeranno a scrivere il libro.

Egli diventa, col tempo, capace di descrivere il sistema degli investimenti stranieri e dei sicari.

Racconta Perkins che il ruolo del sicario dell’economia nasce con i lavori di Kermit Roosevelt jr, funzionario della CIA che ebbe un ruolo predominante nella risoluzione della questione iraniana nel 1951, quando il leader iraniano Mohammad Mossadeq si ribellò allo sfruttamento del petrolio nazionale da parte della precursore dell’attuale BP, nazionalizzandone il patrimonio.

Per rispondere alla sua azione, e per paura di un intervento dell’URSS, il Regno Unito chiese aiuto agli USA, che inviarono sul luogo Roosevelt, che minacciò e corruppe un manipolo di persone per generare rivolte violente e far cadere Mossadeq, facendo salire al trono il dittatore Mohammad Reza Pahlavi, alleato con gli USA.

I prestiti che questi organi internazionali si vedono richiedere vengono giustificati in base a straordinarie previsioni di sviluppo economico, spesso inventate, che vengono stilate dagli stessi sicari.

In base al contratto degli impegni finanziari, i prestiti vengono poi reinvestiti in opere pubbliche commissionate a multinazionali del mondo occidentale, e nel rimpinguare le casse delle poche famiglie che detengono il potere reale delle risorse naturali del paese protagonista.

I problemi per la nazione sorgono quando si tratta di ripagare il debito verso le associazioni di credito internazionali.

Il contratto viene stipulato in maniera tale che questo debito sia fondamentalmente ingestibile, così che la nazione soggetta diventi di fatto controllabile da parte delle organizzazioni internazionali, e, in definitiva, da parte degli Stati Uniti.

Il decollo industriale basato su previsioni economiche gonfiate tarda a venire, così che il paese si ritrova con un debito insanabile, e con la possibilità di una minaccia di black out economico nel caso in cui il creditore internazionale dovesse chiedere indietro i fondi versati.

In questa maniera gli USA si assicurano un nuovo paese soggetto al proprio controllo, che può sfruttare, ad esempio, come voto favorevole all’interno dell’ONU.

Fattore fondamentale è l’accondiscendenza dei governatori e delle famiglie influenti del paese, che vengono sostanzialmente pagati per lasciar fare.                                                                             Tutto il sistema si basa sulla corruttibilità delle persone al comando.

Altra figura centrale del sistema è lo sciacallo dell’economia, che entra in azione qualora fallisca il sicario.                                                                                                                                                 Nel caso in cui, per esempio, si scopra che il governatore del paese non è corruttibile, o che altri fattori esterni hanno bloccato l’opera dei sicari, gli sciacalli organizzano un attentato al presidente, così da togliere di mezzo il problema.

Una volta tolto di mezzo la persona non corruttibile, viene messo al governo del paese un governatore fantoccio pronto a firmare contratti miliardari con le multinazionali interessate.

Se falliscono anche gli sciacalli, e tutti gli attentati non vanno a buon fine, allora entra in gioco l’esercito, che attacca la nazione così da destabilizzarne il governo e sostituirlo con uno assoggettato.

Tutto questo viene ricostruito nel libro in base alle esperienze e alle conoscenze accumulate dal protagonista nella sua vita.

Nella sua esperienza, Perkins racconta di alcuni stati colpiti da questo sistema:

 Iran: primo paese colpito da questo sistema.                                                                                        È in questa nazione che nasce il concetto di sicario dell’economia.                                                      Nel 1951 Kermit Roosevelt jr riesce attraverso raggiri e pagamenti a scatenare la violenza della popolazione contro il leader Mossadeq eletto democraticamente che aveva nazionalizzato le risorse della multinazionale inglese del petrolio genitore della BP

Indonesia: il protagonista ci arriva per creare una previsione economica per la costruzione di un impianto elettrico che distribuisca energia alla nazione.

Panamá: in questo paese tutti i problemi derivano dal Canale di Panamá e si risolveranno con l’intervento degli sciacalli contro il presidente.                                                                                      In realtà già in passato Panamá aveva subito interventi da parte degli Stati Uniti ed era nata proprio per intervento della nave da guerra Nashville nell’allora Colombia, che si rifiutava di concedere agli USA l’utilizzo dell’istmo dove sarebbe nato il canale.

Arabia Saudita: qui l’intervento degli Stati Uniti mira ad ottenere investimenti attraverso i petrodollari al fine di finanziare la ricostruzione del paese.

da:  https://it.wikipedia.org/wiki/Confessioni_di_un_sicario_dell%27economia)

JOHN PERKINS:                                                                                   Confessioni di un sicario dell’economia 

Il banchiere John Perkins rivela: sono stato arruolato dal governo degli Stati Uniti allo scopo di
risucchiare le ricchezze di paesi poveri  
                                                                                             
Che un banchiere intitoli le sue memorie “Confessioni di un sicario dell’economia” è già
clamoroso.

Ma ciò che il banchiere John Perkins rivela nel suo libro, “Confessions of an economic hit man” (1è spaventoso: racconta di essere stato arruolato dal governo Usa allo scopo di risucchiare a favore degli Stati Uniti le ricchezze di paesi poveri, e ciò “attraverso manipolazioni economiche, tradimenti, frodi, attentati e guerre”.

 Le rivelazioni di Perkins gettano una luce del tutto nuova anche sulle motivazioni dell’invasione dell’Irak.

 John Perkins dice di essere stato reclutato quando era ancora studente, negli anni ’60, dalla National Security Agency (NSA), l’entità più segreta degli Stati Uniti, e poi inserito dalla stessa NSA in una ditta finanziaria privata.                                                                                                          Lo scopo: “Per non coinvolgere il governo nel caso venissimo colti sul fatto.                           Quale fatto?                                                                                                                                                     Abbastanza semplice.

 Come capo economista della ditta privata Chas.T.Main di Boston con 2 mila impiegati, Perkins decideva la concessione di prestiti ad altri paesi.                                                                           Prestiti che dovevano essere “molto più grossi di quel che quei paesi potessero mai ripianare: per esempio un miliardo di dollari a stati come l’Indonesia e l’Ecuador”.

 La condizione connessa con il prestito era che in massima parte venisse usato per contratti con grandi imprese americane di costruzioni e infrastrutture, come la Halliburton e la Bechtel (strutture petrolifere).

Queste ditte costruivano dunque reti elettriche, porti e strade nel paese indebitato; il denaro prestato tornava dunque in Usa, e finiva nelle tasche delle classi privilegiate locali, che partecipavano all’impresa.                                                                                                                          Al paese, e ai suoi poveri, restava lo schiacciante servizio del debito, il ripagamento delle quote di capitale più gli interessi.

 L’Ecuador, dice Perkins, è oggi costretto a destinare oltre metà del suo prodotto lordo – cioè di tutta la ricchezza che produce – per il servizio dei debiti contratti con gli Usa.                                Ma questo è solo il primo passo.                                                                                                              Gli Usa, indebitando quei paesi, vogliono in realtà “renderli loro schiavi”, dice Perkins.

 All’Ecuador, non più in grado di ripagare, Washington chiede di cedere parti della foresta amazzonica ecuadoriana per farla sfruttare da imprese americane.                                                  E’ questa la logica imperiale.

 Tra i massimi successi dei “sicari economici”, Perkins rievoca l’accordo riservato fra gli Usa e la monarchia saudita ai tempi della prima crisi petrolifera negli anni ’70.                                           Per gli Stati Uniti, era necessario tramutare il rincaro del greggio da sciagura a opportunità.      La famiglia dei Saud, del resto, affogava nei petrodollari: le fu proposto di investirli in titoli Usa e in grandi opere.

 La Bechtel (chi scrive fu in Arabia all’epoca e può testimoniarlo) ricoprì il reame desertico di nuove città e di impianti di raffinazione per lo più inutili; la famiglia Saud accettò di mantenere il greggio entro limiti di prezzo desiderabili per gli Usa, in cambio dell’assicurazione americana che Washington avrebbe sostenuto il loro potere per sempre.

 “E’ questo il motivo primo della prima guerra all’Irak”, dice Perkins, e dell’intreccio privilegiato di affari e finanza tra i sauditi e i Bush.                                                                                             Secondo Perkins, gli Usa cercarono di ripetere l’accordo con Saddam Hussein, “ma lui non c’è stato”.                                                                                                                                                            Da qui la sua rovina.                                                                                                                          Perché, dice Perkins, “quando noi sicari economici falliamo il bersaglio, entrano in gioco gli sciacalli.                                                                                                                                                     Sono gli uomini della Cia, che cercano di fomentare un golpe; se nemmeno questo funziona, ricorrono all’assassinio.

 Ma nel caso dell’Irak, gli sciacalli non sono riusciti ad arrivare a Saddam: lui aveva delle controfigure, la sua guardia era troppo attenta.                                                                             Perciò si è decisa la terza soluzione: la guerra”.

 Perkins ha conosciuto personalmente Omar Torrijos, il generale e dittatore di Panama degli anni ’70, morto in un incidente aereo nel ’78.                                                                               Torrijos fu ucciso, spiega Perkins, perché aveva stilato un accordo coi giapponesi per la costruzione di un secondo canale di Panama, ed aveva ottenuto dall’Onu nel 1973 una risoluzione che obbligava gli Usa a restituire alla sovranità panamense il vecchio Canale.

 Le multinazionali americane “erano estremamente arrabbiate con Torrijos”.                               Per questo scopo, quando Reagan divenne presidente, gli furono fatti scegliere come ministri due alti funzionari della Bechtel, Caspar Weinberger alla Difesa e George Schultz – il che rivela molto sul ripugnante potere degli affari nella politica Usa – per costringere Torrijos con le minacce a rompere i negoziati coi giapponesi (che stavano soffiando alla Bechtel l’affare del secolo) e di rinnovare il trattato del Canale di Panama, riconsegnandolo agli americani.

Torrijos rimase sulle sue posizioni: furono mandati in azione gli “sciacalli”.                           L’aereo di Torrijos, dice Perkins, cadde per un magnetofono che era stato riempito di esplosivo. La stessa fine di Enrico Mattei.

 Conclude Perkins: “il denaro che gli Usa adoperano per indebitare i paesi poveri non è neppure denaro americano.                                                                                                                                     Sono la Banca Mondiale e il Fondo Monetario a fornirlo”.                                                                     A fornire ai poveri la corda per impiccarsi.

Note 1. “Hit man” è il sicario prezzolato, il bastonatore assoldato dalla mafia e dalle ditte americane per picchiare gli scioperanti.                                                                                             FONTE: http://www.corsera.it/modules.php?name=News&file=article&sid=20040409156456 http://newsgroup.economia.virgilio.it/newsgroup/thread.jspa?

  Questo è un libro spaventoso, se non fosse così fortemente motivato sembrerebbe incredibile 
Corrado Augias
 John Perkins è il primo pentito storico dell’economia della globalizzazione 
Dario Olivero – repubblica.it

«I sicari dell’economia», scrive John Perkins, «sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo.                                                       I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidi».

John Perkins era un sicario dell’economia.                                                                                                 Il suo lavoro consisteva nel convincere paesi strategicamente importanti per gli Stati Uniti – Iraq, Indonesia, Panama, Arabia Saudita, Iran – ad attuare politiche favorevoli agli interessi del governo e delle corporation americane.

In questa straordinaria autobiografia, avvincente come un thriller di John Le Carrè, Perkins ci racconta il suo cammino interiore da servitore dell’impero a sostenitore dei diritti degli oppressi.                                                                                                                                                        Un libro fondamentale per capire quanto sta accadendo nel mondo – già bestseller negli Stati Uniti e in corso di pubblicazione in molti paesi – di cui sono stati già acquisiti i diritti per la realizzazione di un film

https://www.youtube.com/watch?v=NfRbbfTLi-Q

L’euro, funzionerebbe se fosse … la lira

 

L’euro, una moneta che funzionerebbe solo se fosse … la lira

L’euro, una moneta che funzionerebbe solo se fosse … la lira.         Ecco perchè presto scomparirà.

 Zonaeuro
Il cambio forte col dollaro ci strangola: per Prodi “la quotazione giusta è a 1,1-1,2″.
Significa svalutare di più del 20%, cioè quel che succederebbe uscendo dall’eurozona
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di Alberto Bagnai | 3 marzo 2014
La strada sbagliata non può portare nel posto giusto.
 La storia dell’euro è tutta qui, in questa frase la cui banale veridicità è stata fino a ieri
negata dai politici tutti.     
Poi, però, sono cominciati i distinguo, che fra un po’ saranno una valanga, fino al classico
“contrordine, compagni!”: “Ma non eri tu quello che diceva che senza l’euro?…” “Chi! Io?” 
Che una moneta senza Stato non avesse senso, che partire dalla moneta fosse il modo
più  sicuro per non arrivare allo Stato, non è né una grande scoperta né una grande
novità.    
Lo aveva affermato Nicholas Kaldor nel 1971, un mese dopo l’uscita del Rapporto
Werner (il primo progetto di unione monetaria).
Kaldor specificava che lo sforzo per restare nella moneta unica  avrebbe causato
tali pressioni sulle politiche fiscali nazionali da compromettere il futuro politico
dell’Europa.
Ora è sotto gli occhi di tutti.
Quando nel 2011 Berlusconi disse (per poi smentirsi) che “il problema dell’euro è che è 
l’unica moneta al mondo senza uno stato”, la levata di scudi fu unanime.
Tuttavia, dal punto di vista economico, la sua frase era più fondata dello squallido
teatrino “sì all’euro, no all’austerità” al quale stiamo assistendo.
Perfino Alberto Alesina e Francesco Giavazzi ammettono obtorto collo come fosse noto
che con l’euro “si rischiava un aumento della tensione all’interno dell’Europa” (Corriere
della Sera del 9 febbraio), anche se loro si rifanno all’ortodosso Martin Feldstein, che
l’aveva detto nel1997, pur di non citare il keynesiano Kaldor, che l’aveva detto 26 anni
prima.
Sapete, quando sei “sulla frontiera della ricerca” non hai tempo per guardarti indietro
 
Tutta colpa dell’opinione comune. 
 
Che problemi di conti esteri potessero esistere anche all’interno di un’unione monetaria
lo aveva affermato nel 1991 Tony Thirlwall, altro economista keynesiano, un anno dopo
 
 l’uscita di “One market, one money”, lo studio che esplorava costi e benefici della
moneta unica.
 
Studio imparziale, va da sé: pagava la Comunità europea, che la decisione l’aveva già
presa per motivi politici.
 
È difficile far capire qualcosa a uno, se il suo stipendio dipende dal non capirla.
 
E così Jean Pisani-Ferry, coautore di “One market, one money”, ora che l’Europa è
devastata da quella che tutti riconoscono essere una crisi di conti esteri (visto che, salvo
errore, chi rivuole i soldi da greci, spagnoli ecc. sono soprattutto i tedeschi), ammette
serafico, in un quaderno di ricerca del Bruegel Institute, che negli anni 90 era “opinione
comune” che crisi simili non ci sarebbero state: “Noi non potevamo sapere, ci siamo
basati sulla conventional wisdom”.
 
Va bene, capisco: ascoltare un keynesiano no, ma almeno basarsi su un sano principio di
 
precauzione, prima di metter su un progetto simile?
 
Che l’euro per l’Italia fosse una moneta sopravvalutata era ovvio: prima di entrarci
avevamo rivalutato la lira rispetto all’Ecu del 16 per cento in un anno, raggiungendo nel
maggio del 1996 la parità di 1939 lire per un Ecu, che avremmo di fatto mantenuto con
l’euro.
Da lì inizia il nostro calvario, il rallentamento della produttività (crescita media 1,9 per
cento dal 1980 al 1990,3 per cento in seguito) e delle esportazioni (crescita media 4,6 per
cento dal 1980 al 1990,6 per  cento dopo con la ciliegina della contrazione dello 0,1 nel
2013).
 
Ma quello che sta scritto in ogni manuale (una moneta troppo forte mette in crisi le
aziende) fino a un mese fa non si poteva dire.
Chi è arrivato in soccorso della verità?
 
Romano Prodi, che in una lezione su “Dove va l’Europa”, il 20 gennaio a Padova, ha 
 
detto che oggi l’euro è un problema perché “fortemente sopravvalutato: la sua
quotazione corretta sarebbe 1,1 o 1,2 sul dollaro, mentre oggi siamo a 1,4”.
Voi vi chiederete: “Ma fino a ieri non ci aveva detto che la moneta forte ci avrebbe
protetto dalla crisi?
 
 E ora ci dice che la sua forza ci sta mettendo in crisi?”
Se volete la mia, quella giusta è la seconda.
 
Apprezzate un dettaglio: scendere da 1,4 a 1,1 significherebbe, per l’euro, svalutarsi del
21 per cento.
 
Guarda caso, questa è più o meno la svalutazione che generalmente ci si attende da una
 
ipotetica “nuova lira” in caso di uscita dell’Italia dall’Eurozona.
 
Quindi non è come pensate voi, è peggio: Prodi dice che l’euro funzionerebbe bene per
 
l’Italia… se fosse la lira.
 
Purtroppo non è così.
Le monete, come i politici, sono forti con i deboli e deboli con i forti.
 
L’euro, forte per noi, è debole per la Germania.
 
Con l’euro a 1,1 il surplus tedesco decollerebbe dall’attuale 7 per cento del Pil verso il 10.
 
In Italia si troverebbe sempre qualche boccalone pronto a estasiarsi per la “bravura” dei
 
tedeschi.
 
Ma gli Stati Uniti hanno già fatto capire che non sono disposti ad assorbire un simile
eccesso di offerta di beni tedeschi.
La ripresa mondiale la aiuta chi importa (come loro), usando la propria domanda per far
crescere gli altri paesi, non chi esporta (come la Germania), usando la domanda di altri
Paesi per far crescere i propri profitti
Quindi la soluzione non può essere avere un euro debole come la lira, perché questo
 
metterebbe l’Europa in urto con gli Stati Uniti.
Peggio ancora.
Secondo Prodi, per indebolire l’euro, l’Italia dovrebbe unirsi con Francia e Spagna,
minacciando la Germania.
Capite?
 
Difendere l’euro chiamando alle armi contro la Germania, rischiando in caso di successo
una ritorsione degli Stati Uniti.
 
Questo è l’europeismo dei nostri leader.
 
La conclusione l’avrete capita: l’euro funzionerebbe se fosse come il marco per la
Germania, e come la lira per l’Italia, cioè se scomparisse.
 
Sincronizziamo gli orologi.
 
Di Alberto Bagnai

                                                          

REPETITA IUVANT

 

«Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione». [ Henry Ford ]

R E P E T I T A    I U V A N T                                                                  

( quello che si deve sapere )

 

Di fronte ai complicatissimi incomprensibili tecnicismi, il cittadino è portato ad alzare bandiera bianca rinunciando a capire le problematiche di tutti i giorni, rese ancora più drammatiche da una esasperante burocrazia, creata ad arte per disorientarli, mortificarli e declassarli al rango di semplici sudditi!

Subdoli mezzucci tendenti a scoraggiare i cittadini dal volere capire come siano stati quotidianamente derubati da coloro ai quali hanno dato il loro consenso e che detengono un qualche potere istituzionale!

Gli inganni sono molteplici. Se li volessimo catalogare tutti (banche, politici corrotti, lobbies, greppie clericali e sindacali, etc..) faremmo notte, scappereste via e non ci seguireste più!

In ogni caso, per scansare una gradevole evenienza, sarebbe utile tenere bene in mente che:

il ladro riesce a derubarti se ti offri impreparato,                                                                                  – il truffatore ti raggira se ti fai confondere dalle sue chiacchiere,                                                        – il politico ti fotte se credi alle sue false promesse.

Concentriamo dunque la nostra attenzione su pochi, ma importantissimi capitoli quali:

– Debito Pubblico e relativi oneri finanziari                                                                                               ,- Sovranità Monetaria e creazione del denaro,                                                                                        – Euro,                                                                                                                                                             – Inflazione programmata dei paesi UE,                                                                                                     – – Surplus accumulato dalla Germania, a spese dei PIIGS.

Una parte consistente del Debito Pubblico, quella ingannevole, scaturisce dalla creazione del denaro da parte della Banca Centrale, a cominciare dall’anno 1971!…

Infatti, dopo la cessazione degli accordi di Bretton Woods, pur essendo venuto meno l’obbligo della riserva aurea, la Banca Centrale ha continuato a stampare denaro per lo Stato, al modestissimo costo di due/tre centesimi per banconota (i soli costi tipografici e della carta filigrana!).

Questo denaro, senza più la “riserva” (ma sola carta straccia!) veniva ceduto “in prestito” allo Stato, non al costo effettivo dei due/tre centesimi per banconota, ma per il suo valore facciale,   i cui stratosferici ammontari andavano a sommarsi al Debito Pubblico, producendo a carico dei contribuenti italiani interessi di quasi a 100 miliardi di Euro l’anno!

La perversa procedura era la seguente:

– per le sue necessità di gestione, lo Stato – rinunciando pigramente a stamparseli da se in        forza della sua Sovranità Monetaria! – chiedeva alla Banca Centrale un certo quantitativo di denaro;                                                                                                                                                          – a fronte del quale la Banca Centrale riceveva dei Titoli di Stato non per il costo effettivo del danaro stampato (due o tre centesimi per banconota, i costi tipografici e della carta filigrana!), ma per il suo valore facciale (la cifra indicata su ogni singola banconota!).

Operando di fatto una doppia truffa a danno dei contribuenti italianii che, oltre all’incremento del Debito Pubblico (a causa della emissione operata dalla Banca Centrale e non direttamente dallo Stato!) si vedevano costretti a pagare da quel momento in poi interessi da strozzinaggio per i titoli di Stato che la Banca Centrale, anziché tenerli e custodirli in portafoglio (alla maniera della Banca d’Inghilterra!), li collocava sul mercato azionario, intascando soldi buoni dai vari acquirenti risparmiatori…..per avere stampato della carta straccia costata solo 2/3 centesimi per ogni banconota!

Ovviamente, questa truffaldina operazione non si sarebbe mai potuta realizzare senza la colpevole collusione delle Istituzioni preposte a tutela degli interessi dello Stato!

Pertanto, la maggior parte del Debito Pubblico e dei suoi onerosissimi interessi annuali non avrebbero ragione di essere nelle attuali proporzioni ed andrebbero considerevolmente rivisti in una ottica più realistica e onesta, a partire dal 1971, con la fine degli accordi di Bretton Woods, epoca nella quale il nostro debito era solo di 252.355 milioni di Euro….E non di oltre duemila miliardi di Euro!

Per chiarirci meglio e non incorrere in equivoci, è bene si sappia che quando il denaro era creato sulla base della riserva aurea, fino al 1971, era perfettamente normale che la Banca Centrale emettesse moneta, in quanto proprietaria dell’oro che avrebbe consegnato al possessore della banconota sulla quale era chiaramente scritto PAGABILE A VISTA AL PORTATORE .

Viceversa, quando lo Stato aveva necessità di denaro e non voleva richiederlo in prestito, e neanche imporre nuove tasse ai suoi cittadini, provvedeva direttamente attraverso la Zecca di Stato – nel pieno possesso della sua la sua Sovranità Monetaria! – a crearselo direttamente e senza l’obbligo della riserva aurea, avendo cura di indicare su ogni banconota la scritta BIGLIETTO DI STATO A CORSO LEGALE, per discostarla chiaramente da quella con la riserva aurea emessa dalla Banca Centrale!

Si sappia inoltre, senza equivoci o fraintendimenti, che tale forma di auto-finanziamento dello Stato non andava ad aumentare il suo Debito Pubblico, ma produceva una proporzionale controllata inflazione le cui conseguenze benefiche erano:

– una maggiore circolazione monetaria                                                                                                      – maggiori consumi interni                                                                                                                          – un conseguente aumento della produttività e della occupazione                                                      – il rilancio delle esportazioni, per la maggiore competitività dei prezzi!

Tutto questo, ovviamente, nell’esercizio della propria Sovranità Monetaria, la quale caratterizza inequivocabilmente l’economia di uno Stato democratico salvaguardando le sue prerogative Istituzionali, senza le quali non potrebbe autonomamente gestire, sviluppare e proteggere la propria economia e, nella situazione nella quale di trova l’Italia, potere  venire fuori dalla disastrosa, negativa esperienza dell’Euro, la moneta unica europea creata ad immagine e somiglianza del marco tedesco!…

Quanto alle conseguenti responsabilità politiche, va chiaramente detto che a monte della crescente recessione dell’Italia e degli altri paesi europei non c’è una carenza di virtuosismo, ma il disonesto complice atteggiamento per avere colpevolmente ignorato e quindi permesso alla Germania di mettere furbescamente in atto una “svalutazione competitiva” , che ha fortemente penalizzato i partner europei del gruppo PIIGS.

Proprio per evitare diseguaglianze tra i paesi del’Unione le Autorità Europee preposte, avevano stabilito, infatti,  che nessun paese avrebbe potuto superare il 3% di deficit e che l’inflazione  non doveva essere inferiore al 2%….

La Germania, disattendendo astutamente queste rigorose ineludibile disposizioni, ad insaputa dei suoi partner europei, sforava abbondantemente il limite massimo del 3% e si adoperava poi a ridurre la sua inflazione ben al disotto del 2%…..permettendole così di accumulare le risorse necessarie per potere ammorbidire gli agguerriti sindacati tedeschi, offrendo loro considerevoli riforme sul lavoro e notevoli ed innovativi ampliamenti dei servizi sociali in cambio della riduzione dei salari, a cui hanno fatto seguito la riduzioni delle tasse e tante altre facilitazioni per le imprese tedesche, oltre allo strettissimo controllo interno dei prezzi, aiuti e contributi “patriottici”, in altri termini, collaborazioni sindacali, imprenditoriali e quant’altro!….

Tutto questo per potere ridurre notevolmente i prezzi delle merci tedesche, al disotto di quelli dei partner europei, diventando essi stessi delle colonie, non più in grado di potere competere a livello internazionale, ma pregiudizialmente danneggiati senza potere più esportare le proprie merci, ma costretti solo ad importare!….Ovviamente, parliamo dei paesi dalle economie più fragili (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) irriverentemente citati come PIIGS, un beffardo acronimo che nella lingua inglese significa MAIALI!…

I risultati economici di questa furbata, permessa dalle colluse Istituzioni Europee, BCE e Bundesbank, ha permesso alla Germania di accumulare dall’inizio dell’Euro un surplus di ben 600 miliardi di Euro, distinguendosi non come come  “virtuosa”, ma come leader dell’imbroglio!..

E’ evidente quindi quanto siano in perfetta malafede coloro che strappandosi le vesti strepitano che uscire dall’Euro sarebbe una sciocchezza !….

Se vogliamo salvare il nostro Paese ed i nostri figli, non possiamo continuare a convivere con un partner disonesto che si arricchito alle nostre spalle, procurandoci immani disgrazie!…

Dobbiamo velocemente uscire dall’Euro e scappare, scappare più lontano possibile dalla Germania e dall’Europa nazista, prima che sia troppo tardi!…

 

Bruno Tarquini

La Banca la Moneta e l’usura

La costituzione tradita

Descrizione di La Banca la Moneta e l’usura

Questo libro, sia pur con un linguaggio molto semplice (e forse proprio per questa sua qualità), ha l’ambizione di far conoscere un aspetto della finanza e dell’economia che è sempre rimasto nascosto nei luoghi oscuri del Palazzo, come qualcosa che non convenisse svelare al popolo.

Libro che porta a conoscenza del vasto pubblico un aspetto della finanza e dell’economia noto soltanto agli specialisti e agli addetti ai lavori.

Si tratta di una scomoda verità che si preferisce negare: lo stato ha da tempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, la Banca d’Italia.

La rinuncia consiste nel rifuto di emettere moneta propria, chiedendo in prestito oneroso le necessarie risorse finanziarie attraverso l’assunzione di debiti verso l’Istituto di emissione.

Questo indebitamento improprio viene pagato dai cittadini attraverso l’aumento della pressione fiscale che diventa così debitore di una moneta di cui è proprietario. Una palese violazione dei principi costituzionali in materia economica.

 Quello di cui parleremo  è un tema che non ha appassionato molto nel corso degli ultimi forse 300 anni ma che oggi, alla luce della situazione economica attuale, impone un certo livello di conoscenza ed approfondimento.

Innanzitutto cominciamo col dire cos’è la Sovranità’ Monetaria e cos’è la Moneta.

La Sovranità Monetaria è il diritto di uno Stato Sovrano di emettere moneta, senza doversi indebitare con alcuno.

Oggi i paesi che hanno il potere di emettere “moneta-debito”, ovvero controllano direttamente la Banca Centrale  sono gli USA, UK, Giappone, Cina, Corea del Sud,…

Noi invece nell’area Euro, siamo sottoposti al rigore della Banca Centrale Europea, che persegue quale primo obiettivo il controllo e la stabilità dei prezzi e non il benessere del popolo europeo.       ( pensano ai prezzi, alle variabili macroeconomiche  ma dimenticano le persone e le famiglie)

 

Introduzione alla Sovranità monetaria di Magdi Cristiano Allam

VIVERE SENZA L’EURO

Introduzione alla Sovranità monetaria  

La definizione di moneta più corretta fino forse a 30 anni fa, era quella di Aristotele che definì la moneta come “la misura del valore”.Infatti la moneta serve per misurare il valore dei beni e servizi creati dall’uomo attraverso il lavoro od altre attività .Un paio di scarpe valgono 50 euro, una penna 2 euro, e così via.

Ma per completare la definizione di moneta occorre far luce sugli studi condotti dal Prof. Auriti sulla Teoria del valore indotto della moneta, il quale dopo circa 30 anni  di studi accademici e vari saggi e pubblicazioni, completò la definizione di moneta come segue:

La moneta è la misura del valore ed anche il valore della misura”,perché oltre che a misurare il valore possiede anche la qualità del valore della misura.

Ora proviamo a definire però cos’è il valore, da dove nasce il valore dell’euro.

A questo punto molti potranno dire che il valore della moneta nasce dal lavoro, altri diranno che il valore di una moneta dipende dall’oro delle riserve della Banca Centrale, altri ancora che il valore della moneta dipende dalla capacità di un Paese di produrre ed esportare merci e servizi o dalla quantità di moneta in circolazione.

Niente di tutto ciò però è corretto perché:

lavorando io  produco un penna e con la moneta misuro il suo valore, produco un frigorifero e con la moneta misuro il suo valore,…;

la moneta poi non vale per l’oro posseduto dalle Banche Centrali perché, dal 15 agosto 1971 è stata abolita la riserva obbligatoria dal Presidente Nixon poichè, ascoltate bene, gli USA avevano stampato dollari per 8 volte il valore della loro riserva in oro ( come dire che 7 dollari su 8 erano falsi!!!);

infine, la moneta non assume un valore differente in funzione del livello di esportazioni che il paese realizza sul mercato, anzi i paesi esportatori sono quelli che cercano sempre di avere una moneta più debole rispetto agli importatori accettando in cambio una qualche inflazione.

 Ma allora cos’è il valore della moneta.

Il valore della moneta è un valore indotto perché generato dalla accettazione della moneta da parte della collettività degli uomini vivi, ovvero nasce per convenzione per il solo fatto che ci mettiamo d’accordo che abbia valore.

Un esempio chiarirà questo punto:

se mettessimo Draghi su di una isola deserta a stampare euro non si creerebbe alcun valore; ma se sull’isola vivesse una comunità di persone che accettasse l’euro come mezzo di scambio e di pagamento, allora si creerebbe il  valore .

Dunque siamo noi, la collettività che diamo valore alla moneta e non è l’attività umana , lavorativa, della banca centrale ,dell’esportazioni,…che creano  il valore.

Quindi, il valore nasce per convenzione.

Ancora sulla definizione del valore: il valore di un bene è rappresentato dalla previsione di utilizzo di quel bene, attiene quindi ad una dimensione temporale e non fisica (si distingue tra momento strumentale che attiene all’oggetto e momento edonistico che riguarda il godimento del bene da parte del soggetto) .

Il coltello ha valore perché io prevedo di tagliare; la penna ha valore perché prevedo di scrivere; la moneta ha valore perché prevedo di spendere.

 Ora chiarito che la moneta è la misura del valore; che detto  valore è creato dalla collettività che accetta la moneta e  consta in una  previsione di spesa della stessa moneta, dobbiamo chiederci di chi sia la moneta.

 Non si sa. O meglio ci hanno fatto credere che sia la nostra, ma non è così. Quando noi abbiamo il denaro in tasca ne abbiamo la proprietà temporanea che dura esattamente quanto è lungo il prestito che ci ha permesso di ottenerlo.

 Ed è qui che sorge il grande inganno; il prestito ce lo fa la Banca Centrale che all’atto dell’emissione presta il denaro indebitando la collettività per l’intero ammontare del denaro in circolazione.

E poiché l’atto del prestare è proprio di chi ha la proprietà di un bene, la Banca Centrale prestando espropria la collettività della sua moneta,  indebitandola ed applicandoci sopra anche gli interessi.

In virtù di cosa la BC presta? ha forse una riserva d’oro a garanzia dell’emissione? no, non più dal 1971 ed allora perché presta?

Dove è scritto di chi è la proprietà dell’euro?

Perché sulle banconote è scomparsa la dicitura “pagabile a vista al portatore” presente invece sulle vecchie lire?

Questo sistema di creazione del debito prende le mosse nel 1694 con la nascita della Banca D’Inghilterra; da quel giorno in poi si è generata la più colossale truffa che l’umanità abbia mai conosciuto sostituendo alla moneta d’oro un foglio di carta.

Fino a quel giorno infatti, chi aveva la fortuna di trovare una pepita d’oro se ne appropriava, senza indebitarsi verso la miniera.

Dal 1694 in poi invece, alla pepita è stato sostituito un pezzo di carta, alla miniera si è sostituita la Banca Centrale, alla proprietà il debito.

L’umanità tutta è stata trasformata da proprietaria a debitrice, schiava del debito, di un debito potenzialmente illimitato e soprattutto inestinguibile.

Praticamente cosa accade:

Per comprendere quale sia l’effettiva portata di un cambiamento così radicale basato sulla logica della Sovranità Monetaria, proviamo a far di conto prendendo come base di partenza la pubblica amministrazione in Italia e quanto costi allo Stato italiano in termini di salari e stipendi.

 In Italia , secondo le ultime stime, i dipendenti della pubblica amministrazione sono circa 3,5 milioni.

Supponiamo che ciascun dipendente costi in media allo Stato 2000 euro, ovvero 20 banconote da 100 euro.

Attualmente ogni singola banconota costa allo Stato 100 euro più gli interessi applicati dalla Banca Centrale ( il prestatore) che supponiamo essere oggi pari all’1%. Ne consegue che per ogni banconota da 100 euro ,lo Stato ne spende 101.

Lo stipendio mensile di ciascun dipendente allora costerà al Paese  una cifra pari a :

20 x 101=2020 euro.

Moltiplicando questa cifra per il numero di dipendenti complessivo avremo che lo Stato mensilmente si indebita per una cifra di:

2020 x 3.500.000= 7.070.000.000 euro

Annualmente quindi lo Stato spenderà, prendendola a prestito dalla Banca Centrale, una cifra pari a:

7.070.000.000 x 13 (mensilità di stipendio)= 91.910.000.000 di euro

 Se invece, lo Stato stampasse la propria moneta, senza indebitarsi con alcuno, al costo di 30 centesimi alla banconota, il costo di una stipendio mensile per ogni dipendente pubblico sarebbe di :

20 (n. di banconote) x 0.30 ( costo di produzione della banconota) = 6 euro

 Questi 6 euro mensili, determinerebbero un esborso annuale complessivo per lo Stato di :

6 x 3.500.000 x 13 = 273.000.000 euro

 Non credo siano necessarie ulteriori spiegazioni: il confronto è impietoso e dovrebbe farci sobbalzare dalla sedia, ma non finisce qui.

 Infatti, questa spesa complessiva sostenuta dallo Stato, che ricordiamo è oggi di quasi 92 miliardi di euro annuali, viene ripartita su ciascun contribuente italiano mediante l’imposizione fiscale, sottraendo ricchezza al popolo a favore delle Banche Centrali.

Supponendo che in Italia vi siano circa 30 milioni di contribuenti, il costo sostenuto per la pubblica amministrazione da ciascun italiano è:

91.910.000.000 : 30.000.000 = 3.063,6 euro annuali

 Se invece l’Italia emettesse la propria valuta senza indebitarsi verso altri, il costo annuale  pro-capite per il mantenimento della pubblica amministrazione sarebbe di :

273.000.000: 30.000.000= 9.1 euro annuali

 Differenza in termini di costi enormi, che permetterebbero di non tagliare servizi alla collettività, ma anzi, con una saggia e prudente gestione della spesa pubblica, ne potrebbero essere finanziati degli altri attraverso l’emissione della moneta necessaria realizzarli.

Sarebbe una nuova moneta libera dal debito, garantita dallo Stato sovrano e nessuno subirebbe alcuna perdita in termini di potere d’acquisto dall’adozione della nuova moneta.

 Un ultima domanda: a chi va la differenza tra i 3.036,6 euro ed i 9.1 euro che gravano su ciascun contribuente per il mantenimento dell’apparato statale?

 Esatto; vanno al prestatore di denaro: alla Banca Centrale ed ai suoi azionisti. Non male per una “tipografia”!!

Capite ora la grandezza della truffa? La necessità di tornare padroni della nostra moneta?

 Dove prende i soldi la banca quando li presta?

 Le banche nel loro complesso “creano” moneta dal nulla, a costo zero erogando prestiti e mutui gravati  da interessi e solo in un momento successivo si procurano i mezzi da porre a garanzia della somma impiegata presso la Banca Centrale, depositandovi dei cosiddetti “collateral” che ultimamente, grazie a ripetute modifiche regolamentari, sono stati enormemente ampliati come tipologia, forma e consistenza. Praticamente le banche centrali accettano di tutto!!

 I mutui  e prestiti erogati al sistema imprese-famiglie provvedono poi a generare nuovi depositi presso altre banche che potranno così realizzare nuovi finanziamenti e così via.

Dunque le banche commerciali non sono degli intermediari come vogliono farci credere, che raccolgono depositi dalla clientela per poi finanziare investimenti, ma creano moneta nuova esattamente come lo Stato quando realizza dei deficit di bilancio.

 Chiarito questo punto, facciamo un passo ulteriore e cerchiamo di verificare come e cosa abbiano finanziato le banche commerciali negli ultimi anni.

 Possiamo distinguere due differenti tipologie di concessione di credito:

 credito concesso al settore produttivo ( imprese, attività commerciali,ricerca,..);

  1. credito concesso allo Stato, famiglie,settore finanziario. Rientrano in questa tipologia i crediti concessi ai Paesi sovrani, i crediti concessi alle famiglie per l’acquisto di immobili, autovetture, vacanze, pellicce… ed infine il credito concesso ad altre banche, fondi, società d’investimento (che poi, ad esempio, utilizzeranno questi stessi fondi per colpire con la speculazione i titoli del debito sovrano, far salire lo spread, costringere i Governi all’Austerity e la popolazione allo stremo).

 Cosa è successo negli ultimi 40 anni?

E’ accaduto che circa l’80% della creazione di moneta ad opera delle banche commerciali è stata destinata a Governi, famiglie e settore finanziario mentre solo il 20% è andato a finanziare il settore produttivo.

di Magdi Cristiano Allam

 

SOVRANITA’ MONETARIA

dhttp://causa-comune.jimdo.com/grandi-temi/sovranita-monetaria

Capire il sistema monetario è fondamentale per non essere presi in giro da politici che ricoprono cariche solo per interessi e sono venduti all’attuale sistema economico.
Ormai sono più di 40 anni che la moneta non viene stampata in base alle riserve auree, perchè le riserve non sono sufficienti a coprire tutta la moneta in circolazione ( questo è uno dei principali motivi ).

La moneta dovrebbe servire solo a facilitare gli scambi, cosa che non è possibile fare con il baratto, perché diventerebbe complicatissimo, soprattutto per l’import e l’export.

La moneta dal 1971 (da quando il presidente americano Nixon abolì la convertibilità dollaro-oro) può essere stampata senza una copertura aurea.

Lo Stato (Italia come gli altri Paese d’Europa) ha perso il suo potere più importante: EMETTERE MONETA.

E’ quindi costretto a chiedere denaro in prestito alle banche, scambiandolo con Titoli di Stato (Bot, Btp, Cct, etc) + interessi.

Ogni anno l’Italia paga circa 80-90 miliardi l’anno solo di interessi alle banche, soldi che potrebbero essere destinati a costruire beni e servizi per i cittadini.

Se invece lo Stato fosse SOVRANO con una moneta SOVRANA potrebbe stampare moneta senza limiti per garantire il benessere della collettività e la piena occupazione.

La moneta può essere stampata senza limiti, perché senza limiti può essere il suo PIL, un limite però bisogna pur darlo, perché non si può crescere all’infinito e senza controllo, tale controllo viene stabilito dalle TASSE.

Le TASSE ( in uno Stato SOVRANO con una moneta SOVRANA ) servono solo per il controllo dell’ inflazione e crescite incontrollate di singoli gruppo di interesse (le lobby).

Questo è il vero fine delle TASSE, non quello che ci è stato inculcato da anni per convincerci a pagarle, ossia per finanziare la spesa pubblica, sanità, pensioni, infrastrutture ecc.ecc.

Uno Stato SOVRANO con una moneta SOVRANA, può stampare la moneta a suo piacimento, non ha bisogno delle tasse per finanziare la spesa pubblica, anzi usa la spesa pubblica per mettere in circolazione il denaro stampato per il bisogno, quindi più spesa pubblica più moneta circolante, coperta dal corrispettivo lavoro e servizi che si sono creati.

E’ chiaro, quindi, che oggi non siamo in crisi a causa degli sprechi e spesa pubblica, come i Mass Media ogni giorno vogliono farci credere.

Il denaro utilizzato per un opera pubblica, servizi ecc. è stato dato ai cittadini che hanno lavorato per la realizzazione di quell’opera, servizi ecc.

Si capisce, quindi, che la spesa pubblica non è uno spreco, anzi, contribuisce al benessere del popolo di una nazione.

(Ad ogni modo le tasse vanno pagate per garantire la giusta governabilità e regolazione della massa monetaria …..…. solo per questo, il resto sono bugie).

 A questo punto cerchiamo di capire bene anche che cos’è il debito pubblico.

 Uno stato che stampa ed emette moneta per pagare i servizi e il lavoro ai cittadini, crea un debito, questo debito però non è un vero “debito” come fa capire la parola stessa, in quanto lo stato sovrano essendo appunto sovrano non ha debiti con nessuno perché lo stato siamo noi, quindi questo debito “virtuale” non è altro che la ricchezza del popolo guadagnata con il suo lavoro. Ecco che, il cerchio si chiude, in quanto la banconota non è altro che un biglietto per facilitare gli scambi, che ha un valore che noi gli abbiamo dato per convenzione, un valore che comunque è coperto dal nostro lavoro, prodotti, ecc.ecc.ecc. (PIL)…..

 Molti politici, sia sui giornali che in tv, affermano che, il debito pubblico deve essere pareggiato e fare sacrifici, questo per avere in futuro la crescita e il benessere, ma tutto ciò è sbagliato o meglio è un inganno. Perché il debito pubblico non è altro che quel debito che uno stato ha inevitabilmente dovuto creare nel cedere al popolo, in cambio del suo lavoro, la moneta necessaria per poter vivere, costruire case, acquistare auto, mandare i figli a scuola, pagare le pensioni, stipendi, ecc.ecc. Quindi uno stato è inevitabilmente indebitato per poter avere il benessere del popolo. Ora invece che si inneggia al pareggio di bilancio ( fino a qualche mese fa, giustamente, non era inserito nella costituzione , e tra poco lo capirete il perché), non è altro che richiedere indietro la moneta precedentemente data al popolo (e in più con gli interessi da pagare). Quindi nell’atto pratico se lo stato ha dato 10 (quindi ha un debito di 10) , e vuole dopo un certo periodo, diciamo 2 anni, riavere i 10 dati perché costretto al pareggio, il popolo che aveva ricevuto 10, nel pareggiare il debito resterà senza denaro….. A questo va aggiunto nel caso dei nostri giorni, con l’utilizzo della moneta Euro data in prestito dalla BCE, che i 10 dati ( dopo 2 anni) adesso sono diventati 11, quindi non solo il popolo verrà privato di tutto quello che ha accumulato in “2 anni”, ma dovrà, ridare più di quando ha avuto. Ed è per questo che il pareggio di bilancio è anticostituzionale (fin quando però i poteri forti hanno costretto il governo ad inserirlo nella costituzione).

Questo spiega, le frasi dette da importanti economisti di fama mondiale, che il debito pubblico non è altro che la ricchezza del popolo, se, a stampare i soldi è lo Stato e non i privati. Perché uno stato più è indebitato più il suo popolo è ricco. Esempio è il Giappone che ad oggi ha il 280% di debito pubblico ma non è di certo in crisi come l’Italia che ha solo il 120% di debito, questo perché il Giappone ha una moneta sovrana, cioè una moneta stampata dallo stato e non data in prestito dalle banche (BCE).

 Ecco perché bisogna opporsi a chi continua ad affermare che bisogna restare con la moneta euro e che ritornare alla moneta sovrana è un errore….

 D’altra parte molti economisti di fama mondiale denunciano e affermano che oggi si è in crisi proprio per l’utilizzo della moneta euro prestata agli stati….uscire dalla crisi a questo punto sembra essere semplice e chiaro, basta ritornare ad utilizzare una moneta sovrana, stampata dallo Stato o da una Europa dei popoli e non dalle banche.

Se si ritornasse ad una moneta sovrana la crisi si risolverebbe al massimo in 2 anni (con l’ovvio concorso fondamentale di finanziarie volte a supportare settori economici che vadano verso la sostenibilità, il rinnovabile, contro gli sprechi e l’evasione, etc.), lo stesso tempo necessario che ha impiegato l’Argentina 10 anni fa, che si ritrovò nella nostra stessa situazione per gli stessi motivi, cioè utilizzare il dollaro e non la sua moneta. Ma il popolo e la politica argentina è molto più sveglia, hanno rinunciato alla moneta stampata e data in prestito dalle banche e sono ritornati alla loro moneta SOVRANA. Ad oggi l’Argentina cresce al ritmo del 7% circa all’anno.
Oggi invece avendo perso la sovranità monetaria il gioco si è rotto, e tutta l’economia gira a favore di chi detiene i diritti della stampa del denaro (BCE)

Adesso essendo loro a stamparla dettano leggi, fatte tra l’altro da chi nemmeno abbiamo votato. Ora il debito è reale, perché la moneta non è più nostra ma viene data in prestito dalla BCE (banche private).

La messa in circolazione della moneta euro avviene sempre nello stesso modo, spesa pubblica, pensioni ecc.ecc.ecc. però questo denaro, lo Stato, lo riceve in cambio dei titoli di stato venduti a banche private, che come ben sapete alla loro scadenza, lo stato deve pagarci gli interresi maturati. Per fare questo, lo stato, è costretto a chiedere le tasse che, ai giorni nostri non vengono usate, per la spesa pubblica ecc.ecc.ecc.. come tutti immaginano (ma come detto prima anche in uno stato sovrano a moneta sovrana non venivano usate per questo, ma per farle pagare alla massa, è meglio far capire quello che è più facile comprendere e credere) ma vengono usate per coprire i debiti maturati, debiti che saranno sempre in crescendo, di conseguenza cresceranno anche le tasse, ed in più si è costretti al pareggio di bilancio (che fino a un mese fa non era nemmeno riportato nella Costituzione).

Lo Stato, per far fronte a questo debito ora reale, è costretto anche al taglio della spesa pubblica, quindi si viene a bloccare anche la messa in circolazione di altro denaro……..come vedi anche qui il cerchio si chiude, ma questa volta nel drammatico, perché a rimetterci sono i cittadini che saranno sempre più poveri, perché costretti a cedere parte della loro ricchezza guadagnata e accumulata da anni di lavoro e sacrifici. (la messa in circolazione della moneta avviene anche tramite un altro circuito, quello bancario con prestiti ai privati, ma questo è una altro discorso, che comunque anche questo, inadeguato per tassi elevati, mira all’impoverimento del popolo, e la politica tace e acconsente).
Il debito pubblico italiano è 2.000.000.000.000 (duemilamiliardi) detenuto quasi esclusivamente da Privati.

Le manovre fatte dai “TECNICI” e in passato dai “POLITICI”, che oggi stanno mettendo in ginocchio gli italiani, recupererà circa (anche se per essere precisi è molto meno) 50.000.000.000 (cinquantamiliardi).

Non è una svista stai vedendo bene…..ci vorrebbero 40 (quaranta) manovre come queste per colmare in debito pubblico………………. E se lo colmassimo non rimarrebbero euro in circolazione!……. a questo bisogna aggiungere che ogni anno lo stato paga solo di interessi maturati sul debito circa 84.000.000.000 quindi diciamo che è semplicemente impossibile non solo pareggiarlo, ma anche ridurlo.

Un ultimo chiarimento per evitare illusioni inutili a chi crede ancora nella buona volontà di chi abbiamo votato. Di tutto questo che abbiamo detto fin ora tutti i politici ne sono al corrente, ma non ne fanno parola perché succubi dei poteri forti (BANCHE). POTERI FORTI che non hanno di certo le intenzioni di risollevare le sorti degli stati, ma tutt’altro, ossia far innescare, come si deduce da quello esposto sopra, un vortice di debito che con il crescere, inevitabile matematicamente, gli stati cedano parti di sovranità e che i cittadini, (con il discorso di ridare 11 dopo aver ricevuto 10) cedano non solo i risparmi accumulati ma proprietà e beni ereditati. Si, proprio cosi, stiamo vivendo una colonizzazione dei popoli europei, una colonizzazione non fatta con le armi ma con la finanza….

 Se andremo avanti cosi tra pochissimi anni vedremo la nazione in mano a multinazionali proprietarie di tutto, non solo delle nostre fabbriche artigianali, uffici pubblici, attività commerciali, ma anche delle attività professionali, non esisteranno più i liberi professionisti con il loro ufficio, studio, ambulatorio, ma saremo tutti dipendenti di multinazionali che avranno come priorità il lavoro a basso costo per essere competitivi con i rivali di altri continenti…. saremo i cinesi dell’Europa con il salario giusto per la sopravvivenza, in cambio di ore di lavoro raddoppiate e triplicate, e con una pensione finale che sarà sempre più lontana….è MATEMATICA NON OPINIONE

 ..L’obbiettivo dei poteri forti è l’impoverimento della società…..

Questo è stato fatto in passato, lo stiamo vivendo oggi, lo sarà in futuro se il popolo resterà all’oscuro e non saprà la verità.

http://causa-comune.jimdo.com/grandi-temi/sovranita-monetaria

 

CUI PRODEST ?…

https://www.youtube.com/watch?v=OyuRuuUAMNA                                                                        Lo Stato “Italiano” appartiene ai Rothschild. La memoria ritrovata su una Patria che non c’è 

https://www.youtube.com/watch?v=R-4Jd0o-Emw                                                                               Only 3 Countries Left Without a Rothschild Central Bank

https://www.youtube.com/watch?v=umYuGQaknOs                                                                             I Rothschild decidono il valore dell’oro (THE MAKERS OF WARS) Pucciarelli

https://www.youtube.com/watch?v=sucBychwDDQ                                                                         Hitler,Saddam e Gheddafi eliminati e diffamati perchè VS Rothschild-Urss tappa del NWO

https://www.youtube.com/watch?v=DKwq0AYacZM                                                                   HITLER PER 49 VOLTE CHIESE LA PACE MA!!!

https://www.youtube.com/watch?v=WT6huelHi44                                                             DENUNCIA i ROTHSCHILD e MARIO MONTI! – Imperdibile Deputata M5S

https://www.youtube.com/watch?v=ETiX85Dv-Ys                                                                    Giorgio Vitali parla dei Rothschild – 1di2

 

https://www.youtube.com/watch?v=UVvnze2G2bE                                                                      Giorgio Vitali parla dei rothshields (parte 2)

https://www.youtube.com/watch?v=M6xwvi1lLho                                                                                FATELO VEDERE A TUTTI, MA PRIMA GUARDATELO ANCHE VOI!!!!

https://www.youtube.com/watch?v=VxQTd2jtSMQ                                                                    Aaron Russo sul dialogo che ebbe 11 mesi prima di 9/11 con N. Rockefeller

https://www.youtube.com/watch?v=qzsU4u9PnZw                                                                Deputato M5S Censurato Parla di Bilderberg, Rockefeller, Goldman Sachs, Commisione Trilaterale!

https://www.youtube.com/watch?v=1u5aGrDgsf0                                                                           IL POPOLO DA’ LA DELEGA ALLO STATO DI STAMPARE SOLDI POICHE’ E’ IL SOLOPROPRIETARIO DEL DENARO

https://www.youtube.com/watch?v=nfRLODcaYdo                                                                   Chavez: “le crisi in Siria e in Libia sono state pianificate e provocate dall’esterno!”

https://www.youtube.com/watch?v=9RZLaY8dsGA                                                                   COGLIONE CHI NON CAPISCE LO SCHEMA: ECCO PERCHE’ GHEDDAFI DEVE MORIRE (by Ryuzakero)

https://www.youtube.com/watch?v=FHgJB2IoKyY                                                                Passaparola – Perché hanno ucciso Gheddafi – Massimo Fini

https://www.youtube.com/watch?v=ScJdb4e6Kp0                                                                 COSA STA SUCCEDENDO AURITI LO AVEVA DETTO NEL DETTAGLIO (fu chiamato complottista)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’EURO

 BANDO ALLE CHIACCHIERE DEGLI SPUTTANATI        ECONOMISTI DI REGIME!……                                                                    ASCOLTIAMO COSA DICONO AUTOREVOLI POLITICI  E  CREDIBILISSIMI  TECNICI!…..