Archivio dell'autore: Pietro L M

VINCITORI E VINTI GRAZIE ALL’EURO!….

 

https://www.huffingtonpost.it/2019/02/25/grazie-alla-moneta-unica-ogni-tedesco-ha-guadagnato-23mila-euro-ogni-italiano-ne-ha-persi-75mila-lo-studio-del-cep_a_23677356/?ncid=other_trending_qeesnbnu0l8&utm_campaign=trending&fbclid=IwAR2-45y2fFY6jl2H6fx7VcoXgi_YCgkxGn83sAfHosWms5Ovf0h2pEml6Mo

ECONOMIA

25/02/2019 14:00 CET | Aggiornato 25/02/2019 14:11 CET

Grazie alla moneta unica in 20 anni ogni tedesco ha guadagnato 23 mila euro, ogni italiano ne ha persi 75 mila

Report del think tank tedesco Cep sui vincitori (Germania e Olanda) e i vinti (Italia e Francia) della moneta unica “oggi più controversa che mai”

GERMANIA

 

https://www.youtube.com/watch?v=p-R88kToqC4                            Grillo

https://www.youtube.com/watch?v=wWKBuASiOtg                         Redd.Citt. Europeo

https://www.youtube.com/watch?v=21ey5_lVSnM                                    immigrazione

https://www.youtube.com/watch?v=ogpQRoD7DSg                      Redd.Citt: Germania

https://www.youtube.com/watch?v=wf4dKa6F_Nk                            Redd.Citt. Olanda

https://www.youtube.com/watch?v=J3FlxdRlQvk                                 Redd.Citt. Morra

https://www.youtube.com/watch?v=T837oBkddK4                      Redd.Citt. Bers.Mob.

https://www.youtube.com/watch?v=5yp5n9qfUPo                               Diba-Lamezia T.

LIBRO “DITTATURE. LA STORIA OCCULTA”

«DITTATURE: la storia occulta» di Antonella Randazzo, pagine 368, febbraio 2007

Pochi di noi si sorprenderebbero nell’apprendere che alcuni esseri umani sono capaci di commettere crimini.

Dalle cronache, conosciamo l’esistenza di persone che commettono crimini terribili come l’omicidio, e ci aspettiamo che queste persone vengano smascherate e paghino per i loro crimini.

Tuttavia, forse stentiamo a credere che possano esistere persone che uccidono a sangue freddo, che distruggono intere città e che costringono milioni di persone a soffrire la fame e a morire di stenti.

Esseri che sparano sulla folla, uccidono bambini, donne e vecchi.

Ingannano, manipolano le informazioni, affinché non si sappia la verità su di loro.

Esseri che sperimentano armi capaci di provocare dolori atroci e di uccidere disintegrando i corpi.

Esseri che commettono crimini con cinismo e pianificazione.

Esseri che si ergono al di sopra delle leggi, come mostri onnipotenti.

Eppure sappiamo che esistono guerre, miseria, fame, violenze contro donne e bambini e altri crimini, ma siamo indotti a credere che tali crimini possano dipendere da eventi non controllabili, oppure da disgrazie senza responsabili.

In realtà questi eventi hanno precisi responsabili.

La co

i crimini che in essa avvengono siano inevitabili.

Questo libro prova che non è così.

Esso fa luce su insospettabili responsabili, che hanno potere di vita o di morte.

Si tratta di un gruppo di persone, capaci di nascondersi dietro a dei Mostri da loro stessi creati, che agiscono in maniera disumana, provocando sofferenza e morte a milioni di persone.
Nonostante questo, non pagano per i loro crimini, e non appaiono nemmeno come criminali, perché si nascondono dietro un potere mediatico, che permette loro di propagandare un’immagine positiva o sdrammatizzare i loro crimini.
La Storia deve far luce sui fatti, sfidando paure e illusioni.

Le nostre conoscenze sugli eventi storici aumentano col passare del tempo, e oggi sono emerse così tante contraddizioni con le vecchie interpretazioni della realtà storica che abbiamo soltanto due possibilità di scelta: o far finta di niente e cercare di non capire né pensare ai crimini che avvengono in molte parti del mondo, oppure chiederci il perché ci troviamo in un mondo in cui vengono commessi così tanti crimini

nvinzione che i fatti storici siano quasi sempre imprevedibili perché soggetti ai capricci della natura umana, appare oggi eccessivamente ingenua e semplicistica.

Ritenere che la Storia sia frutto di eventi in gran parte immodificabili o giustificabili ci induce a credere che .  

 L’Europa esiste solo per ridurci in povertà, secondo le direttive del Bilderberg-Commissione Trilaterale!…

Se gli italiani fossero meno distratti, prestando un minimo di attenzione alle macroscopiche incongruenze finanziarie del Debito Pubblico ed interessi che erodono l’avanzo primario, di una demenziale economia in “pareggio di bilancio” ed una truffaldino problema monetario, sicuramente non si troverebbero alla canna del gas!..

.Ma parlarne e riparlarne è una solita perdita di tempo perchè NON C’E’ PEGGIORE SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE, dato che da una vita gente come Stiglitz, Krugman, Auriti, Barnard, Randazzo, Gabanelli, Messora,Galloni, etc..etc..tratta di questi argomenti con assoluta professionalità, per i fornire alle ignare persone una vera corretta informazione!…..

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DEBITO E PRIVATIZZAZIONI

ttps://www.youtube.com/watch?v=BqWc1QZ9EVc Signoraggio 1

https://www.youtube.com/watch?v=idirAz-B3LU Signoraggio 2

https://www.youtube.com/watch?v=ZZku1w9Ov1E Signoraggio 3

https://www.youtube.com/watch?v=xUjEz-h_bMcQ SISTEMA DI CREAZIONE DEL DEBITO

https://www.youtube.com/watch?v=yIbyjt4NkSo La TRUFFA del “Debito Pubblico” [¼]

https://www.youtube.com/watch?v=tqs9eHSCUQQ La TRUFFA del “Debito Pubblico” [2/4]

https://www.youtube.com/watch?v=q4ZlbhPzckE La TRUFFA del “Debito Pubblico” [3/4]

https://www.youtube.com/watch?v=1JHjOEg5VR8 La TRUFFA del “Debito Pubblico” [4/4]

https://www.youtube.com/watch?v=AtHGBRQHKzc il SIGNORAGGIO è una BUFALA!?

https://www.youtube.com/watch?v=a1ZEZG463sY MARRA SU SIGNORAGGIO, MORO E

KENNEDY, ma suona il GONG!

https://www.youtube.com/watch?v=4Z1JUClm7RU Vittorio Sgarbi, Claudio Messora (Byoblu)

Alfonso Marra: le banche, Monti e l’Europa.

https://www.youtube.com/watch?v=bd5ZUqsxCV8 Marra e Sgarbi contro il Signoraggio Bancario

https://www.youtube.com/watch?v=n_F4BIebZuI Marra: “l’esperimento Grillo è l’ultimo. Il

potere bancario ha fallito.”

https://www.youtube.com/watch?v=-_aK5C5p0xs Sgarbi: “Marra merita il mio sostegno perché

difende i cittadini”.

https://www.youtube.com/watch?v=0YpZiLKjIbw Marra: ecco la prova che i media italiani sono

al soldo del regime bancario

https://www.youtube.com/watch?v=Q-cZhjSHIS4 Giudice Imposimato: “Media Italiani In

Mano Al Bilderberg”

https://www.youtube.com/watch?v=oiJoTkgj_ME Francesca Salvador PAS Fermiamo le banche

e le tasse

https://www.youtube.com/watch?v=JOIujEgn7r8 Auriti: perchè assassinarono Lincoln e

Kennedy.

https://www.youtube.com/watch?v=osQ6_bqUQh4 signoraggio: il cretino è più pericoloso del

delinquente

https://www.youtube.com/watch?v=Z2hTsc-NvIw Giacinto Auriti – E’ giusto che quando uno

ha capito si incazzi!!

https://www.youtube.com/watch?v=4S4LHH01MSU signoraggio: la favola della riserva

https://www.youtube.com/watch?v=8MwKR7uOh-0 signoraggio: calci in culo agli usurai

https://www.youtube.com/watch?v=l46RLecNEA8 signoraggio: costo del denaro del 200%

https://www.youtube.com/watch?v=mC2-KhQQJEM massoneria: società strumentalizzante e

strumento

https://www.youtube.com/watch?v=E8iCGaW4og8 Giacinto Auriti – Banca d’Italia e BCE

associazioni a delinquere

https://www.youtube.com/watch?v=nV3ZdHydOlM Giacinto Auriti – Il reddito di cittadinanza

in attuazione dell’art 42 della Costituzione

https://www.youtube.com/watcEh?v=NwO_qF_dND Giacinto Auriti – L’Euro è una moneta

debito per debiti NON DOVUTI

PRIVATIZZAZIONI

https://www.youtube.com/watch?v=wt9JoeJU_Ew ITALIA IN SVENDITA – Privatizzazioni

nemiche della Nazione

ULTIME NOTIZIE

CHISSA’ SE I DETRATTORI DI MATTEO SALVINI GLIENE DARANNO CREDITO!…

GRAZIE A LUI – DOPO INTERI DECENNI DI IMMUNITA’ – VALORIZZATE DALLE SUE  BEATE VACANZE PRIMA IN FRANCIA, A PARIGI, E POI IN BRASILE, ALLA CORTE DEL DEPOSTO PRESIDENTE LULA!…

E’ STATO FINALMENTE ARRESTATO ED IN PROCINTO DI ESSERE STRADATO IN ITALIA, DOVE FINALMENTE POTRA’        PAGARE PER GLI OMICIDI PER I QUALI E’ STATO CONDANNATO IN VIA DEFINIRIVA!…. 

La foto di Battisti in questura a Santa Cruz pubblicata dal sito Wikilao

Cesare Battisti catturato in Bolivia dall’Interpol: fermato in strada, non ha tentato la fuga

Il figlio di Bolsonaro twitta: “Salvini, il piccolo regalo sta arrivando”. Il ministro: “Per lui la pacchia è finita” 
Immagini Quelle foto segnaletiche 
Reportage Sulle orme del fuggitivo

di CARLO BONINI

https://www.repubblica.it/esteri/2019/01/13/news/cesare_battisti_catturato_in_brasile_gia_firmato_il_decreto_di_estradizione-216444495/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P2-S1.12-T1

Cesare Battisti catturato in Bolivia: arrestato da agenti dell’Interpol. Estradizione vicina

L’ex terrorista italiano aveva fatto perdere le sue tracce nello scorso dicembre. È stato catturato a Santa Cruz. Il figlio del presidente Bolsonaro: “Salvini, il regalo sta arrivando”

Gli investigatori italiani erano già da una settimana in Bolivia e dopo aver circoscritto l’area in cui si trovava Battisti hanno iniziato a pedinarlo. Prima di intervenire, però, sono state fatte tutte le attività di comparazione e i riscontri visivi possibili fino a quando si è avuta la ragionevole sicurezza che fosse proprio lui. A quel punto sono stati fatti intervenire i poliziotti boliviani, che lo hanno fermato in mezzo alla strada.

Quando gli agenti boliviani si sono rivolti a lui, non ha tentato di fuggire e ha risposto in portoghese.

> LE REAZIONI Bonafede: “Giustizia è fatta”. Esultano parenti vittime

A confermare la notizia, anticipata dalla stampa, è stato Filipe Martins, consigliere speciale del presidente della repubblica Jair Bolsonaro.   “Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia e sarà presto portato in Brasile, da dove verrà probabilmente mandato in Italia, così da poter scontare l’ergastolo secondo la decisione della giustizia italiana”, scrive Martins sul suo profilo Twitter.

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CERTI DEFICIENTI IPOCRITAMENTE, DA MENTITORI PROFESSIONISTI, PARLANO DI UNA PIAZZA “APARTITICA”, CITANDO IN QUESTO STESSO ARTICOLO LA PRESENZA DEL  “candidato alla segreteria Maurizio Martina secondo cui il flash mob è l’invito al governo di “smetterla con l’ambiguità”, e c’è il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ricorda che “l’opera si sta già facendo e che a oggi sono stati  scavati sei chilometri e cento metri di tunnel di base”.

C’E’ PURE LA PRESENZA DELL’INGOMBRANTE “governatore della Liguria Giovanni Toti…”                                                                                      CHE DICHIARA, INOLTRE :  “Certo che si farà”!…..

MENTRE DA PARTE DELL’ALLEATO LEGHISTA DI GOVERNO  ” Per Molinari si troverà un compromesso con il M5S, come accaduto finora”.                      MINACCIANDO, SENZA ALCUNA REMORA : “Se così non fosse parola agli elettori, ma spero non sia necessario”, confessa il leghista.                          Meglio insomma trovare un accordo prima, per evitare di andare allo scontro frontale”

PUR ESSENDO FAVOREVOLE AL COMPLETAMENTO DI QUESTA INUTILE TAV, PER UNA  QUESTIONE DI PRINCIPIO – SE NON ALTRO, PER LA CREDIBILITA’ E L’ONORE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE – CI AUGURIAMO CHE LUIGI DI MAIO NON MOLLI E STIA FERMO SULLE SUE POSIZIONI!….

LASCIANDO ALLA DISPONIBILITA’ ED ALLE DECISIONI DELLA LEGA – SE VUOLE DIMOSTRARE VERAMENTE CHE LE SUE MINACCE NON SONO SOLO CHIACCHIERE DA BAR DELLO SPORT – DI DARE LA: “parola agli elettori”!….

LA LEGA SPOSA LE MADAMIN – Successo della seconda manifestazione per la Tav.                                                                                                                  Per il leghista Molinari “la piazza è un segnale che pesa” nella trattativa coi 5 stelle

(da Torino, Marco Gritti) 

POLITICA 12/01/2019 20:01 

La lega sposa le madamin

Per i leghisti “la piazza di Torino è un segnale che pesa” nella trattativa coi 5 stelle sulla Tav

 

Il dilettantismo M5S

 

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/01/07/news/m5s_movimento_5_stelle_luigi_di_maio_e_i_gilet_gialli_francesi-216051186/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S1.4-T1

CommentoMovimento 5 Stelle

Il dilettantismo M5S, a Di Maio non basta indossare il gilet giallo

Ci vuole altro perché il Movimento 5 Stelle recuperi la magia del 4 marzo.
Il sostegno ai contestatori di Macron in Francia non sarà sufficiente a placare i delusi in Italia

‘Va pensiero’ dal Nabucco – Roma, Tatro dell’Opera.

 

‘Va pensiero’ dal Nabucco di Giuseppe Verdi                           Riccardo Muti – Roma, Teatro dell’Opera.

Va, pensiero, sull’ali dorate.                           

Va, ti posa sui clivi, sui colli                                                                            ove olezzano tiepidi e molli                                                                            l’aure dolci del suolo natal! 

Del Giordano le rive saluta                                                                                di Sionne le torri atterrate. 

Oh, mia patria si bella e perduta!

Oh, membranza si cara e fatal!

Arpa d’or dei fatidici vati,                                                                          perchè muta dal salice pendi?

Le memorie nel petto riaccendi.

Ci favella del tempo che fu! 

O simile si Solima ai fati                                                                                  traggi un suono di crudo lamento. 

O t’ispiri il Signore un concento                                                                   che ne infonde al patire virtu’!

Che ne infonde al patire virtu’!

che ne infonde al patire virtu’!

 

 

 

 

IMMUNOTERAPIA ONCOLOGICA

 

 

Immunoterapia oncologica

U.O.C. Immunoterapia Oncologica
Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Viale Bracci 16, 53100 Siena
Tel: 0577-586336
Fax: 0577-586303

Responsabile: Michele Maio
Recapito responsabile: 0577-586335

Cenni sulla struttura

Nel corso del 2004 è iniziata l’attivazione progressiva del programma clinico-scientifico della nuova Divisione di Oncologia Medica “Immunoterapia Oncologica” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS), diretta da Michele Maio che, dopo aver conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli, ha operato presso il New York Medical College di New York dal 1984 al 1989 e, quindi, presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano sino al 2003, e tuttora come consulente, in qualità di Responsabile dell’Unità di Bioimmunoterapia Oncologica del Dipartimento di Oncologia Medica.

Il programma di attività dell’Unità, nell’ambito della gestione complessiva del paziente oncologico, sia per quanto concerne l’inquadramento diagnostico che la terapia, prevede, in aggiunta ai trattamenti chemioterapici convenzionali attualmente disponibili e di provata efficacia, che vengono eseguiti nell’ambito di linee guida validate e condivise, un forte impegno nella ricerca clinica. Questa attività, imprescindibile per una moderna Unità di Oncologia Medica, è finalizzata a rendere disponibili ai pazienti oncologici che afferiscono all’Unità le più recenti metodologie terapeutiche disponibili nell’ambito della terapia farmacologica e/o immunologica del cancro. A questo scopo sono stati già attivati presso l’Immunoterapia Oncologica, dopo rigida verifica del Comitato Etico locale e sempre con il consenso informato del paziente, diversi protocolli di terapia medica che sono sviluppati anche in collaborazione con le maggiori istituzioni oncologiche nazionali ed estere, e che sono finalizzati all’identificazione di nuove e sempre più efficaci modalità di trattamento dei tumori umani. A supporto di questa attività è in corso di organizzazione il Clinical Trial Office dell’Unità che, interagendo anche con il programma di studi clinici in corso di attivazione da parte dall’Istituto Toscano Tumori (ITT), comprenderà una figura di Data Manager (supportata dall’ITT) ed una Infermiera di Ricerca. Forte impulso al programma di ricerca clinica deriva anche dall’attività di ricerca pre-clinica svolta dall’Unità, che è finanziata anche da agenzie nazionali ed internazionali, ed è focalizzata a sviluppare ed applicare in clinica nuove modalità di terapia biologica ed immunologica basate sulla caratterizzazione biomolecolare della neoplasie di ciascun singolo paziente, al fine di personalizzare l’intervento terapeutico migliorandone quindi l’efficacia. Questo approccio -terapia translazionale- è certamente uno degli aspetti maggiormente innovativi dell’Unità e si inserisce in un più ampio contesto nazionale ed internazionale, come dimostrato dal fatto che l’Unità ha promosso la nascita a Siena nel 2004 del Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori (NIBIT), che riunisce i principali gruppi nazionali che si occupano di ricerca clinica e pre-clinica nell’ambito della bioterapia dei tumori umani, tra i cui obiettivi vi sono l’aggiornamento e l’indirizzo dei pazienti verso le strutture sanitarie dove poter ottenere la migliore risposta alle loro aspettative terapeutiche.

Per fornire un’assistenza più globale ed integrata con il territorio al paziente oncologico sono stati già attivati stretti rapporti operativi con i Medici di Medicina Generale, anche grazie al forte coinvolgimento in questo programma dell’Ordine dei Medici di Siena. Inoltre, per garantire un approccio sempre più multidisciplinare al paziente oncologico inteso come persona, in aggiunta agli standard terapeutici più elevati, e comparabili quindi con le più accreditate strutture oncologiche nazionali, è già operativo presso l’Unità un programma di supporto psicologico fornito da personale con training specifico nell’ambito della psico-oncologia, diretto ai pazienti ed ai loro familiari. Inoltre, è stata attivata all’interno dell’Unità, la Biblioteca per l’Informazione in Oncologia, progetto sostenuto dall’ITT, che in analogia con altre realtà esistenti sul territorio nazionale, si prefigge di fornire ai pazienti e ai loro familiari informazioni scritte in tema di oncologia ed argomenti correlati. Ciò contribuisce ad una maggiore consapevolezza e responsabilità nell’affrontare scelte in ambito oncologico, favorendo un rapporto più costruttivo con il personale curante. Il materiale utilizzato per rispondere ai bisogni informativi degli utenti è costituito da pubblicazioni valide, corrette ed aggiornate, comprensibili ad una popolazione “non scientifica”. La Biblioteca per l’Informazione in Oncologia link collabora ad “Azalea: biblioteca digitale in oncologia per pazienti, familiari e cittadini”, progetto di Alleanza Contro il Cancro (ACC), la rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico oncologici presenti in Italia. Per lo sviluppo di questo programma, e più in generale dell’accoglienza al paziente oncologico, la Consulta del Volontariato di Siena ha già garantito il proprio aiuto all’Unità attraverso la presenza di suoi volontari che opereranno nella struttura definitiva della Immunoterapia Oncologica, al momento nella fase finale di ristrutturazione, che ospiterà gli ambulatori, il day-hospital ed i laboratori dell’Unità, e sarà ubicata al piano meno 3 del Primo Lotto dell’AOUS. Al fine di perseguire il miglioramento continuo della qualità del servizio offerto agli utenti dell’Immunoterapia Oncologica, sono state già attivate le procedure per l’accreditamento istituzionale ed all’eccellenza dell’Unità.

Attualmente gli ambulatori ed il day-hospital dell’Immunoterapia Oncologica sono provvisoriamente localizzati al secondo piano del Terzo Lotto della AOUS ed è in programma l’attivazione delle degenze ordinarie nel corso del prossimo anno. L’attività clinica si svolge dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00; l’accesso dei nuovi pazienti all’Unità può avvenire direttamente, attraverso altri reparti delle Scotte e di differenti presidi sanitari, o su richiesta del medico curante. La segreteria dell’Unità è raggiungibile dalle 9.00 alle 14.00, mentre il personale medico è disponibile dalle 15.00 alle 17.00, fermo restando che per motivi di particolare urgenza un medico è sempre raggiungibile attraverso la segreteria di reparto negli orari di attività dell’Unità, tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì. Le prime visite e le consulenze sono di norma effettuate nell’arco di 5-7 giorni lavorativi, ed in tempi più brevi per situazioni cliniche di particolare urgenza.

Principali collaborazioni nazionali ed internazionali

  • Felicetto Ferrara, XIX Divisione “Ematologia” Ospedale “A. Cardarelli”, Napoli
  • Pier Giorgio Natali, Laboratorio di Immunologia, Istituto “Regina Elena”, Roma
  • Giorgio Parmiani, Unità di Immunoterapia dei Tumori Umani, Istituto Nazionale Tumori, Milano
  • Carlo Pucillo, Dipartimento di Biotecnologie, Università degli Studi di Udine, Udine
  • Mario Vitale, Dipartimento di Endocrinologia e Oncologia Clinica, Università “Federico II”, Napoli
  • Catia Traversari, MOLMED – Istituto Scientifico San Raffaele, Milano
  • Soldano Ferrone, Dept. of Immunology, Rosewell Park Cancer Institute Buffalo, NY, USA
  • Antonio Giordano, College of Science and Technology, Temple University Philadelphia, PA, USA
  • Dorothee Herlyn, The Wistar Institute of Anatomy and Biology, Philadelphia, PA, USA
  • Kalevi Kairemo, Dept. of Nuclear Medicine, University of Helsinki, Helsinki, Finland
  • Francesco Marincola, Surgery Branch – NCI, National Institutes of Health Bethesda, MD, USA
  • Michael J. Mastrangelo, Medical Oncology, The Jefferson University, Philadelphia, PA, USA
  • Gaetano Romano, Thomas Jefferson University, Kimmel Cancer Ctr., Philadelphia, PA, USA
  • Dirk Schadendorf, Skin Cancer Unit, University Hospital Mannheim, Mannheim, Germany
  • Carmen Scheibenbogen, Universitatsklinikum Benjamin Franklin, Free University Berlin, Germany
  • Barbara Seliger, Department of Medicine, University of Halle, Germany

Pubblicazioni (WEB-ITT: 9.0)

  • Board Editoriali (Michele Maio)
    • Seminars in Oncology
    • Journal of Immunotherapy
    • Women’s Oncology Reviews
    • Journal of Translational Medicine
    • Journal Experimental and Clinical Cancer Research (Reviews Editor)
    • Supportive and Palliative Cancer Care
  • Pubblicazioni selezionate dell’Unità (su oltre 130 recensite da Index Medicus)
    1. Maio M, Altomonte M, Fonsatti E. Is it the primetime for endoglin (CD105) in the clinical setting? Cardiovasc Res, 69:781-3, 2006.
    2. Coral S, Sigalotti L, Colizzi F, Spessotto A, Nardi G, Cortini E, Pezzani L, Fratta E, Fonsatti E, Di Giacomo AM, Nicotra MR, Natali PG, Altomonte M, Maio M. Phenotypic and functional changes of human melanoma xenografts induced by DNA hypomethylation: Immunotherapeutic implications. J Cell Physiol, 207:58-66, 2006.
    3. Coppola S, Narciso L, Feccia T, Bonci D, Calabro L, Morsilli O, Gabbianelli M, De Maria R, Testa U, Peschle C. Enforced expression of KDR receptor promotes proliferation, survival and megakaryocytic differentiation of TF1 progenitor cell line. Cell Death Differ, 13:61-74, 2006.
    4. Sigalotti L, Coral S, Fratta E, Lamaj E, Danielli R, Di Giacomo AM, Altomonte M, Maio M. Epigenetic modulation of solid tumors as a novel approach for cancer immunotherapy. Semin Oncol, 32:473-8, 2005.
    5. Zhang Y, Sun Z, Nicolay H, Meyer RG, Renkvist N, Stroobant V, Corthals J, Carrasco J, Eggermont AM, Marchand M, Thielemans K, Wolfel T, Boon T, van der Bruggen P. Monitoring of anti-vaccine CD4 T cell frequencies in melanoma patients vaccinated with a MAGE-3 protein. J Immunol,174:2404-11, 2005.
    6. Guidoboni M, Zancai P, Cariati R, Rizzo S, Dal Col J, Pavan A, Gloghini A, Spina M, Cuneo A, Pomponi F, Bononi A, Doglioni C, Maestro R, Carbone A, Boiocchi M, Dolcetti R. Retinoic acid inhibits the proliferative response induced by CD40 activation and interleukin-4 in mantle cell lymphoma. Cancer Res, 65:587-95, 2005.
    7. Sigalotti L, Fratta E, Coral S, Tanzarella S, Danielli R, Colizzi F, Fonsatti E, Traversari C, Altomonte M, Maio M. Intratumor heterogeneity of cancer/testis antigens expression in human cutaneous melanoma is methylation-regulated and functionally reverted by 5-aza-2′-deoxycytidine. Cancer Res, 64:9167-71, 2004.
    8. Parmiani G, Testori A, Maio M, Castelli C, Rivoltini L, Pilla L, Belli F, Mazzaferro V, Coppa J, Patuzzo R, Sertoli MR, Hoos A, Srivastava PK, Santinami M. Heat shock proteins and their use as anticancer vaccines. Clin Cancer Res, 10:8142-6, 2004.
    9. Riccioni R, Rossini A, Calabro L, Diverio D, Pasquini L, Lococo F, Peschle C, Testa U. Immunophenotypic features of acute myeloid leukemias overexpressing the interleukin 3 receptor alpha chain. Leuk Lymphoma, 45:1511-7, 2004.
    10. Musolino C, Alonci A, Bellomo G, Loteta B, Quartarone E, Gangemi D, Massara E, Calabro L. Levels of soluble angiogenin in chronic myeloid malignancies: clinical implications. Eur J Haematol, 72:416-9, 2004.
    11. Ferreri AJ, Guidoboni M, Ponzoni M, De Conciliis C, Dell’Oro S, Fleischhauer K, Caggiari L, Lettini AA, Dal Cin E, Ieri R, Freschi M, Villa E, Boiocchi M, Dolcetti R. Evidence for an association between Chlamydia psittaci and ocular adnexal lymphomas. J Natl Cancer Inst, 96:586-94, 2004.
    12. Altomonte M, Fonsatti E, Visintin A, Maio M. Targeted therapy of solid malignancies via HLA class II antigens: a new biotherapeutic approach? Oncogene, 22:6564-9,2003.
    13. Maio M, Coral S, Fratta E, Altomonte M, Sigalotti L. Epigenetic targets for immune intervention in human malignancies. Oncogene, 22:6484-8, 2003.
    14. Sigalotti L, Altomonte M, Colizzi F, Degan M, Rupolo M, Zagonel V, Pinto A, Gattei V, Maio M. 5-Aza-2′-deoxycytidine (decitabine) treatment of hematopoietic malignancies: a multimechanism therapeutic approach? Blood, 101:4644-6, 2003.
    15. Belli F, Testori A, Rivoltini L, Maio M, Andreola G, Sertoli MR, Gallino G, Piris A, Cattelan A, Lazzari I, Carrabba M, Scita G, Santantonio C, Pilla L, Tragni G, Lombardo C, Arienti F, Marchiano A, Queirolo P, Bertolini F, Cova A, Lamaj E, Ascani L, Camerini R, Corsi M, Cascinelli N, Lewis JJ, Srivastava P, Parmiani G. Vaccination of metastatic melanoma patients with autologous tumor-derived heat shock protein gp96-peptide complexes: clinical and immunologic findings. J Clin Oncol, 20:4169-80, 2002.
    16. Altomonte M, Maio M. European approach to antibody-based immunotherapy of melanoma. Semin Oncol, 29:471-8, 2002.
    17. Coral S, Sigalotti L, Altomonte M, Engelsberg A, Colizzi F, Cattarossi I, Maraskovsky E, Jager E, Seliger B, Maio M. 5-aza-2′-deoxycytidine-induced expression of functional cancer testis antigens in human renal cell carcinoma: immunotherapeutic implications. Clin Cancer Res, 8:2690-5, 2002.
    18. Semplici F, Meggio F, Pinna LA, Oliviero S. CK2-dependent phosphorylation of the E2 ubiquitin conjugating enzyme UBC3B induces its interaction with beta-TrCP and enhances beta-catenin degradation. Oncogene, 21:3978-87, 2002.
    19. Maio M, Fonsatti E, Lamaj E, Altomonte M, Cattarossi I, Santantonio C, Melani C, Belli F, Arienti F, Colombo MP, Parmiani G. Vaccination of stage IV patients with allogeneic IL-4- or IL-2-gene-transduced melanoma cells generates functional antibodies against vaccinating and autologous melanoma cells. Cancer Immunol Immunother, 51:9-14, 2002.
    20. Sigalotti L, Coral S, Nardi G, Spessotto A, Cortini E, Cattarossi I, Colizzi F, Altomonte M, Maio M. Promoter methylation controls the expression of MAGE2, 3 and 4 genes in human cutaneous melanoma. J Immunother, 25:16-26, 2002.
    21. Guidoboni M, Gafa R, Viel A, Doglioni C, Russo A, Santini A, Del Tin L, Macri E, Lanza G, Boiocchi M, Dolcetti R. Microsatellite instability and high content of activated cytotoxic lymphocytes identify colon cancer patients with a favorable prognosis. Am J Pathol, 159:297-304, 2001.
    22. Fonsatti E, Jekunen AP, Kairemo KJ, Coral S, Snellman M, Nicotra MR, Natali PG, Altomonte M, Maio M. Endoglin is a suitable target for efficient imaging of solid tumors: in vivo evidence in a canine mammary carcinoma model. Clin Cancer Res, 6:2037-43, 2000.
    23. Arienti F, Belli F, Napolitano F, Sule-Suso J, Mazzocchi A, Gallino GF, Cattelan A, Santantonio C, Rivoltini L, Melani C, Colombo MP, Cascinelli N, Maio M, Parmiani G. Vaccination of melanoma patients with interleukin 4 gene-transduced allogeneic melanoma cells. Hum Gene Ther, 10:2907-16, 1999.
    24. Altomonte M, Fonsatti E, Lamaj E, Cattarossi I, Cattelan A, Maio M. Differential levels of solubile intercellular adhesion molecule-1 (sICAM-1) in early breast cancer and benign breast lesions. Breast Cancer Res Treat, 58:19-23, 1999.
    25. Dolcetti R, Viel A, Doglioni C, Russo A, Guidoboni M, Capozzi E, Vecchiato N, Macri E, Fornasarig M, Boiocchi M. High prevalence of activated intraepithelial cytotoxic T lymphocytes and increased neoplastic cell apoptosis in colorectal carcinomas with microsatellite instability. Am J Pathol, 154:1805-13.
    26. Orlandini M, Semplici F, Ferruzzi R, Meggio F, Pinna LA, Oliviero S. Protein kinase CK2alpha’ is induced by serum as a delayed early gene and cooperates with Ha-ras in fibroblast transformation. J Biol Chem, 273:21291-7, 1998.
    27. Calabro L, Musolino C, Spatari G, Vinci R, Calatroni A. Increased concentration of circulating acid glycosaminoglycans in chronic lymphocytic leukaemia and essential thrombocythaemia. Clin Chim Acta, 269:185-99, 1998.
    28. Brasoveanu LI, Fonsatti E, Visintin A, Pavlovic M, Cattarossi I, Colizzi F, Gasparollo A, Coral S, Horejsi V, Altomonte M, Maio M. Melanoma cells constitutively release an anchor-positive soluble form of protectin (sCD59) that retains functional activities in homologous complement-mediated cytotoxicity. J Clin Invest, 100:1248-55, 1997.
    29. Maio M, Parmiani G. Melanoma immunotherapy: new dreams or solid hopes? Immunol Today, 17:405-7, 1996.
    30. Altomonte M, Simonelli C, Tirelli U, Maio M. Signaling by HLA class II antigens on B cells. Immunol Today, 16:548, 1995.
    31. Altomonte M, Gloghini A, Bertola G, Gasparollo A, Carbone A, Ferrone S, Maio M. Differential expression of cell adhesion molecules CD54/CD11a and CD58/CD2 by human melanoma cells and functional role in their interaction with cytotoxic cells. Cancer Res, 53:3343-8, 1993.
    32. Altomonte M, Colizzi F, Esposito G, Maio M. Circulating intercellular adhesion molecule 1 as a marker of disease progression in cutaneous melanoma. N Engl J Med, 327:959, 1992.
    33. Maio M, Altomonte M, Tatake R, Zeff RA, Ferrone S. Reduction in susceptibility to natural killer cell-mediated lysis of human FO-1 melanoma cells after induction of HLA class I antigen expression by transfection with B2m gene. J Clin Invest, 88:282-9, 1991.
    34. Maio M, Pinto A, Carbone A, Zagonel V, Gloghini A, Marotta G, Cirillo D, Colombatti A, Ferrara F, Del Vecchio L, et al. Differential expression of CD54/intercellular adhesion molecule-1 in myeloid leukemias and in lymphoproliferative disorders. Blood, 76:783-90, 1990.
    35. Maio M, Gulwani B, Tombesi S, Langer JA, Duigou GJ, Kerbel RS, Fisher PB, Ferrone S. Differential induction by immune interferon of the gene products of the HLA-D region on the melanoma cell line MeWo and its metastatic variant MeM 50-10. J Immunol, 141:913-20, 1988.
    36. Gulwani B, Maio M, Imberti L, Melamede RJ, Ferrone S. Immunosuppressive activity of T cell clones generated from human T cells stimulated with autologous TPHA cells. J Immunol, 139:2130-6, 1987.
    37. Pinto A, Maio M, Attadia V, Zappacosta S, Cimino R. Modulation of HLA-DR antigens expression in human myeloid leukaemia cells by cytarabine and 5-aza-2′-deoxycytidine. Lancet, 2:867-8, 1984.
    38. Panza N, Del Vecchio L, Maio M, De Felice M, Lombardi G, Minozzi M, Zappacosta S. Strong association between an HLA-DR antigen and thyroid carcinoma. Tissue Antigens, 20:155-8, 1982.
  • Principali Monografie:
    1. Immunology of Human Melanoma: Tumor-Host Interaction and Immunotherapy. Maio M. Ed., Biomedical and Health Research, IOS Press, Ohmsha, Amsterdam, Tokyo, Washington D.C., 1996.
    2. Basi Scientifiche per la Definizione di Linee Guida in Ambito Clinico per il Melanoma Cutaneo. Maio M. et al. contributors. Consiglio Nazionale delle Ricerche, Progetto Finalizzato Applicazioni Cliniche della Ricerca Oncologica, 2000.
    3. Melanoma I. American and European Perspectives on Diagnosis and Treatment. McClay F.E., and Maio M., Guest Editors. Semin. Oncol., W.B. Saunders, Philadelphia, PA, USA, Vol. 29, n°4 (August), 2002.
    4. Melanoma II. American and European Perspectives on Diagnosis and Treatment. McClay F.E., and Maio M., Guest Editors. Semin. Oncol., W.B. Saunders, Philadelphia, PA, USA, Vol. 29, n°5 (October), 2002.
    5. Biomolecular Strategies for Therapeutic Intervention in Cancer. Giordano A, and Maio M., Guest Editors, Oncogene Reviews, Nature Publishing Group, Macmillan Publishers Ltd., Vol. 22, n°42 (September), 2003.
    6. Cancer Epigenetics and Epigenetic Treatment of Cancer. Maio M., Guest Editor. Semin. Oncol., W.B. Saunders, Philadelphia, PA, USA, Vol. 32, n°5 (October), 2005.
  • Altri principali prodotti scientifici 2004 – 2005:
    • Maio M. et al., “Targeting the immune system to tumor-associated antigens”. In: “Cancer Therapy: Molecular Targets in Tumor-Host Interactions”. George F. Weber Ed., Horizon Bioscience, UK.
    • Maio M. et al., “Principi di Terapia Biologica”. In: “Oncologia Medica Pratica”. Massimo Lopez Ed., Società Scientifica Universo, Roma.
    • Assegnazione a Michele Maio del Premio Internazionale “Ruggero II Il Normanno”, per l’operosità profusa nel campo socio-medico-scientifico.

Principali relazioni a Congresso su invito 2004–2006

  • Relazione al Convegno “La ricerca “translational” e il ricercatore biomedico nell’IRCCS oncologico”, relazione su: “I vaccini nell’immunoterapia dei tumori”. Centro di Riferimento Oncologico, Aviano, Pordenone. Corso ECM.
  • Relazione al 10° Convegno Annuale dell’ Italian Melanoma Intergroup (IMI), relazione su: “Epigenetic modulation of human melanoma: immunotherapeutic implications”. Napoli.
  • Relazione al Congresso Nazionale della Società Italiana Tumori (SIT) “Oncologia: oggi e domani. Aspetti diagnostici e terapeutici integrati”, relazione su: “Ruolo della vaccino-terapia in terapia oncologica”. Capri, Napoli. Corso ECM.
  • Relazione al Convegno della Società Italiana di Senologia Diagnostica e Terapeutica, relazione su: “Nuove prospettive terapeutiche: targeting immunologico dell’endotelio tumorale”. Siena. Corso ECM.
  • Discussant alla Tavola rotonda: “Le risorse in oncologia: razionare o razionalizzare?” VIII Congresso Nazionale del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri, Vietri sul Mare, Salerno. Corso ECM.
  • Relazione al 15° Corso Residenziale di Aggiornamento “Moderna Radioterapia, misura degli effetti e miglioramento dei risultati”. Roma. Corso ECM.
  • Relazione “III Corso Istituzionale SITILO”, relazione su: “Vaccinoterapia”. Siena.
  • Relazione al VII Congresso Nazionale SITILO “Trattamenti innovativi e locoregionali per strategie integrate in oncologia”, relazione su: Vaccini. Firenze. Corso ECM.
  • Relazione alla Convegno Regionale Aiom, “Il Carcinoma Mammario Metastatico: Una malattia curabile”, relazione su “Importanza della Risposta al trattamento e fattori predittivi di outcome”. Impruneta, Firenze. Corso ECM.
  • Relatore al Convegno “Dall’Assistenza domiciliare all’Hospice” Relazione su “Esperienza Hospice di Aviano-Pordenone-Friuli”. Siena
  • Relazione al VII Congresso Interregionale AIOM “L’Altra Faccia dell’Oncologia”, relazione su “Target nel Melanoma”. Vasto, Chieti. Corso ECM.
  • Discussant alla Tavola rotonda “Le prospettive”. Prima Conferenza di Organizzazione dell’Istituto Toscano Tumori, “Dalle raccomandazioni Cliniche al percorso assistenziale”, Firenze.
  • Relazione al XI Annual Meeting of Italian Melanoma Intergroup (IMI), relazione su “Epigenetic modulation of human melanoma: immunotherapeutic implications”. Grado, Gorizia. Corso ECM.
  • Relazione al Convegno dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo, “Aspetti clinico terapeutici in tema di tumori dell’anziano”, relazione su “Il melanoma cutaneo e le terapie biologiche: esperienze nell’anziano oncologico”. Viagrande, Catania. Corso ECM.
  • Relazione Convegno Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Bioncologia (CINBO), Mediterranean School of Oncology “Corso Multidisciplinare di Patologia Orale e del Massiccio-Facciale. Il Carcinoma Orale: dalla Ricerca alla Clinica”, relazione su “Prospettive future nel carcinoma orale: dalla proteomica alla terapia genica”. Roma. Corso ECM.
  • Relazione alla XI Conferenza Nazionale AIOM “Oncologia Medica: Traguardi e Prospettive”, relazione su “Vaccini e Terapia Genica”. Cosenza. Corso ECM.
  • Main Lecture al “Fall 2005 Meeting of the EORTC Melanoma Group”, relazione su ” Epigenetic immunomodulation of human melanoma: therapeutic implications”. Warsaw, Poland.
  • Relatore al Corso Residenziale “Terapia sistemica del melanoma alla ricerca di un equilibrio strategico”. Relazione “Immunoterapia attiva specifica nel melanoma: attualità e prospettive”. Firenze
  • Discussant alla Tavola rotonda: Nuovi Farmaci: situazione in toscana al Convegno AIOM “Nuova Oncologia per una Nuova Sanità: impatto dei farmaci a bersaglio molecolare. Firenze. Corso ECM
  • Relatore al III Workshop della Società Italiana di Immunologia , Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA) “Gli anticorpi dalla ricerca alla clinica componenti specifici del sistema immune con molteplici applicazioni”.Relazione “Anticorpi Antiidiotipo (anti-id) Siena per la vaccinoterapia delle neoplasie solide.
  • Relatore alla Seconda Conferenza di Organizzazione dell’Istituto Toscano Tumori ” Sulla Strada della Condivisione” Introduzione: Rischio genetico. Pisa.
  • Relatore all’VIII Forum Nazionale di oncologia Medica “Trattamenti Adiuvanti”. Bologna
  • Intervento Preordinato all’8° Congresso Nazionale del Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale GOIM “Dalle innovazioni Biomolecolari e Tecnologiche all’applicazione Clinica
  • Relatore al “Perspective in Melanoma X and The Third Annual International Melanoma Research Congress” Relazione “”Epigenetic immunomodulation of human melanoma: therapeutic implications” Noordwijk, The Netherlands.
  • Moderatore della Sessione Epidemiologia e Biologia al Convegno “II Giornate Oncologiche del Mediterraneo”. Cava dei Tirreni (SA).

Principali Gruppi di Lavoro (Michele Maio)

  • Consiglio Direttivo del Gruppo Italiano per lo Studio e la Terapia del Mesotelioma Maligno-G.I.ME. (Michele Maio – Segretario).
  • Melanoma Group, European Organization for Research and Treatment of Cancer.
  • New Drug Development Group, European Organization for Research and Treatment of Cancer.
  • Scientific Advisory Board, Sbarro Health Research Organization (SHRO), Radnor, PA, U.S.A.
  • Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori (Michele Maio – Coordinatore Steering Committee).
  • Ufficio di Direzione dell’Istituto Toscano Tumori.
  • Membro del Work Package 6 “Measures for assessing the efficacy of cancer vaccines as anti-cancer agents” del progetto EUROCAN-plus dell’Unione Europea.
  • International Melanoma Working Group

Attività didattica extramuraria (Michele Maio)

  • Adjunct Professor, College of Science and Biotechnology, Center for Biotechnology, Temple University, Philadelphia, PA, U.S.A.
  • “Cultore della Materia per l’Immunologia”, Facolta’ di Medicina e Chirurgia, Universita’ degli Studi di Udine

Finanziamenti extramurari

L’attività di ricerca clinica e pre-clinica dell’Unità è parzialmente finanziata da: Ministero della Salute, Compagnia San Paolo di Torino, Società di Esecutori di Pie Disposizioni in Siena, Fondazione Buzzi Unicem – Onlus, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – AIRC, Industrie Farmaceutiche, Università degli Studi di Siena.

Salvini il populista va all’incasso

 

CommentoLega

Salvini il populista va all’incasso

Con cinica astuzia il leader leghista ha trasformato un possibile inciampo giudiziario in un sicuro dividendo politico
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La macabra danza sovranista intorno alle povere vite di 150 disperati sembra concludersi in gloria per Salvini. Può ergersi a martire di fronte alle masse impaurite e adoranti, e lucrare un altro tesoretto di consensi persino su un avviso di garanzia inseguito e provocato a ogni costo. Il “ministro della mala vita” non meritava questo “favore”, dicono quelli che la sanno lunga. E non hanno tutti i torti, vista la cinica astuzia con la quale il Conducator leghista ha trasformato subito un possibile inciampo giudiziario in un sicuro dividendo politico.
Ma a questo punto si impone una domanda: cosa deve fare una democrazia occidentale, di fronte a un uomo di governo che per incassare un altro pugno di voti cavalca l’onda xenofoba e viola scientemente le leggi dello Stato e le norme del diritto internazionale? Deve auto-limitarsi nel funzionamento delle garanzie costituzionali e del bilanciamento dei poteri, perché altrimenti fa il gioco di un ministro della Repubblica che, indagato, grida in piazza “venitemi a prendere, gli italiani sono con me”?
La squallida bravata salviniana sulla Nave Diciotti, e quelle ancora più drammatiche che verranno nelle prossime settimane, hanno nientemeno che questa posta in palio: se non la tenuta, sicuramente la qualità democratica del Paese. I fatti di questi giorni dimostrano quanto si sbagliavano le anime belle che consideravano esagerati gli allarmi sulla natura tecnicamente “eversiva” dell’alleanza legastellata. Qui, dopo appena tre mesi, non c’è solo l’evidenza di una rottura diplomatica che appare già non più sanabile con l’Europa (per quanto l’Unione sia scandalosamente inadempiente su molti fronti). A distribuirsi quel drappello di eritrei subdolamente rappresentati come “emergenza” abbiamo chiamato l’Irlanda e l’Albania. A elemosinare il riacquisto dei nostri Btp, che da gennaio la Bce smetterà di comprare, siamo andati dall’America di Trump, dalla Cina di Xi, dalla Russia di Putin.
“Italexit” è già quasi compiuta, anche se manca ancora un atto formale che la sancisca. Il “governo del cambiamento” ha davvero già cambiato gli orizzonti e i riferimenti geopolitici dell’Italia, collocandola di fatto fuori dall’Europa dei Padri e dei Paesi fondatori.

Non ancora la Polonia di
Kaczynski o l’Ungheria di Orban (al quale domani il responsabile del Viminale bacerà la pantofola). Ma non più la Germania di Merkel o la Francia di Macron. Questo è il claustrofobico Club delle Piccole Patrie nel quale ci sta relegando la coalizione gialloverde a trazione salviniana.
Ma stavolta c’è di più. Salvini può imporre il suo Nuovo Ordine Sovranista per due ragioni. La prima è che ha ormai in mano il pieno comando della coalizione, avendo ridotto Conte e Di Maio al ruolo di “utili idioti”. La seconda è che può farlo – fregandosene della Ue e della magistratura, delle istituzioni e delle opposizioni – perché si considera investito e protetto dall’unica fonte di legittimazione che riconosce, cioè il popolo. Se il popolo è con lui (e in buona misura lo è) non esistono codici né procure, inchieste o sentenze.
E’ un dispositivo di potere aberrante, che abbiamo già conosciuto. Salvini porta a compimento il disegno populista e plebiscitario del suo ex alleato Berlusconi che oggi, in questa Italia senza memoria, sembra diventato De Gaulle. L’Unto del Signore fu il primo a considerarsi al di sopra e al di là della legge, in virtù del consenso elettorale che avrebbe dovuto cancellare i suoi reati e i suoi peccati. Il vicepremier in cravatta verde, oggi, segue le stesse orme. Sostituite le “toghe rosse” con i “pm politicizzati”, i “comunisti” con i “migranti in crociera” e i “radical chic” che li difendono, e il gioco è fatto. C’è un’inquietante coerenza tra la vecchia destra berlusconiana e la nuova destra salviniana. Qualunque impostura, qualunque forzatura diventa non solo possibile ma lecita, se è quello che la massa indistinta chiede o pretende. Su questo crinale, la democrazia rappresentativa scivola inevitabilmente verso la dittatura della maggioranza.
Nel Ventennio berlusconiano, nonostante tutto, il sistema seppe resistere e reagire. Il Quirinale rimandò al Parlamento riforme essenziali per il leader di Forza Italia, dalla legge Gasparri sulle tv alla legge Castelli sulla giustizia. La Consulta e la magistratura ordinaria ressero l’urto, e la stessa cosa fece in qualche caso persino il Parlamento, che almeno non votò con i due terzi la mostruosa riforma costituzionale del 2005. Pur tra mille
difficoltà e qualche cedimento, le istituzioni furono più forti di chi avrebbe voluto snaturarle, piegandole ai suoi bisogni e ai suoi disegni. Oggi la sfida si rinnova e si ripete. Persino più insidiosa, complice l’eclissi di una sinistra che, come dice Marco Minniti, “ha lasciato orfana la sua gente”. Ma anche stavolta la democrazia italiana ha gli strumenti per difendersi, e per difendere il popolo da sé stesso.

COME E’ STATA SVENDUTA L’ITALIA

 

Come è stata svenduta l’Italia                                                        di Antonella Randazzo per                      www.disinformazione.it                                                               – 12 marzo 2007, Autrice del libro:                                                    “DITTATURE: LA STORIA OCCULTA

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Era il 1992, all’improvviso un’intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant’anni era stata al potere.                                                     Gli italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo.                                                                                                                                                Ma nulla aveva potuto scalfirlo.                                                                                                            Né le denunce, né le proteste popolari (talvolta represse nel sangue), né i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano alla cronaca.                                                                            Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava. 
Cos’era successo da fare in modo che gli italiani potessero avere, inaspettatamente, la soddisfazione di constatare che i loro sospetti sulla corruzione del sistema politico erano reali?

Mentre l’attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese. 
Con l’uragano di “Tangentopoli” gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l’Italia.                                                                                                                                                    Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese.                                                                                                                                                      Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d’Italia sarà messa in vendita.                  La svendita venne chiamata “privatizzazione”.

Il 1992 fu un anno di allarme e di segretezza.                                                                                      L’allora Ministro degli Interni Vincenzo Scotti, il 16 marzo, lanciò un allarme a tutti i prefetti, temendo una serie di attacchi contro la democrazia italiana.                                                              Gli attacchi previsti da Scotti erano eventi come l’uccisione di politici o il rapimento del presidente della Repubblica.                                                                                                                     Gli attacchi ci furono, e andarono a buon fine, ma non si trattò degli eventi previsti dal Ministro degli Interni.                                                                                                                                        L’attacco alla democrazia fu assai più nascosto e destabilizzante.

Nel maggio del 1992, Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia.                                                  Egli stava indagando sui flussi di denaro sporco, e la pista stava portando a risultati che potevano collegare la mafia ad importanti circuiti finanziari internazionali.                            Falcone aveva anche scoperto che alcuni personaggi prestigiosi di Palermo erano affiliati ad alcune logge massoniche di rito scozzese, a cui appartenevano anche diversi mafiosi, ad esempio Giovanni Lo Cascio.                                                                                                                    La pista delle logge correva parallela a quella dei circuiti finanziari, e avrebbe portato a risultati certi, se Falcone non fosse stato ucciso.

Su Falcone erano state diffuse calunnie che cercavano di capovolgere la realtà di un magistrato integro.                                                                                                                                                            La gente intuiva che le istituzioni non lo avevano protetto.                                                          Ciò emerse anche durante il suo funerale, quando gli agenti di polizia si posizionarono davanti alle bare, impedendo a chiunque di avvicinarsi.                                                                                Qualcuno gridò: “Vergognatevi, dovete vergognarvi, dovete andare via, non vi avvicinate a queste bare, questi non sono vostri, questi sono i nostri morti, solo noi abbiamo il diritto di piangerli, voi avete solo il dovere di vergognarvi”. 
Che la mafia stesse utilizzando metodi per colpire il paese intero, in modo da spaventarlo e fargli accettare passivamente il “nuovo corso” degli eventi, lo si vedrà anche dagli attentati del 1993.

Gli attentati del 1993 ebbero caratteristiche assai simili agli attentati terroristici degli anni della “strategia della tensione”, e sicuramente avevano lo scopo di spaventare il paese, per indebolirlo.                                                                                                                                  Il 4 maggio 1993, un’autobomba esplode in via Fauro a Roma, nel quartiere Parioli.                        Il 27 maggio un’altra autobomba esplode in via dei Georgofili a Firenze, cinque persone perdono la vita.                                                                                                                                            La notte tra il 27 e il 28 luglio, ancora un’autobomba esplode in via Palestro a Milano, uccidendo cinque persone.                                                                                                                                              I responsabili non furono mai identificati, e si disse che la mafia volesse “colpire le opere d’arte nazionali”, ma non era mai accaduto nulla di simile.                                                            I familiari delle vittime e il giudice Giuseppe Soresina saranno concordi nel ritenere che quegli attentati non erano stati compiuti soltanto dalla mafia, ma anche da altri personaggi dalle “menti più fini dei mafiosi“.[1]

Falcone era un vero avversario della mafia.                                                                                         Le sue indagini passarono a Borsellino, che venne assassinato due mesi dopo.                              La loro morte ha decretato il trionfo di un sistema mafioso e criminale, che avrebbe messo le mani sull’economia italiana, e costretto il paese alla completa sottomissione politica e finanziaria. 
Mentre il ministro Scotti faceva una dichiarazione che suonava quasi come una minaccia: “la mafia punterà su obiettivi sempre più eccellenti e la lotta si farà sempre più cruenta, la mafia vuole destabilizzare lo stato e piegarlo ai propri voleri”, Borsellino lamentava regole e leggi che non permettevano una vera lotta contro la mafia.                                                                Egli osservava: “non si può affrontare la potenza mafiosa quando le si fa un regalo come quello che le è stato fatto con i nuovi strumenti processuali adatti ad un paese che non è l’Italia e certamente non la Sicilia.                                                                                                            Il nuovo codice, nel suo aspetto dibattimentale, è uno strumento spuntato nelle mani di chi lo deve usare.                                                                                                                                                Ogni volta, ad esempio, si deve ricominciare da capo e dimostrare che Cosa Nostra esiste”.[2] 

I metodi statali di sabotaggio della lotta contro la mafia sono stati denunciati da numerosi esponenti della magistratura.                                                                                                                    Ad esempio, il 27 maggio 1992, il Presidente del tribunale di Caltanissetta Placido Dall’Orto, che doveva occuparsi delle indagini sulla strage di Capaci, si trovò in gravi difficoltà: “Qui è molto peggio di Fort Apache, siamo allo sbando.                                               In una situazione come la nostra la lotta alla mafia è solo una vuota parola, lo abbiamo detto tante volte al Csm”.[3] 
Anche il Pubblico Ministero di Palermo, Roberto Scarpinato, nel giugno del 1992 disse: “Su un piatto della bilancia c’ è la vita, sull’altro piatto ci deve essere qualcosa che valga il rischio della vita, non vedo in questo pacchetto un impegno straordinario da parte dello Stato, ad esempio non vedo nulla di straordinario sulla caccia e la cattura dei grandi latitanti”.[4] 
Nello stesso anno, il senatore Maurizio Calvi raccontò che Falcone gli confessò di non fidarsi del comando dei carabinieri di Palermo, della questura di Palermo e nemmeno della prefettura di Palermo.[5]

Che gli assassini di capaci non fossero tutti italiani, molti lo sospettavano. 
Il Ministro Martelli, durante una visita in Sudamerica, dichiarò: “Cerco legami tra l’assassinio di Falcone e la mafia americana o la mafia colombiana”.[6]                                                                      Lo stesso presidente del consiglio Giuliano Amato, durante una visita a Monaco, disse: “Falcone è stato ucciso a Palermo ma probabilmente l’omicidio è stato deciso altrove”.  
Probabilmente, le tecniche d’indagine di Falcone non piacevano ai personaggi con cui il governo italiano ebbe a che fare quell’anno.                                                                                                      Quel considerare la lotta alla mafia soprattutto un dovere morale e culturale, quel coinvolgere le persone nel candore dell’onestà e dell’assenza di compromessi, gli erano valsi la persecuzione e i metodi di calunnia tipici dei servizi segreti inglesi e statunitensi.   Tali metodi mirano ad isolare e a criminalizzare, cercando di fare apparire il contrario di ciò che è.                                                                                                                                                        Cercarono di far apparire Falcone un complice della mafia.                                                            Antonino Caponnetto dichiarò al giornale La Repubblica: “Non si può negare che c’è stata una campagna (contro Falcone), cui hanno partecipato in parte i magistrati, che lo ha delegittimato. Non c’è nulla di più pericoloso per un magistrato che lotta contro la mafia che l’essere isolato“.[7] 

L’omicidio di due simboli dello Stato così importanti come Falcone e Borsellino significava qualcosa di nuovo.                                                                                                                                Erano state toccate le corde dell’élite di potere internazionale, e questi omicidi brutali lo testimoniavano.                                                                                                                                          Ciò è stato intuito anche da Charles Rose, Procuratore distrettuale di New York, che notò la particolarità degli attentati: “Neppure i boss più feroci di Cosa Nostra hanno mai voluto colpire personalità dello Stato così visibili come era Giovanni, perché essi sanno benissimo quali rischi comporta attaccare frontalmente lo Stato.                                                                                        Quell’attentato terroristico è un gesto di paura…                                                                            Credo che una mafia che si mette a sparare ai simboli come fanno i terroristi… è condannata a perdere il bene più prezioso per ogni organizzazione criminale di quel tipo, cioè la complicità attiva o passiva della popolazione entro la quale si muove”.[8] 

Infatti, quell’anno gli italiani capirono che c’era qualcosa di nuovo, e scesero in piazza contro la mafia.                                                                                                                                            Si formarono due fronti: la gente comune contro la mafia, e le istituzioni, che si stavano sottomettendo all’élite che coordina le mafie internazionali. 
Quell’anno l’élite anglo-americana non voleva soltanto impedire la lotta efficace contro la mafia, ma voleva rendere l’Italia un paese completamente soggiogato ad un sistema mafioso e criminale, che avrebbe dominato attraverso il potere finanziario.

Come segnalò il presidente del Senato Giovanni Spadolini, c’era in atto un’operazione su larga scala per distruggere la democrazia italiana: “Il fine della criminalità mafiosa sembra essere identico a quello del terrorismo nella fase più acuta della stagione degli anni di piombo: travolgere lo stato democratico nel nostro paese.                                                                            L’obiettivo è sempre lo stesso:  delegittimare lo Stato, rompere il circuito di fiducia tra cittadini e potere democratico…se poi noi scorgiamo – e ne abbiamo il diritto – qualche collegamento internazionale intorno alla sfida mafia più terrorismo, allora ci domandiamo: ma forse si rinnovano gli scenari di dodici-undici anni fa?                                    Le minacce dei centri di cospirazione affaristico-politica come la P2 sono permanenti nella vita democratica italiana.                                                                                                                                      E c’è un filone piduista che sopravvive, non sappiamo con quanti altri.                                      Mafia e P2 sono congiunte fin dalle origini, fin dalla vicenda Sindona”.[9]

Anche Tina Anselmi aveva capito i legami fra mafia e finanza internazionale: “Bisogna stare attenti, molto attenti…                                                                                                                Ho parlato del vecchio piano di rinascita democratica di Gelli e confermo che leggerlo oggi fa sobbalzare.                                                                                                                                                      E’ in piena attuazione…                                                                                                                            Chi ha grandi mezzi e tanti soldi fa sempre politica e la fa a livello nazionale ed internazionale.  Ho parlato in questi giorni con un importante uomo politico italiano che vive nel mondo delle banche.                                                                                                                                                Sa cosa mi ha detto?                                                                                                                                  Che la mafia è stata più veloce degli industriali e che sta già investendo centinaia di miliardi, frutto dei guadagni fatti con la droga, nei paesi dell’est…                                    Stanno già comprando giornali e televisioni private, industrie e alberghi…                                Quegli investimenti si trasformeranno anche in precise e specifiche azioni politiche che ci riguardano, ci riguardano tutti.                                                                                                        Dopo le stragi di Palermo la polizia americana è venuta ad indagare in Sicilia anche per questo, sanno di questi investimenti colossali, fatti regolarmente attraverso le banche”.[10] 

Anni dopo, l’ex ministro Scotti confesserà a Cirino Pomicino: “Tutto nacque da una comunicazione riservata fattami dal capo della polizia Parisi che, sulla base di un lavoro di intelligence svolto dal Sisde e supportato da informazioni confidenziali, parlava di riunioni internazionali nelle quali sarebbero state decise azioni destabilizzanti sia con attentati mafiosi sia con indagini giudiziarie nei confronti dei leaders dei partiti di governo”. 
Una delle riunioni di cui parlava Scotti si svolse il 2 giugno del 1992, sul panfilo Britannia, in navigazione lungo le coste siciliane.                                                                                                          Sul panfilo c’erano alcuni appartenenti all’élite di potere anglo-americana, come i reali britannici e i grandi banchieri delle banche a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).

In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d’Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni.                                                                                                                                                            A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli                                                                                                              Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c’erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani. 
La stampa martellava su “Mani pulite”, facendo intendere che da quell’evento sarebbero derivati grandi cambiamenti. 
Nel giugno 1992 si insediò il governo di Giuliano Amato.                                                                    Si trattava di un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell’Italia.                                                                                                                               Infatti, Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.

Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per Azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l’élite finanziaria li potesse controllare, e in seguito rilevare. 
L’inizio fu concertato dal Fondo Monetario Internazionale, che, come aveva fatto in altri paesi, voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare  la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell’élite.                                                                                             L’incarico di far crollare l’economia italiana venne dato a George Soros, un cittadino americano che tramite informazioni ricevute dai Rothschild, con la complicità di alcune autorità italiane, riuscì a far crollare la nostra moneta e le azioni di molte aziende italiane. 
Soros ebbe l’incarico, da parte dei banchieri anglo-americani, di attuare una serie di speculazioni, efficaci grazie alle informazioni che egli riceveva dall’élite finanziaria.            Egli fece attacchi speculativi degli hedge funds per far crollare la lira.                                                  A causa di questi attacchi, il 5 novembre del 1993 la lira perse il 30% del suo valore, e anche negli anni successivi subì svalutazioni.

Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull’Eni, che venne svenduta.                                                                                                                                              Il gruppo Rothschild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d’Italia.                                                                                                  C’erano stretti legami fra il Quantum Fund di George Soros e i Rothschild.                                  Ma anche numerosi altri membri dell’élite finanziaria anglo-americana, come Alfred Hartmann e Georges C. Karlweis, furono coinvolti nei processi di privatizzazione delle aziende e della Banca d’Italia. 
La Rothschild Italia Spa, filiale di Milano della Rothschild & Sons di Londra, venne creata nel 1989, sotto la direzione di Richard Katz.                                                                                    Quest’ultimo diventò  direttore del Quantum Fun di Soros nel periodo delle speculazioni a danno della lira.                                                                                                                                          Soros era stato incaricato dai Rothschild di attuare una serie di speculazioni contro la sterlina, il marco e la lira, per destabilizzare il sistema Monetario Europeo.                                              Sempre per conto degli stessi committenti, egli fece diverse speculazioni contro le monete di alcuni paesi asiatici, come l’Indonesia e la Malesia.                                                  Dopo la distruzione finanziaria dell’Europa e dell’Asia, Soros venne incaricato di creare una rete per la diffusione degli stupefacenti in Europa.

In seguito, i Rothschild, fedeli al loro modo di fare, cercarono di far cadere la responsabilità del crollo economico italiano su qualcun altro.                                                      Attraverso una serie di articoli pubblicati sul Financial Times, accusarono la Germania, sostenendo che la Bundesbank aveva attuato operazioni di aggiotaggio contro la lira.                  L’accusa non reggeva, perché i vantaggi del crollo della lira e della svendita delle imprese italiane andarono agli anglo-americani. 
La privatizzazione è stata un saccheggio, che ancora continua. Spiega Paolo Raimondi, del Movimento Solidarietà:  

Abbiamo avuto anni di privatizzazione, saccheggio dell’economia produttiva e l’esplosione della bolla della finanza derivata.                                                                                                              Questa stessa strategia di destabilizzazione riparte oggi, quando l’Europa continentale viene nuovamente attratta, anche se non come promotrice e con prospettive ancora da definire, nel grande progetto di infrastrutture di base del Ponte di Sviluppo Eurasiatico.[11]

Qualche anno dopo la magistratura italiana procederà contro Soros, ma senza alcun successo.                                                                                                                                      Nell’ottobre del 1995, il presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili-Solidarietà, Paolo Raimondi, presentò un esposto alla magistratura per aprire un’inchiesta sulle attività speculative di Soros & Co, che avevano colpito la lira.                                                                L’attacco speculativo di Soros, gli aveva permesso di impossessarsi di 15.000 miliardi di lire.                                                                                                                                                               Per contrastare l’attacco, l’allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, bruciò inutilmente 48 miliardi di dollari. 
Su Soros indagarono le Procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che fecero luce anche sulle attività della Banca d’Italia nel periodo del crollo della lira.                                     Soros venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli permettevano di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete.
Spiegano il Presidente e il segretario generale del “Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà”, durante l’esposto contro Soros:

È stata… annotata nel 1992 l ‘esistenza… di un contatto molto stretto e particolare del sig. Soros con Gerald Carrigan, presidente della Federal Reserve Bank di New York, che fa parte dell’apparato della Banca centrale americana, luogo di massima circolazione di informazioni economiche riservate, il quale, stranamente, una volta dimessosi da questo posto, venne poi immediatamente assunto a tempo pieno dalla finanziaria “Goldman Sachs & co.” come presidente dei consiglieri internazionali.                                                                                                 La Goldman Sachs è uno dei centri della grande speculazione sui derivati e sulle monete a livello mondiale.                                                                                                                                            La Goldman Sachs è anche coinvolta in modo diretto nella politica delle privatizzazioni in Italia.                                                                                                                                                              In Italia inoltre, il sig. Soros conta sulla strettissima collaborazione del sig. Isidoro Albertini, ex presidente degli agenti di cambio della Borsa di Milano e attuale presidente della “Albertini e co. SIM” di Milano, una delle ditte guida nel settore speculativo dei derivati.                              Albertini è membro del consiglio di amministrazione del “Quantum Fund” di Soros.

III. L’attacco speculativo contro la lira del settembre 1992 era stato preceduto e preparato dal famoso incontro del 2 giugno 1992 sullo yacht “Britannia” della regina Elisabetta II d’Inghilterra, dove i massimi rappresentanti della finanza internazionale, soprattutto britannica, impegnati nella grande speculazione dei derivati, come la S. G. Warburg, la Barings e simili, si incontrarono con la controparte italiana guidata da Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro, e dal futuro ministro Beniamino Andreatta, per pianificare la privatizzazione dell’industria di stato italiana.                                                                                  A seguito dell’attacco speculativo contro la lira e della sua immediata svalutazione del 30%, codesta privatizzazione sarebbe stata fatta a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell’economia nazionale e dell’occupazione.                                                                                                        Stranamente, gli stessi partecipanti all’incontro del Britannia avevano già ottenuto l’autorizzazione da parte di uomini di governo come Mario Draghi, di studiare e programmare le privatizzazioni stesse.                                                                                                                          Qui ci si riferisce per esempio alla Warburg, alla Morgan Stanley, solo per fare due tra gli esempi più noti.                                                                                                                                L’agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) ha denunciato pubblicamente questa sordida operazione alla fine del 1992 provocando una serie di interpellanze parlamentari e di discussioni politiche che hanno avuto il merito di mettere in discussione l’intero procedimento, alquanto singolare, di privatizzazione.[12]

I complici italiani furono il ministro del Tesoro Piero Barucci, l’allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi.                Altre responsabilità vanno all’allora capo del governo Giuliano Amato e al Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi.                                                                                               Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli ma in segreto appoggiavano gli speculatori. 
Amato aveva costretto i sindacati ad accettare un accordo salariale non conveniente ai lavoratori, per la “necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo”, pur sapendo che l’Italia ne sarebbe uscita a causa delle imminenti speculazioni. 
Gli attacchi all’economia italiana andarono avanti per tutti gli anni Novanta, fino a quando il sistema economico- finanziario italiano non cadde sotto il completo controllo dell’élite.            Nel gennaio del 1996, nel rapporto semestrale sulla politica informativa e della sicurezza, il Presidente del Consiglio Lamberto Dini disse:

I mercati valutari e le borse delle principali piazze mondiali continuano a registrare correnti speculative ai danni della nostra moneta, originate, specie in passaggi delicati della vita politico-istituzionale, dalla diffusione incontrollata di notizie infondate riguardanti la compagine governativa e da anticipazioni di dati oggetto delle periodiche comunicazioni sui prezzi al consumo… è possibile attendersi la reiterazione di manovre speculative fraudolente, considerato il persistere di una fase congiunturale interna e le scadenze dell’unificazione monetaria.[13]

Il giorno dopo, il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, riferiva che l’Italia non poteva far nulla contro le correnti speculative sui mercati dei cambi, perché “se le banche di emissione tentano di far cambiare direzione o di fermare il vento (delle operazioni finanziarie) non ce la fanno per la dimensione delle masse in movimento sui mercati rispetto alla loro capacità di fuoco”. 
Le nostre autorità denunciavano il potere dell’élite internazionale, ma gettavano la spugna, ritenendo inevitabili quegli eventi.                                                                                                            Era in gioco il futuro economico-finanziario del paese, ma nessuna autorità italiana pensava di poter fare qualcosa contro gli attacchi destabilizzanti dell’élite anglo-americana.

Il Movimento Solidarietà fu l’unico a denunciare quello che stava effettivamente accadendo, additando i veri responsabili del crollo dell’economia italiana.                                                             Il 28 giugno 1993, il Movimento Solidarietà svolse una conferenza a Milano, in cui rese nota a tutti la riunione sul Britannia e quello che ne era derivato.[14] 
Il 6 novembre 1993, l ‘allora presidente del Consiglio, Carlo Azeglio Ciampi scrisse una lettera al procuratore capo della Repubblica di Roma, Vittorio Mele, per avviare “le procedure relative al delitto previsto all’art. 501 del codice penale (“Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”), considerato nell’ipotesi delle aggravanti in esso contenute”.                                                                                                                                              Anche a Ciampi era evidente il reato di aggiotaggio da parte di Soros, che aveva operato contro la lira e i titoli quotati in Borsa delle nostre aziende.

Anche negli anni successivi avvennero altre privatizzazioni, senza regole precise e a prezzi di favore.                                                                                                                                                          Che stesse cambiando qualcosa, gli italiani lo capivano dal cambio di nome delle aziende, la Sip era diventata Telecom Italia e le Ferrovie dello Stato erano diventate Trenitalia. 
Il decreto legislativo 79/99 avrebbe permesso la privatizzazione delle aziende energetiche.      Nel settore del gas e dell’elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300.  Dal 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari.                                                                                                Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, e quelli rimasti aperti appaiono come luoghi di vendita più che di servizio.

Le nostre autorità giustificavano la svendita delle privatizzazioni dicendo che si doveva “risanare il bilancio pubblico”, ma non specificavano che si trattava di pagare altro denaro alle banche, in cambio di banconote che valevano come la carta straccia.                                                                    A guadagnare sarebbero state soltanto le banche e i pochi imprenditori già ricchi (Benetton, Tronchetti ProveraPirelli, Colaninno, Gnutti e pochi altri).
Si diceva che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende, ma in realtà, in tutti i casi, si sono verificati disastri di vario genere, e il rimedio è stato pagato dai cittadini italiani.

Le nostre aziende sono state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell’élite finanziaria, da cui ricevevano le somme per l’acquisto.                                     La privatizzazione della Telecom avvenne nell’ottobre del 1997.                                                        Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi.          La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%. 
Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank
Alla fine del 1998, il titolo aveva perso il 20% (4,33 euro).                                                                      Le banche dell’élite, la Chase Manhattan e la Lehman Brothers,  si fecero avanti per attuare un’opa.                                                                                                                                              Attraverso Colaninno, che ricevette finanziamenti dalla Chase Manhattan, l’Olivetti diventò proprietaria di Telecom.                                                                                                                    L’Olivetti era controllata dalla Bell, una società con sede a Lussemburgo, a sua volta controllata dalla Hopa di Emilio Gnutti e Roberto Colaninno.

Il titolo, che durante l’opa era stato fatto salire a 20 euro, nel giro un anno si dimezzò.            Dopo pochi anni finirà sotto i tre euro.   
Nel 2001 la Telecom si trovava in gravi difficoltà, le azioni continuavano a scendere.         La Bell di Gnutti e la Unipol di Consorte decisero di vendere a Tronchetti Provera buona parte loro quota azionaria in Olivetti.                                                                                                                   Il presidente di Pirelli, finanziato dalla J. P. Morgan, ottenne il controllo su Telecom, attraverso la finanziaria Olimpia, creata con la famiglia Benetton (sostenuta da Banca Intesa e Unicredit).

Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio è disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita. 
La privatizzazione, oltre che un saccheggio, veniva ad essere anche un modo per truffare i piccoli azionisti. 
La Telecom , come molte altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri, per non pagare le tasse allo Stato italiano.                                                                                                                          Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende.                                                                                                                                                          La Bell, società che controllava la Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo, e aveva all’interno società con sede alle isole Cayman, che, com’è noto, sono un paradiso fiscale.

Gli speculatori finanziari basano la loro attività sull’esistenza di questi paradisi fiscali, dove non è possibile ottenere informazioni nemmeno alle autorità giudiziarie.                      I paradisi fiscali hanno permesso agli speculatori di distruggere le economie di interi paesi, eppure i media non parlano mai di questo gravissimo problema. 
Mettere un’azienda importante come quella telefonica in mani private significa anche non tutelare la privacy dei cittadini, che infatti è stata più volte calpestata, com’è emerso negli ultimi anni.

Anche per le altre privatizzazioni, Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc., si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei risparmiatori, degrado del servizio, spreco di denaro pubblico, cattiva amministrazione e problemi di vario genere. 
La famiglia Benetton è diventata azionista di maggioranza delle Autostrade.                          Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, facendo rimanere l’onere della manutenzione sulle spalle dei contribuenti. 
I Benetton hanno incassato un bel po’ di denaro grazie alla fusione di Autostrade con il gruppo spagnolo Abertis.                                                                                                                         La fusione è avvenuta con la complicità del governo Prodi, che in seguito ad un vertice con Zapatero, ha deciso di autorizzarla.                                                                                                              Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture, si era opposto, ma ha alla fine si è piegato alle proteste dell’Unione Europea e alla politica del Presidente del Consiglio.

Nonostante i disastri delle privatizzazioni, le nostre autorità governative non hanno alcuna intenzione di rinazionalizzare le imprese allo sfacelo, anzi, sono disposte ad utilizzare denaro pubblico per riparare ai danni causati dai privati. 
La società Trenitalia è stata portata sull’orlo del fallimento.                                                       In pochi anni il servizio è diventato sempre più scadente, i treni sono sempre più sporchi, il costo dei biglietti continua a salire e risultano numerosi disservizi.                                                      A causa dei tagli al personale (ad esempio, non c’è più il secondo conducente), si sono verificati diversi incidenti (anche mortali).                                                                              Nel 2006, l ‘amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti,si è presentato ad una audizione alla commissione Lavori Pubblici del Senato, per battere cassa, confessando un buco di un miliardo e settecento milioni di euro, che avrebbe potuto portare la società al fallimento. Nell’ottobre del 2006, il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, approvò il piano di ricapitalizzazione proposto da Trenitalia.                                                                                      Altro denaro pubblico ad un’azienda privatizzata ridotta allo sfacelo.

Dietro tutto questo c’era l’élite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg, Rockfeller, Rothschild ecc.) che ha agito preparando un progetto di devastazione dell’economia italiana, e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori.                                                                                                                              Nascondersi è facile in un sistema in cui le banche o le società possono assumere il  controllo di altre società o banche.                                                                                                                                Questo significa che è sempre difficile capire veramente chi controlla le società privatizzate.                                                                                                                                                    E’ simile al gioco delle scatole cinesi, come spiega Giuseppe Turani: “Colaninno & soci controllano al 51% la Hopa, che controlla il 56,6% della Bell, che controlla il 13,9% della Olivetti, che controlla il 70% della Tecnost, che controlla il 52% della Telecom”.[15]
Numerose aziende di imprenditori italiani sono state distrutte dal sistema dei mercati finanziari, ad esempio la Cirio e la Parmalat.                                                                                Queste aziende hanno truffato i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie (“Bond”) con un alto margine di rischio.                                                                                                                               La Parmalat emise Bond per un valore di 7 miliardi di euro, e allo stesso tempo attuò operazioni finanziarie speculative, e si indebitò.                                                                            Per non far scendere il valore delle azioni (e per venderne altre) truccava i bilanci.

Le banche nazionali e internazionali sostenevano la situazione perché per loro vantaggiosa, e l’agenzia di rating, Standard & Poor’s, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti. 
I risparmiatori truffati hanno avviato una procedura giudiziaria contro Calisto Tanzi, Fausto Tonna, Coloniale S.p.a. (società della famiglia Tanzi), Citigroup, Inc. (società finanziaria americana), Buconero LLC (società che faceva capo a Citigroup), Zini & Associates (una compagnia finanziaria americana), Deloitte Touche Tohmatsu (organizzazione che forniva consulenza e servizi professionali), Deloitte & Touche SpA (società di revisione contabile), Grant Thornton International (società di consulenza finanziaria) e Grant Thornton S.p.a. (società incaricata della revisione contabile del sottogruppo Parmalat S.p.a.).

La Cirio era gestita dalla Cragnotti & Partners.                                                                                    I “Partners” non erano altro che una serie di banche nazionali e internazionali.                                La Cirio emise Bond per circa 1.125 milioni di Euro.                                                                        Molte di queste obbligazioni venivano utilizzate dalle banche per spillare denaro ai piccoli risparmiatori.                                                                                                                                                Tutto questo avveniva in perfetta armonia col sistema finanziario, che non offre garanzie di onestà e di trasparenza. 
Grazie alle privatizzazioni, un gruppo ristretto di ricchi italiani ha acquisito somme enormi, e ha permesso all’élite economico-finanziaria anglo-americana di esercitare un pesante controllo, sui cittadini, sulla politica e sul paese intero. 
Agli italiani venne dato il contentino di “Mani Pulite”, che si risolse con numerose assoluzioni e qualche condanna a pochi anni di carcere.

A causa delle privatizzazioni e del controllo da parte della Banca Centrale Europea, il paese è più povero e deve pagare somme molto alte per il debito.

Ogni anno viene varata la finanziaria, allo scopo di pagare le banche e di partecipare al finanziamento delle loro guerre.

Mentre la povertà aumenta, come la disoccupazione, il lavoro precario, il degrado e il potere della mafia.

Il nostro paese è oggi controllato da un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come “autorevoli” (Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea), di tagliare la spesa pubblica, di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana.                                                 

I nostri governi operano nell’interesse di questa élite, e non in quello del paese.

Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell’era dell’egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittature. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007). 

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Mario Draghi, colui che nel 1992 vendette l’Italia

L’attuale Presidente della Banca d’Italia e futuro Presidente della BCE, Mario Draghi,
 
ultimamente è salito sul palcoscenico economico mondiale con la sua lettera-diktat,
stilata insieme a Jean-Claude Trichet, al governo italiano.
La sua nomina prima alla Banca d’Italia e oggi alla BCE rappresenta chiaramente
il percorso di monopolizzazione dell’economia e della finanza europea da parte delle
logiche economiche finanziar-capitalistiche.
Un uomo, Draghi, sempre al servizio dei più potenti istituti finanziari mondiali, fra
tutti Goldman Sachs International, nella quale ricoprì il ruolo di Vice-presidente a partire
dal 2001.
Di lui, nel panorama politico italiano, parlano bene tutt
Centro-destra e Centro-sinistra. 
Persino il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale lo incontrerà
mercoledì 12 ottobre alle ore 16 a Palazzo Koch, sede di Bankitalia.

Ma chi è veramente Mario Draghi e qual è stato il suo ruolo fino ad oggi in Italia?
Quando si parla di lui bisognerebbe ricordarsi di un “summit” tenuto sul panfilo “Britannia” della Regina Elisabetta II d’Inghilterra tenuto il 2 giugno 1992.

Un summit al quale parteciparono i più importanti banchieri, finanzieri e uomini d’affari mondiali, tra i quali: George Soros, uno dei più grandi finanzieri e speculatori mondiali, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’Ina, Lorenzo Pallesi, il direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, Jeremy Seddon, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta, rappresentanti di Goldman Sachs, e… Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro, insieme a Beniamino Andreatta allora dirigente di ENI, che nel giro di nemmeno un mese divenne Ministro al Bilancio del primo governo Amato, e Riccardo Galli dell’IRI.

E’ li che Draghi cominciò a dare avvio alla privatizzazione, in quell’incontro si decisero, tra l’altro, la deindustrializzazione selvaggia del nostro paese.                                                          In  privatizzazioni delle aziende di Stato IRI, ENEL, INA ed ENEL. Cosa che venne attuata nel luglio successivo dal governo tecnico di Giuliano Amato con il decreto 333/1992 che trasformò proprio in SpA le suddette aziende.

Il 1992 fu un anno terribile per l’Italia: la corruzione divampava ovunque, il tritolo faceva a pezzi i corpi di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e della loro scorta e la crisi economica avanzava sempre più pericolosamente.

Un anno “Shock”.                                                                                                                                          A settembre, poco tempo dopo la riunione sul “Britannia” della Regina d’Inghilterra, George Soros e i grandi istituti finanziari d’oltreoceano lanciarono l’attacco speculativo nei confronti del Sistema Monetario Europeo (SME) portando ad una svalutazione del 30% della lira.

Un operazione che portò nelle tasche degli investitori-speculatori che acquistavano in dollari e a George Soros, ben 15.000 miliardi di lire.                                                                      Tale svalutazione comportò, per farne fronte, anche l’uso di 48-50 miliardi di lire delle riserve della Banca d’Italia e un prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani pari al 6xmille.

Con una svalutazione tale, la privatizzazione selvaggia dello Stato Italiano, orchestrata in quel “summit” sul Meditarraneo, era cosa ormai semplice.                                                        Come insegna la giornalista canadese Naomi Klein nel suo celebre libro “Shock Economy – L’ascesa del capitalismo dei disastri”,  di uno Stato quando è in preda ad uno shock (che sia un attentato, una grave crisi economica, una catastrofe naturale) non comprende cosa gli viene soministrato.

Questa è stata l’arma per anni del neo-liberismo: l’uso dello “shock per attuare le peggiori politiche liberiste.

Per vendere uno Stato alle banche, all’alta finanza, alle grandi multinazionali.

A tutto ciò ha dato il suo contributo e consenso Mario Draghi.                                                    A partire da quel 2 giugno 1992.                                                                                                            Lo stesso Draghi che oggi ci viene a   dettare l’attuazione delle stesse politiche che per anni hanno massacrato interi paesi, inducendoli alle più spregiudicate e criminali privatizzazioni, per rientrare da  un debito che non abbiamo creato noi.    E che quindi non intenderemmo pagare.