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Angelino Alfano e la Misericordia

 

Il rapporto speciale di Leonardo Sacco con Dorina Bianchi e il partito di Angelino Alfano

Mr Misericordia provò ad assumere il consuocero dell’attuale ministro degli Esteri venendo bloccato dal prefetto Morcone. E dalle intercettazioni emerge il ruolo della Bianchi nel mantenere i rapporti tra l’imprenditore e i politici

DI GIOVANNI TIZIAN       

Il rapporto speciale di Leonardo Sacco con Dorina Bianchi e il partito di Angelino Alfano
Dorina Bianchi

«Senti una cosa, ma come ti è venuto in testa di pigliare a questo come direttore di Lampedusa?…tu lo capisci bene che quello è il centro più visibile d’Italia… come l’avete scelto?».

Il prefetto Mario Morcone è furioso. Dall’altra parte del telefono c’è Leonardo Sacco, Mr Misericordia. Morcone non gli perdona la nomina del consuocero di Angelino Alfano a direttore del centro di accoglienza di Lampedusa, gestito dalla confraternita della Misericordia.

È il 4 ottobre 2014. Mancano pochi mesi alla bomba di mafia Capitale, alle inchieste sulle mazzette nella gestione del centro per rifugiati di Mineo, in Sicilia. Siamo prima, dunque, dell’inchiesta che coinvolgerà il sottosegretario del Nuovo centro destra Giuseppe Castiglione. Mario Morcone all’epoca è il vertice dell’Immigrazione del Viminale. Sopra di lui c’è solo il ministro Angelino Alfano. L’ufficio del superprefetto svolge un compito delicato. Supervisiona, controlla, monitora flussi, gestisce l’emergenza e verifica che tutto vada per il verso giusto.

In quel periodo, tra sbarchi e primi scandali, la pressione su di lui è altissima. E Morcone – oggi capo di gabinetto del ministro dell’Interno Marco Minniti – non ci sta a finire di nuovo nel tritacarne mediatico. Per questo reagisce duramente alla mossa azzardata di Mr Misericordia, detto anche “Gabibbo” o Mr Cento milioni. Un uomo dalle mille risorse. Che da dieci anni guadagna con i migranti, ma anche con gli aeroporti, con le barche e persino con la squadra di calcio in Eccellenza, che poche settimane fa ha festeggiato il triplete locale, conquistando tre competizioni di fila.

Con una facilità disarmante, Sacco, passa da summit con i boss a incontri istituzionali. Un giorno è il padrino al battesimo del figlio di un personaggio del clan, un altro discute con gli imprenditori affiliati alla cosca e dopo poche ore chiama prefetti e sottosegretari. Come Mario Morcone, appunto. Tutto documentato in alcune informative, di cui L’Espresso è venuto a conoscenza, che fanno parte del fascicolo “Jonny”, l’inchiesta della procura di Catanzaro che ha svelato il giro d’affari della ’ndrangheta intorno al centro di accoglienza in provincia di Crotone, secondo per capienza solo a quello siciliano di Mineo.

Una settantina di arresti, tra cui proprio Sacco e anche il sacerdote fondatore della Misericordia locale, e sequestri per 70 milioni di euro. Inchiesta coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dall’aggiunto Vincenzo Luberto e condotta dal Ros dei carabinieri insieme alla Guardia di finanza. Un business, secondo l’accusa, gestito dalla ’ndrangheta.

Tramite il re Mida dell’accoglienza, Leonardo Sacco, appunto, che ha fatto della solidarietà una grande azienda di famiglia. Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, già vicepresidente nazionale della confraternita che ha visto la luce nel lontano 1244 e oggi conta su 800 cellule sparse per l’Italia, Sacco è anche presidente regionale della medesima associazione. Ma per l’antimafia è uomo di potere, relazioni e di mafia.

Angelino Alfano
Angelino Alfano

Il suo book fotografico è una sfilza di sorrisi e abbracci con varie personalità della politica: da Matteo Renzi ad Angelino Alfano, passando per Matteo Salvini. Sono solo scatti durante eventi pubblici, ci mancherebbe. Utili, però, per comprendere il personaggio, scaltro nell’avventarsi sull’affare del secolo, esempio lampante di come la gestione dell’accoglienza in regime di emergenza perenne possa trasformarsi in uno strumento di consenso.

Così Leonardo Sacco è diventato il ras nazionale del settore gestendo per oltre 10 anni il più grande hub dell’accoglienza d’Europa. Dallo Stato, cioè ministero e prefetture, la sua organizzazione ha incassato oltre 100 milioni di euro. Di questi, almeno un terzo, sostengono gli inquirenti, è finito direttamente nelle mani delle cosche locali, in primis la famiglia Arena.

È il 4 ottobre, dunque, quando gli investigatori ascoltano la telefonata con il super prefetto dell’Immigrazione. Il tema è, appunto, la nomina a direttore del centro di Lampedusa (sotto la gestione di Sacco e la Misericordia) del consuocero del ministro Alfano, Lorenzo Montana. Morcone è teso, irritato e preoccupato: «Anche perché capisci l’effetto di tutto questo… è che ogni settimana ti devo fare un’ispezione perché sennò ci fanno un culo come una campana, quindi trova una soluzione garbata che risolva il problema».

Sacco ribatte senza scomporsi: «Tranquillo Eccellenza, io stavo cercando la figura del direttore però poi quando venerdì ci hanno fatto l’aggiudicazione definitiva per iniziare non avevo dove arrampicarmi… tant’è vero che ho dovuto mandare i miei da Isola per i primi giorni per avviare il lavoro… ma lui lo voglio lasciare coordinatore dei servizi, anche perché sull’isola conosce».

Tranquillizzato Morcone, passa all’attacco: «Eccellenza mercoledì ci vediamo?», «vieni, vieni, vieni». Della sfuriata, Sacco, informa subito i sui collaboratori. Uno dei più fidati sostiene di aver presentato Lorenzo Montana al Prefetto di Agrigento, al quale ha sottolineato che la scelta è ricaduta su di lui per l’esperienza maturata nell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia il rappresentante del governo aveva sollevato alcuni dubbi perché temeva che Montana non fosse molto pratico del settore. Timori placati dalla proposta dell’uomo della Misericordia: il parente di Alfano sarebbe stato affiancato dagli uomini di Sacco.

Mario Morcone
Mario Morcone

Non se ne farà nulla, nel frattempo Montana aveva dato le dimissioni. Caso risolto? Non per il prefetto Morcone, che chiama Sacco per suggerirgli di scrivere un comunicato: «Bisogna comunque fare un’agenzia, sta succedendo un bordello su internet, nel quale dite quello che hai detto a me». Sacco è subito operativo, non vuole deludere Morcone: «La facciamo subito e le mando una copia via mail». Due ore dopo il prefetto ricontatta Mr Misericordia per chiedergli alcune modifiche nel comunicato: «… E se puoi mettere sulla base del suo curriculum e delle sue esperienze, aggiungere che è stato assessore al Bilancio al Comune di Lampedusa…il resto va bene».

Una volta superato il check prefettizio la comunicazione alla stampa può partire. Il prefetto ha risolto una situazione potenzialmente esplosiva. Salvando la faccia dell’istituzione che rappresenta. Dietro la dura reprimenda di Morcone, però, affiora un’insofferenza per i troppi giochini di potere e di nomine politiche che ruotano attorno al grande business dell’accoglienza. Un sistema che prima Mineo, poi Crotone e Lampedusa incarnano alla perfezione. E sul quale aleggia sempre l’ombra della spartizione politica.

I contatti tra l’imprenditore del clan e Morcone proseguono e non hanno riguardato solo il Lampedusagate. È soprattutto Sacco a chiamare, per fargli gli auguri, per questioni di lavoro e per alcuni crediti vantati dal centro di Crotone. «Eccellenza buongiorno, nell’augurarle buon Ferragosto le rinnovo il nostro invito a venirci a trovare o istituzionalmente con una visita al C.a.r.a. o privatamente magari in barca. Un abbraccio. Leonardo Sacco».

È la mattina del 14 agosto 2014, e Mr 100 milioni scrive al prefetto Morcone. Poi a metà settembre manda due sms al prefetto, con una richiesta di aiuto: «Eccellenza siamo in grosse difficoltà con i pagamenti delle presenze extra. Solo degli extra su Crotone siamo a 4 milioni. Le chiedo un intervento perché stiamo affondando. Un abbraccio».

Sacco andrà anche a Roma da Morcone. Gli investigatori del Ros apprenderanno i contenuti dell’incontro dalle reazioni dell’uomo della cosca Arena. Un incontro «andato bene», commenterà Sacco, in cui Morcone avrebbe parlato «molto apertamente». Il tema è quello di alcune contestazioni mosse alla Misericordia dalla prefettura di Crotone. Secondo l’imprenditore del clan, l’ex capo dell’Immigrazione si sarebbe mostrato disponibile a intervenire in qualche modo. «Domani dovrei vederla e gli dico qualcosa, però nel frattempo chiamo il capo ufficio mio che è quella che rompe i coglioni e gli dico», è sempre Sacco che riferisce le parole di Morcone. Oltretutto, aggiunge, il prefetto gli avrebbe dato un suggerimento prezioso, ossia che di Lampedusa devono avere cura perché è una vetrina internazionale, «qua capisci cosa sono le pressioni, ma statti tranquillo». Invece, sulle contestazioni della prefettura, 20 mila euro, Morcone avrebbe minimizzato: «Cosa vuoi che siano 20 mila euro su tre milioni». E in effetti per Mr 100 milioni sono pochi spiccioli.

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L’area politica di riferimento dell’imprenditore Sacco è il centrodestra. In particolare il partito guidato dal ministro Alfano, di cui fa parte anche il sottosegretario siciliano Giuseppe Castiglione, invischiato nell’inchiesta sul centro per rifugiati di Mineo. Lo dimostrano i contatti di Mr Misericordia, che viene intercettato più volte mentre parla con l’attuale sottosegretaria ai Beni Culturali Dorina Bianchi, all’epoca, siamo sempre nel 2014, era vicepresidente del gruppo Ncd alla Camera.

“Pronto Dorì”
Telefonate e messaggi che proseguono per alcuni mesi e che vertono soprattutto sull’altro grande affare che interessa all’uomo del clan: l’aeroporto di Crotone. Il 12 settembre 2014 dal telefono di Sacco parte una telefonata. «Più o meno quando scendi Dorì?», chiede. «Io la prossima settimana devo scendere… poi la prossima viene Lupi» è la risposta della deputata. Mr Misericordia però ha urgenza di incontrarla e insiste:«Fammi sapere, è urgente». Dorina Bianchi è di Crotone, a questa città deve la sua prima elezione in Parlamento nel 2001, la coalizione di cui faceva parte era la Casa delle libertà e all’epoca militava nel Ccd. Da allora è sempre stata rieletta tra Camera e Senato. E ha cambiato schieramento varie volte. Nell’ordine è passata dall’Udc al Pd al Pdl, infine, all’Ncd, ora Alternativa popolare. Sei anni fa si è candidata a sindaco di Crotone senza fortuna. È in quel territorio però che nascono i rapporti con Sacco.

Leonardo Sacco al centro con Angelino...
Leonardo Sacco al centro con Angelino Alfano alla sua sinistra

L’imprenditore dell’accoglienza sembra in confidenza con la parlamentare. Per esempio il 2 novembre le scrive un messaggino:«Cara Dorina, mi dicono che domani il ministro Alfano sarà a Crotone e Isola, riusciamo a farlo passare dal Centro di accoglienza?». Ma con la futura sottosegretaria, l’imprenditore crotonese spera di ottenere rassicurazioni soprattutto sul salvataggio del piccolo aeroporto di Crotone. Sacco, infatti, sedeva nel Cda della società di gestione del terminal calabrese. E dello scalo crotonese i due parlano tra il 5 e il 12 novembre di tre anni fa. Prima la sottosegretaria dice a Sacco che sta ancora «aspettando il punto sull’aeroporto», l’imprenditore sostiene di averle mandato tre mail con anche il «punto». Pochi giorni dopo e i due si risentono. La deputata voleva informarlo dell’imminente viaggio a Crotone dell’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per affrontare la questione dello scalo aeroportuale. «Arriva direttamente con la Ryan air e fa la conferenza in aeroporto… e poi rimane anche la sera con noi».

Ma l’uomo della Misericordia vuole conferme anche su un’altra visita istituzionale da programmare: «E Alfano invece?». Bianchi non è impreparata: «Stasera vado da lui al ministero… mi dà la data… sua». Finalmente l’imprenditore è soddisfatto, la cerchia del Nuovo centro destra si sta attivando. Sei giorni prima dell’arrivo di Lupi a Crotone, gli investigatori registrano una nuova telefonata in cui Sacco segnala a Dorina Bianchi che sull’aereo «non ci sono posti». La parlamentare allora suggerisce che«bisogna prenotare subito, per me e anche per Lupi». Sacco è ben felice di farlo, «mandami i dati che me la vedo io». Alle sette di sera dallo stesso 14 novembre la deputata del centrodestra chiama Sacco, parlano ancora dello scalo di Crotone: «Il problema è l’assetto societario non i fondi, il problema sarà l’assetto e quello che verrà fuori…poi te lo spiego meglio». Mr Misericordia, tuttavia, non molla l’osso e ribatte che «Enac aveva fatto marcia indietro…perché aveva accettato il concordato». «Però Enac non lo ha comunicato al ministero… e se non lo comunica è come se non ci fosse nulla, non so se rendo l’idea», aggiunge la parlamentare.

L’ansia di Sacco è placata: «L’importante è che non abbiamo problemi». Tuttavia affinché tutti siano più tranquilli Bianchi suggerisce a Sacco «di mandarle comunque la lettera». Ciò che preoccupava Sacco in veste di membro del Cda dell’aeroporto erano gli oneri di servizio pubblico, ossia quelle clausole che permettono a uno scalo periferico – o comunque non attraente per le compagnie aeree perché con una bassa intensità di traffico – di godere di voli con continuità e tariffe non esorbitanti. Oneri, quindi, che vanno oltre il puro interesse commerciale delle società.

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Business dei migranti, la denuncia: «Chi ha coperto Mr Misericordia?»

Enza Bruno Bossio è la deputata del Pd che da anni segnala le irregolarità nella gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Ma ha sempre trovato un muro di silenzio davanti a lei. «Ora si indaghi sulle complicità», dice a L’Espresso, che domenica pubblicherà un’inchiesta su Leonardo Sacco e i suoi rapporti politico-istituzionali

Di questo discutono Sacco e Bianchi nelle telefonate successive. «Ti ho girato una nota del 3 novembre del ministero che revoca gli oneri di servizio», dice l’imprenditore. L’attesa finisce e finalmente è il giorno di Lupi a Crotone. Sacco ne riferisce gli esiti al presidente di Confindustria Crotone Michele Lucente: «Gli oneri sono a posto, siamo aeroporto di interesse nazionale, da quando sottoscriviamo il nuovo contratto di servizio».

Gli investigatori del Ros hanno annotato molti altri contatti, sms e telefonate tra la parlamentare e Mr Misericordia. Nulla di penalmente rilevante, ma, di certo, dimostrano che tra i due c’è una certa confidenza e che, Sacco la considera un punto di riferimento, lo strumento necessario per tentare di avvicinare i ministri che si occupano dei settori a lui cari.

«Le relazioni con le realtà e i soggetti operanti sul territorio crotonese sono sempre state improntate nella massima correttezza e nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali», ha dichiarato il sottosegretario quando ha appreso della notizia della maxi retata sulla ’ndrangheta dell’accoglienza. Nessun dubbio sulla correttezza, tuttavia si tratta di capire se è opportuno per un deputato della Repubblica instaurare un rapporto così stretto con Mr Misericordia, già ai tempi molto chiacchierato.

MMT – MODERN MONEY THEORY

La Teoria della Moneta Moderna - L. Randall Wray (pagina)

La Teoria della Moneta Moderna – L. Randall Wray

La Teoria della Moneta Moderna: Introduzione alla Macroeconomia dei Sistemi Monetari Sovrani  è un testo redatto da L. Randall Wray,                                                                             inizialmente sotto forma di serie di blog sul sito statunitense New Economic Perspectives tra il 6 giugno 2011 e il 27 giugno 2012,                                                                                                       ed in seguito pubblicato dall’editore Palgrave-Macmillan.

L’intento dell’autore è quello di offrire un primer di macroeconomia, un manuale introduttivo, ad un pubblico di non-esperti che desidera, però, comprendere in modo scientificamente corretto e sufficientemente completo l’approccio macroeconomico della Modern Money Theory.

Nel marzo 2015, tradotto in lingua spagnola, è stato reso disponibile dall’editore Lola Books col titolo Teoría monetaria moderna, sia in forma cartacea sia di e-book.

A partire dal 19 aprile 2015 Rete MMT ha quindi deciso di pubblicare il testo in italiano, con l’obiettivo di offrire anche al pubblico non-anglofono un testo accessibile e completo tramite cui approfondire adeguatamente la MMT.

La traduzione, tuttora in corso e riportata anche da New Economic Perspectives, è curata da Andrea Sorrentino con la supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo.

I capitoli della Teoria della Moneta Moderna di Randall Wray, impaginati con cura e pronti per la stampa, sono disponibili al termine di ciascun blog.

Blog

1 – La Teoria della Moneta Moderna: Blog #1 del Primer MMT

I fondamentali della Moneta Moderna in un testo introduttivo alla macroeconomia con l’approccio MMT, che Randall Wray pubblica nel 2011/2012. Si inizia!

2 – I principi fondamentali della contabilità macroeconomica

Asset e passività; saldi settoriali; ricchezza endogena ed esogena, finanziaria e reale; deficit e surplus. Il deficit pubblico è risparmio per i privati!

3 – Saldi settoriali USA recenti: Goldilocks, il Global Crash, e la tempesta fiscale perfetta

I saldi settoriali non mentono: chi conosceva la MMT ha denunciato con anni di anticipo che i surplus di Clinton avrebbero provocato una crisi del debito.

4 – MMT, saldi settoriali e comportamento

Come evidenziava Keynes, a livello aggregato è la spesa a causare il reddito: il deficit di un settore CREA ricchezza per un altro!

5 – I deficit di bilancio dello Stato sono fondamentalmente non discrezionali: il caso della Grande Recessione del 2007

Gettito fiscale e saldo estero dipendono dall’economia, quindi il Governo non determina liberamente il deficit di bilancio. Allora cosa può controllare?

6 – Cos’è una valuta sovrana?

Lo Stato sovrano, e solo lui, può emettere una valuta sovrana denominata nella Moneta di conto nazionale. Per ottenere ciò che necessita dal settore privato.

7 – Cosa garantisce la valuta, e perché tutti la accettano?

Cosa dà valore ai pezzi di carta o ai bit che chiamiamo valuta? Il corso legale non è necessario né sufficiente, altrimenti nessuno vorrebbe valute estere!

8 – Le tasse guidano la Moneta

Per soddisfare le sue necessità, lo Stato impone tasse da pagare solo con la valuta da lui creata. I privati ne avranno necessità, questo le dà realmente valore.

9 – E se la popolazione si rifiuta di accettare la valuta nazionale?

Le tasse NON finanziano la spesa pubblica: in quanto monopolista, lo Stato deve spendere valuta nazionale prima di poterla ritirare. Ha un limite di spesa?

10 – Tenere traccia di stock e flussi: la Moneta di conto

La Moneta di conto è come i punti nei risultati sportivi; il sistema finanziario è il tabellone luminoso. Importa da dove arrivano i punti e dove finiscono?

11 – Teoria della Moneta Moderna e regimi di tasso di cambio alternativi

Una valuta sovrana è emessa in regime di monopolio dallo Stato, non è convertibile, ed ha un tasso di cambio fluttuante. Ed è quindi estremamente potente…

12 – Moneta-merce sotto forma di monete metalliche? Metallismo Vs Nominalismo, Prima Parte

La Moneta è una merce? Ha valore ed è accettata per il metallo che contiene? Da almeno 4000 anni… NO! Breve storia, dall’antichità al conio in Grecia.

13 – Moneta-merce sotto forma di monete metalliche? Metallismo Vs Nominalismo, Seconda Parte

Se non è il metallo prezioso a dare valore alla Moneta, perché usarlo? Dai Romani ai giorni nostri, scopriamo le insanabili falle del metallismo.

14 – ITD denominati nella valuta nazionale: Stato e settore privato

Nel pagamento delle tasse lo Stato deve accettare (solo) i suoi ITD, garantendo loro valore. La convertibilità non è necessaria, ed introduce un limite.

15 – La compensazione e la piramide delle passività

Gli ITD statali sono in cima alla piramide delle passività. Su di essi fanno leva gli ITD dell’intero settore privato, che li usa per la compensazione.

16 – Lo Strano Caso di Eurolandia: La Natura Non-Sovrana dell’Euro e i Problemi Creati dalla Crisi Finanziaria Globale

Per i Paesi di Eurolandia l’Euro è valuta estera. Uno Stato con valuta sovrana invece NON HA problemi di solvibilità, e può affrontare qualsiasi crisi.

17 – Chiarire la distinzione tra l’aspetto Reale e quello Finanziario (o Nominale)

Come si misura il “valore”? Per varie ragioni, nella Moneta di conto dello Stato. In aggregato, “non ci sono più soldi” è come dire “non ci sono più metri”.

18 – Operazioni di Politica Fiscale e Politica Monetaria in uno Stato che Emette la Propria Valuta

La sovranità monetaria offre allo Stato molta libertà nella politica fiscale e monetaria. Esploriamo le differenze con chi NON emette la propria valuta

19 – Gli Effetti dei Deficit di Bilancio di uno Stato Sovrano su Risparmio, Riserve e Tassi di Interesse

Quali sono gli effetti dei deficit di bilancio di uno Stato sovrano? Conseguenze reali su risparmio privato, quantità di riserve bancarie, tasso d’interesse

20 – Effetti dei Deficit di Bilancio di uno Stato Sovrano su Risparmio, Riserve e Tassi di Interesse (segue)

La realtà è semplice: il deficit di bilancio pubblico genera accrediti netti a depositi bancari e riserve; i Titoli di Stato sono semplici conti risparmio!

21 – Il deficit di bilancio pubblico e le “due fasi” del processo di risparmio

Le due fasi del processo di risparmio: il deficit pubblico lo crea, le preferenze di portafoglio ne determinano poi la forma (contanti, riserve, Titoli)

22 – Riserve, vendita di Titoli di Stato e Risparmio

La vendita di Titoli di Stato NON ne finanzia la spesa. Sono alternative alle riserve, che la BC usa per raggiungere il tasso overnight target

23 – Il Dibattito sui Limiti al Debito (caso USA)

Uno Stato sovrano spesso si auto-impone limiti al debito. Ma hanno ancora senso, in regime di moneta fiat? Un’analisi e una proposta per superare lo stallo

24 – E se i Titoli di Stato Sono Detenuti dai Residenti all’Estero?

È verosimile che lo Stato non riesca più a vendere Titoli ai residenti all’estero? Quali gli effetti sui tassi d’interesse e di cambio?

25 – La solvibilità della valuta e il caso particolare del Dollaro USA

Gli USA sono un caso particolare perché il Dollaro è la valuta di riserva internazionale, quindi è sempre accettato. Per tutti gli altri non c’è speranza?

26 – Valuta sovrana e politica di Governo in un’economia aperta

In un’economia aperta, in che modo il regime di cambio influenza il margine di manovra politica dello Stato sovrano? Perché quello fluttuante è preferibile?

27 – E un Paese che adotta una valuta estera? Prima parte

Un Paese che adotta una valuta estera cede una quota significativa della sua sovranità. È dunque l’Euro ad aver “ridotto a PIIGS” i Paesi del sud-Europa?

28 – La spesa pubblica in caso di vincoli autoimposti

La contabilità non mente: con o senza vincoli autoimposti, la spesa pubblica porta ad accrediti netti sui conti bancari, le tasse ad addebiti. Vediamolo!

29 – E un Paese che adotta una valuta estera? Seconda parte

Il debito pubblico è essenziale per il funzionamento di un’economia. Ma che succede quando, come nell’Eurozona, gli Stati si indebitano in €, valuta estera?

30 – Cos’è la Teoria della Moneta Moderna?

Cosa compone la Teoria della Moneta Moderna, secondo Randall Wray? Quali i legami con il pensiero economico preesistente, quali le novità?

31 – FINANZA FUNZIONALE: Politica Monetaria e Politica Fiscale per Valute Sovrane

Abba Lerner sviluppò negli anni 1940 l’approccio della Finanza Funzionale, in contrasto con la dis-funzionale finanza “sana”. Il fine? L’interesse pubblico!

32 – La Finanza Funzionale nella versione di Milton Friedman: una proposta per l’integrazione di politica fiscale e politica monetaria

Negli anni 1940, Milton Friedman propose un’approccio a politica monetaria e fiscale sorprendentemente simile alla Finanzia Funzionale di Lerner. Possibile?

33 – Finanza Funzionale e crescita di lungo periodo
34 – Finanza Funzionale e Regimi di Tasso di Cambio: Il Dibattito sui Deficit Gemelli
MMP Special – MMT: un’analisi doppiamente retrospettiva
35 – MMP Blog #35: Finanza Funzionale: conclusione
36 – Cosa dovrebbe fare lo Stato: un’introduzione
37 – L’Interesse Pubblico
38 – MMT per gli Austriaci
39 – MMT per gli Austriaci II: disaccordi tra persone ragionevoli
40 – MMT per gli Austriaci III: VOI in che modo proponete di occuparci degli anziani, delle persone con disabilità e dei loro Dipartimenti?
41 – MMT per gli Austriaci Parte 4: È desiderabile una descrizione senza una teoria, un’ideologia o una politica? È anche solo possibile?
42 – Introduzione al Piano di Lavoro Garantito o del Datore di Lavoro di Ultima Istanza
43 – I fondamenti del Piano di Lavoro Garantito: caratteristiche e vantaggi
44 – Piano di Lavoro Garantito e stabilità macroeconomica
45 – Il PLG e la questione dell’accessibilità, con specifiche considerazioni per i Paesi in via di sviluppo
46 – Gestione del Piano di Lavoro Garantito
47 – Il PLG/DLUI e l’esperienza nel mondo reale
48 – È necessario il Piano di Lavoro Garantito?
49 – È la crescita che dovrebbe generare posti di lavoro, o sono i posti di lavoro che dovrebbero portare alla crescita?
50 – La MMT senza PLG? Conclusioni
51 – La Fata dell’Efficienza e il Goblin dell’Inflazione
52 – Conclusione: la natura della Moneta

http://www.retemmt.it/pubblicazioni/la-teoria-della-moneta-moderna-l-randall-wray/?gclid=Cj0KEQjwuZvIBRD-8Z6B2M2Sy68BEiQAtjYS3PB11mJg2xQBVxJ62T0iHFE-KQ8DkCRl1CqCnlqRE1saAnX18P8HAQ

 

MMT: un’analisi doppiamente retrospettiva (Seconda Parte)

di L. Randall Wray – a cura di ReteMMT

L’economista ortodosso è certo che, se togliessimo semplicemente di mezzo lo Stato, il mercato compirebbe lo sporco lavoro. Equilibrio. Il mercato lo ripristinerà e tutto al mondo sarà giusto.

L’economista eterodosso? Beh, è meno sicuro. Il mercato potrebbe non funzionare. Ha bisogno di un po’ di moine. Gli squilibri possono persistere. Le forze di mercato possono essere alquanto imponenti. La mano visibile dello Stato può accelerare il movimento verso l’equilibrio.

L’equilibrio è piacevole; è intuitivamente invitante. A dire il vero, non l’hanno inventato i fisici. Tutte le culture lo vedono come [una cosa] naturale. È la condizione universale – sia in natura che nella società umana. Riflette un’interiore brama di equità.

Come spiega Margaret Atwood (in Payback [1], tutte le società umane e scimmiesche hanno riconosciuto la legge della reciprocità – ripagherai, in questa vita o nella prossima.

Esiste un’idea innata di valori equivalenti, e pertanto di equilibri. Gli animali possono distinguere il concetto “più grande di”, ed insorgono quando sono privati di qualcosa. Perfino il ratto sa che non è giusto. Sciopera se provi a ridurgli la ricompensa per aver corso nel labirinto. Per il ratto questo viola la nozione di equilibrio.

C’è un modo giusto di fare le cose. Non seguire la tradizione turba l’equilibrio. Chissà quale ira potrebbe causare lo squilibrio, tra gli dèi.

Gabriele, l’Angelo delle scritture, custodisce il libro mastro di Dio – da esibire il Giorno del Giudizio. Troppo disequilibrio durante la tua vita ti condannerà agl’inferi.

E, come sappiamo, Lucifero registra i debiti delle anime che raccoglierà. Ti venderà il divertimento oggi, ma sarà la tua anima a “ripagarlo” [domani]. Compri adesso, paghi per sempre. Un po’ come i prestiti studenteschi in America.

Nella vita, le uniche cose a cui non puoi sfuggire sono la morte e le tasse. Il Diavolo le controlla entrambe. È lui l’esattore delle tasse che fa una visita in punto di morte. Non c’è equilibrio, una volta che la tua anima è venduta. È una trappola – sei entrato, ma non ne uscirai più.

Ma Cristo è il redentore – lui assolve i peccati, ripagando i vostri debiti per ristabilire l’equilibrio, per consentire a voi peccatori di entrare in Paradiso.

I Musulmani fanno riferimento alla bilancia della giustizia – le tue opere buone vengono pesate e comparate a quelle cattive. C’è un bilanciamento – se buono e fortunato, potresti far appena inclinare i piatti della bilancia.

Molto prima, il Dio del Tempo era uno Scriba, così come il Dio della Misura e dell’Ingegneria – in che modo descrivereste quel lavoro? Egli teneva le registrazioni, misurava il valore [delle cose] e costruiva le bilance. Alla morte, pesava il vostro cuore per determinare il vostro valore.

Suppongo che tutti sappiate che il Papa o Pontefice provenne da una stirpe di ingegneri delle Tribù di Roma – le quali costruirono tutti i ponti sul fiume Tevere e seguirono l’esempio degli ingegneri del Nilo divenendo la classe sacerdotale superiore.

Tempo. Misura. Scrittura. Equilibrio. Tutto ciò di cui avete bisogno per la Moneta e la contabilità.

E naturalmente nessuno di voi è libero dal debito – il peccato originale ve lo assicura, sin dalla nascita. Potete redimervi? Probabilmente no. Avete bisogno d’aiuto.

Così, sin dai tempi più antichi, i debiti venivano periodicamente cancellati nell’Anno del Giubileo. Ogniqualvolta cambiava il governante (il quale, naturalmente, era il Dio terreno della Misura) oppure ogni 7 o 30 anni, in base al tipo di peccaminosità, tutti i debiti venivano cancellati.

Babilonia scelse 30, come la probabile durata del regno di un governante; la Bibbia scelse 7 – il numero fortunato, un granaio normalizzatore [2] da 7 anni consentiva di sopravvivere ad una siccità.

Cancellazione del debito.

Perché? Non si trattava di belle anime progressiste. No, la cancellazione del debito serviva a ripristinare l’equilibrio. Se tutti i vostri sudditi sono in preda ai creditori, non li potete governare. Quindi cancellate i loro peccati, redimete i loro debiti, liberate loro, le loro mogli e i loro figli dalla schiavitù del debito.

Alleluia!

Ora, perché c’è bisogno di una cancellazione del debito periodica? Il principio di Soddy. L’interesse composto batte la crescita composta. Come dice Michael Hudson, gli esseri umani lo riconobbero anche prima di inventare la scrittura. I primissimi libri di testo mostravano come calcolare l’interesse composto.

Fu il nostro primo squilibrio – la nostra prima violazione della legge naturale.

Porterebbe, inevitabilmente, alla concentrazione della ricchezza – come nel gioco del Monopoly, l’ultimo giocatore in gara vincerebbe tutto. Quindi, da Babilonia a Roma, l’equilibrio fu ristabilito attraverso la cancellazione del debito.

Il tempo era circolare: tempo e conti tornavano a zero quando si dava un colpo di spugna.

Tempo e debito erano intrinsecamente correlati. Il tempo compone i debiti al tasso d’interesse. In Paradiso non esistono né debiti né tempo; all’Inferno tutti i debiti sono composti [al tasso], per sempre.

La redenzione consente al tempo e al debito di ripartire da una condizione di equilibrio.

Ma con la Legge Romana abolimmo il concetto di tempo circolare, in favore della legge sulla proprietà.

Da allora in avanti, il tempo si mosse in un’unica direzione – da un passato ampiamente conosciuto a quello che Paul Davidson chiamerebbe un futuro fondamentalmente incerto. Più nessuna cancellazione dei debiti.

Solo prigioni per debitori – dove il debitore sarebbe stato trattenuto finché la famiglia non avesse potuto redimerlo. Più tardi, utilizzammo le prigioni e l’esecuzione semplicemente come castigo – occhio per occhio, vita per vita, così che i piatti delle bilance tornassero in equilibrio.

Ma le prigioni per i debitori distrussero l’equilibrio tra i creditori e il sovrano – proprio come la schiavitù del debito fece diverse migliaia di anni prima. Con il capofamiglia in prigione, era impossibile ripagarlo. Di nuovo, la bancarotta fu inventata non per via della compassione, ma per riportare l’equilibrio tra i diritti dei governanti e quelli dei creditori.

Eppure, la bancarotta consentì solo un azzeramento parziale [dei debiti]. Era un sostituto povero del Giubileo e dell’Alleluia. E i creditori guidavano lo show. A loro piaceva la disuguaglianza; apprezzavano il disequilibrio.

Com’era solito affermare Kenneth Boulding, le indagini sui ricchi mostrano regolarmente che è impossibile immaginare quanto siano incredibilmente avidi, e quanto siano anche enormemente stupidi. Arrostiranno con gioia la gallina dalle uova d’oro.

Se non ci credete, non avete osservato Wall Street durante il decennio passato. O ciò che la Germania sta facendo alla Grecia e all’Irlanda. Quando hanno un potere eccessivo, i creditori distruggono l’equilibrio.

Vediamo quindi di portare tutto ciò al presente, ossia alla Moneta Moderna.

Credito e debito sono due facce della stessa medaglia. Sia il creditore che il debitore sono peccatori. Si bilanciano. Esattamente. Il peccaminoso equilibrio è assicurato dal sistema contabile in partita doppia.

La redenzione libera sia il creditore che il debitore. Ne consegue un equilibrio differente – privo di peccato. Anche la bancarotta si risolve in un equilibrio, ma un equilibrio che mantiene il potere del creditore sul debitore – almeno se si resta nei limiti di legge.

Ma il punto è che debiti e crediti sono sempre in equilibrio. Nel settore privato, come diciamo sempre, il debito interno netto è pari a zero. Equilibrio.

Quando [nel modello] includiamo lo Stato, i suoi ITD sono compensati dai crediti del settore privato. I crediti netti del settore privato sono crediti nei confronti dello Stato. Il deficit dello Stato significa per il settore privato la realizzazione di un surplus. Si bilancia.

E quando includiamo il settore estero, un deficit nazionale dev’essere compensato da un surplus estero. Anch’esso si bilancia.

C’è sempre equilibrio finanziario. Il disequilibrio può sorgere solamente in caso di errori aritmetici. Guardare al nostro caos globale come ad uno squilibrio finanziario – come fanno quasi tutti – è un errore.

Il nostro caos non è dovuto all’eccesso di liquidità che circolava nel globo a metà degli anni 2000. Non è dovuto all’eccessivo indebitamento dell’America nei confronti dei Cinesi. E non è dovuto ad una spesa dissoluta da parte dei Paesi del Mediterraneo con scarso autocontrollo.

Dobbiamo guardare a tutto ciò nello stesso modo in cui lo guardavano i governanti di Babilonia. Il problema è un equilibrio di potere, non un disequilibrio finanziario. E, per capirlo, dobbiamo capire cos’è la Moneta. Dobbiamo tornare al Trattato sulla Moneta di Keynes.

So di avere usato più di metà del mio tempo. Ma va bene così, perché molti di voi mi hanno sentito parlare della Teoria Statale della Moneta di Keynes negli ultimi 20 anni. Non ho nulla di nuovo da aggiungere al riguardo.

Semplificando al massimo, la Moneta è un’unità di misura, in origine creata dai governanti per assegnare un valore a tariffe, multe e tasse. Creando una condizione di debito per i sudditi o per i cittadini in – il peccato originale – sarebbe stato possibile spostare risorse reali al servizio dell’interesse pubblico. Le tasse guidano la Moneta e per questo motivo la Moneta è da sempre legata al potere sovrano – il potere di comandare le risorse.

Raramente quel potere è assoluto. Viene contestato da altri sovrani, ma spesso è più importante la competizione con i creditori nazionali. Un debito eccessivo nei confronti di creditori privati riduce il potere del sovrano – distrugge l’equilibrio di potere necessario a governare.

La Moneta non è una merce né un oggetto. È un’istituzione, forse la più importante istituzione dell’economia capitalistica. La Moneta di conto ha un valore sociale, è l’unità in cui sono denominati gli impegni [tra le persone] in una società.

Io faccio risalire la Moneta alla tradizione del guidrigildo [3] – sarebbe a dire che la Moneta ebbe origine dal sistema penale piuttosto che dai mercati, motivo per cui le parole per debiti monetari o passività sono associate a trasgressioni contro le persone e la società. Un trasgressore doveva pagare una sanzione al ferito; ciò preveniva le faide di sangue del tipo “occhio per occhio”.

Infine, le autorità riuscirono a sovvertire il sistema del guidrigildo così che le sanzioni fossero pagate alle autorità stesse. E svilupparono infine una misura per le sanzioni, un’unità di conto con cui comparare ciò che non poteva essere comparato.

E perché attendere una trasgressione prima che l’autorità possa riscuotere? Ecco che arriva il peccato originale. Dobbiamo pagare le tasse per il semplice fatto di essere nati.

E infine l’autorità imparò che poteva emettere i propri ITD per acquistare ciò che voleva, accettando quegli ITD come mezzo di pagamento delle tasse. Gli ITD, ovviamente, erano denominati nell’unità di conto – la Moneta.

Solo il sovrano può imporre passività fiscali per assicurare che i suoi oggetti-Moneta siano accettati. Altri potranno emettere oggetti-Moneta denominati nell’unità di conto del sovrano – ma, non essendo sovrani, non potranno imporre [a loro volta] passività al fine di assicurare una domanda per i loro oggetti-Moneta.

Ma il potere è sempre un continuum, e non dovremmo immaginare che l’accettazione di oggetti-Moneta non-sovrani sia necessariamente volontaria. Ci ammoniscono di non essere creditori né debitori, ma tutti noi siamo – contemporaneamente – sempre debitori e creditori. È difficile scampare dall’essere simultaneamente un creditore e un debitore di una banca! Sono certo che questa descrizione è adatta a tutti i presenti in questa stanza.

Forse è quello che ci rende Umani – o almeno cugini degli Scimpanzé, che apparentemente tengono a mente accurate registrazioni delle passività, e si rifiutano di cooperare con coloro che non ripagano i debiti – è chiamato altruismo reciproco: se io ti aiuto a mandare al tappeto Scimpanzé A, sarà meglio che tu ripaghi il tuo debito quando Scimpanzé B mi attaccherà.

Il nostro unico passo in avanti rispetto agli Scimpanzé è stato lo sviluppo della scrittura – così da non dover avere una memoria elefantiaca per tenere traccia di crediti e debiti.

La Moneta è antecedente ai mercati, e così pure lo Stato. Come affermò Karl Polanyi, i mercati non nacquero mai dalle menti di venditori di strada e di approfittatori, ma furono piuttosto creati dalle autorità.

Il sistema monetario in sé fu inventato per mobilitare le risorse per quello che il Governo percepiva essere l’interesse pubblico.

È ovvio che solo in una democrazia gli interessi della popolazione e quelli del governo hanno elevate probabilità di essere in linea. Ad ogni modo, il punto è che non possiamo immaginare una separazione dell’ambito economico da quello politico – e qualunque tentativo di separare la Moneta dalla politica è esso stesso un tentativo politico.

Possiamo pensare alla Moneta come alla valuta della tassazione, e le passività sociali sono denominate nella Moneta di conto. Per soddisfare l’interesse pubblico, devo consegnare [una quantità di] materie prime – includendo la forza lavoro – per il valore di un dollaro.

Spesso è la tassa che monetizza un’attività – che vi assegna un valore monetario allo scopo di determinare la quota da restituire a Cesare.

Lo Stato sovrano indica quale oggetto denominato Moneta può essere distribuito per adempiere l’obbligazione sociale di una persona o il dovere di pagare le imposte. Esso può quindi emettere l’oggetto-Moneta attraverso i suoi pagamenti.

Quell’oggetto-Moneta dello Stato è, come tutti gli altri, una passività denominata nella Moneta di conto dello Stato. E come tutti gli oggetti-Moneta, dev’essere redento, cioè accettato dal suo emettitore.

Non è la Moneta ciò che il sovrano vuole – egli vuole risorse reali. L’incasso in Moneta è lo strumento, non il fine. Se fossero i creditori privati a gestire l’economia, semplicemente non vi sarebbe abbastanza capacità produttiva disponibile per il sovrano – per l’interesse pubblico.

Se il Governo emette, nei suoi pagamenti, più di quanto incassa come tasse, il settore privato accumula la valuta come ricchezza finanziaria.

Non abbiamo bisogno di entrare nel dettaglio di tutte le ragioni (razionali, irrazionali, produttive, feticistiche) per cui si vorrebbe accumulare valuta, eccetto notare il fatto che gran parte delle passività non-sovrane denominate in Moneta sono convertibili in valuta (su richiesta o sotto determinate condizioni). Pertanto, molte unità economiche hanno bisogno di valuta perché hanno accettato di riscattare con essa gli ITD che hanno emesso.

Poiché lo Stato è l’unico emettitore di valuta, come ogni monopolista esso può stabilire i termini in cui è disposto ad offrirla. Se avete qualcosa da vendere che lo Stato desidera avere – un’ora di lavoro, una bomba, un voto – lo Stato offre un prezzo che voi potete accettare o rifiutare.

Il vostro potere di rifiutare, tuttavia, non è poi così grande. Quando state morendo di sete, il fornitore monopolista dell’acqua ha un potere sostanziale nel determinarne il prezzo.

Lo Stato che impone una tassa pro-capite può stabilire il prezzo di qualunque cosa gli venderete al fine di ottenere i mezzi di pagamento della tassa, così che possiate mantenere la vostra testa sulle spalle. Poiché lo Stato è l’unica fonte della valuta necessaria al pagamento delle tasse e, almeno qualcuno, le tasse le deve pagare, lo Stato ha il potere di determinare il prezzo.

Certo, di solito non ne è consapevole, poiché crede di dover pagare i prezzi “determinati dal mercato” – qualunque cosa questo possa significare.

Ma, proprio come un monopolista dell’acqua non può lasciare che sia il mercato a determinare un prezzo di equilibrio per l’acqua, il monopolista della Moneta non può davvero lasciare che sia il mercato a determinare le condizioni a cui la Moneta viene offerta.

Al contrario, il modo migliore di gestire un monopolio della Moneta consiste nello stabilirne il “prezzo” e lasciare che la “quantità” fluttui – proprio come fa il monopolista dell’acqua.

Il mio esempio preferito è quello del programma del posto di lavoro garantito di tipo buffer-stock elaborato da Bill, nel quale lo Stato nazionale si offre di pagare un salario minimo ed un pacchetto di benefit (diciamo 15$ l’ora più i soliti benefit), ed assume poi tutti coloro che sono pronti e disposti a lavorare per tale compenso.

Il “prezzo” (il compenso per il lavoro) è fisso, e la “quantità” (il numero di occupati) fluttua in maniera anticiclica.

Con tale programma otteniamo la piena occupazione (come normalmente definita) insieme ad una maggiore stabilità dei salari e, siccome la spesa pubblica in tale programma varia in maniera anticiclica, otteniamo anche una maggiore stabilità del reddito (e pertanto di consumo e produzione).

Come disse Minsky, chiunque può creare (oggetti-) Moneta. Io posso emettere ITD denominati in Dollari, e forse posso rendere i miei ITD accettabili concordando di redimerli su richiesta, in cambio di valuta del Governo USA.

La paura comune è che emetterò una quantità di Moneta così elevata da causare inflazione, perciò gli economisti ortodossi sostengono [l’adozione di] una regola sul tasso di crescita della Moneta.

Ma è molto più verosimile che, se emetto una quantità eccessiva di ITD, questi verranno presentati per essere redenti. Presto esaurirò la valuta [a mia disposizione] e sarò obbligato a fare default sulla mia promessa, mandando in rovina i miei creditori.

Il che, in breve, è la storia della maggior parte della creazione di moneta privata. Se avete sentito parlare di Bear, Lehman [Brothers] o Northern Rock, sapete cosa intendo.

Ma abbiamo sempre consacrato alcuni istituti con una relazione speciale, consentendo loro di agire come intermediari tra lo Stato e il settore privato. Cosa più importante, attraverso essi lo Stato effettua e riceve pagamenti.

Pertanto, quando ricevete il vostro pagamento dalla Previdenza Sociale, esso assume la forma di un credito sul vostro conto in banca; pagate le tasse attraverso un addebito a quel conto.

Le banche, a loro volta, effettuano la compensazione dei conti con lo Stato e tra di loro utilizzando i conti di riserva (valuta) presso la Banca Centrale, la quale assicura una compensazione alla pari. Per rafforzare quella promessa, abbiamo introdotto l’assicurazione sui depositi così che, per la maggior parte dei fini, la Moneta bancaria funzioni come la Moneta dello Stato.


Note

1.^ Payback: Debt and the Shadow Side of Wealth è un libro sulla natura del debito, che esamina l’indebitamento ed il prestito dai punti di vista finanziario, psicologico, teologico, letterario ed ecologico; fonte: Wikipedia.org, NdT

2.^ Ever-normal granary: Granaio in cui erano accumulate le eccedenze di grano nelle annate di raccolto abbondante, rese poi disponibili nei periodi di scarsità; in questo modo era possibile stabilizzare sia la fornitura che il prezzo del grano, che sarebbe altrimenti stato molto variabile in base all’andamento del raccolto. Questo sistema è alla base dell’attuale concetto di buffer-stock per la stabilizzazione dei prezzi; fonti: Britannica.com,Jstor.org, NdT

3.^ La quantità di beni che l’offensore doveva dare all’offeso per riscattarsi dalla vendetta di lui o dei suoi parenti si chiamava guidrigildo, quando si trattava dell’uccisione di un uomo libero; fonte: Treccani.it, NdT

Originale pubblicato l’11 dicembre 2011

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

http://www.stopeuro.org/mmt-unanalisi-doppiamente-retrospettiva-seconda-parte/

 

 

Gli Economisti

La Modern Money Theory è inserita tra le scuole economiche post-keynesiane. Per meglio definire i confini della MMT, possiamo far riferimento a due passi fondamentali del pensiero economico:

1) Il Capitolo I della Teoria Generale dell’Occupazione, dell’Interesse e della Moneta, di J.M. Keynes:

Lo scopo di tale titolo è di contrapporre il carattere dei miei ragionamenti e delle mie conclusioni a quelli formulati nella stessa materia dalla teoria classica […] Dimostrerò che i postulati della teoria classica si possono applicare soltanto ad un caso particolare e non a quello generale, poiché la situazione che essa presuppone è un caso limite delle posizioni di equilibrio possibili. Avviene inoltre che le caratteristiche del caso particolare presupposto dalla teoria classica non sono quelle della società economica nella quale realmente viviamo; cosicché i suoi insegnamenti sono ingannevoli e disastrosi se si cerca di applicarli ai fatti dell’esperienza.

Alla stessa stregua di Keynes, gli economisti MMT contrappongono la loro analisi economica alle teorie dominanti o mainstream, sfatando l’immaginario economico che vede nel debito pubblico, nel deficit e nell’inflazione mostri da combattere.

2) Soft Currency Economics, di Warren Mosler:

Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare chiaramente, tramite la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico su molti degli attuali problemi economici è errato, spesso andando tanto in là da confondere costi con benefici. Questo non è uno sforzo per cambiare il sistema finanziario. È uno sforzo per fare luce nel sistema monetario fiat, un sistema molto efficace che è attualmente in vigore.

La forza della Modern Money Theory è di svelare come il sistema monetario moderno possa essere utilizzato come strumento a favore delle persone e della democrazia.

La stessa solidità delle nostre istituzioni democratiche dipende dalla determinazione del nostro governo a dare impiego agli uomini inoperosi.

[F.D. Roosevelt, 14 aprile 1938]

Warren B. MoslerWarren B. Mosler

Alain ParguezAlain Parguez

Andrea Terzi

Augusto GrazianiAugusto Graziani

John T. HarveyJohn T. Harvey

L. Randall WrayL. Randall Wray

Marc LavoieMarc Lavoie

Marshall Auerback

Mathew Forstater

Michael Hudson

Mike Norman

Pavlina R. TchernevaPavlina R. Tcherneva

Scott T. Fullwiler

Stephanie A. Kelton

William Mitchell

http://www.retemmt.it/gli-economisti/?gclid=Cj0KEQjwuZvIBRD-8Z6B2M2Sy68BEiQAtjYS3ED8JbtC6iN98IsdJzloNEOOzmqwO3XM-OHNGTGwUBkaAu7R8P8HAQ

Sistema Monetario FIAT, ovvero CARTA STRACCIA!…

 

SISTEMA MONETARIO FIAT :                                   MANIPOLAZIONI & CARTA IGIENICA

dollaro mondialeDOVE’ IL LIMITE ALLA STUPIDITÀ ? – C’è gente stupida e gente veramente stupita – Le persone stupide spesso non sono veramente stupide ma si comportano come tali perché mancano di istruzione e dell’accesso a certe informazioni privilegiate . Quindi, non si può davvero dare la colpa all’ignoranza con il sistema di istruzione che abbiamo oggi

in tutto il mondo e con il ruolo che giocano i media per fare propaganda e far sembrare normale quello che vogliono le élite finanziarie che li controllano. A scuola si insegna che “ uno più uno fa due” , ma per certi versi negli ultimi anni, la maggior parte di noi ha subito il lavaggio del cervello, soprattutto con le offerte speciali, tanto che spesso sembra normale accettare che “ uno più uno fa tre o più di tre” , a seconda del tipo di promozione. Ma, come facciamo a spiegarci che certi intellettuali – e tante altre persone “intelligenti”, soprattutto quelle che non possono resistere alla voglia di mettere prima o dopo il proprio nome una serie di sigle come “Dr.” “ PhC.” “ MBA” ecc. – non solo credano che “ uno più uno faccia tre o più di tre” , ma spesso passano una vita di lavoro per dimostrare questa assurdità e qualche volta vengono persino premiati per aver promosso un certo farmaco o gli conferiscono addirittura un Premio Nobel in economia o matematica !Li adorano come fossero ” Dei” , dei “Master of the Universe” e li nominano professori delle cosiddette “università di punta ” , li chiamano come consulenti nelle agenzie finanziarie internazionali come il FMI e la Banca Mondiale o presso le banche centrali . Anche se per fortuna ci sono delle eccezioni , solo pochi, ma io ho la fortuna di lavorare con alcuni di loro .Permettetemi di dimostrarvi quanto queste cosiddette persone intelligenti siano persone veramente stupide . Una persona onesta e intelligente che sappia riconoscere la verità non si prostituirebbe per qualche ” titolo accademico” mettendo a rischio la propria integrità e l’onore della famiglia .

Delle ” persone intelligenti possono anche essere pagate profumatamente ” , ma rispetto ai miliardi di dollari che permettono di razziare a quegli stupratori finanziari delle banche che li sovvenzionano, a loro hanno lasciato solo qualche monetina: qualche spicciolo, qualche centesimo ? Ma procediamo per passi per spiegare la stupidità di queste cosiddette persone intelligenti .PASSO 1 :Che cosa è una obbligazione ? In parole povere, si tratta di una cambiale, di una conferma scritta di un debito. L’emittente (chi l’ha rilasciata) di un’obbligazione è il debitore e l’acquirente dell’obbligazione è il creditore . Il debitore si impegna a rimborsare la somma di capitale preso in prestito, più gli interessi per tutta la durata del prestito.PASSO 2 :Quando un governo (come ad esempio gli Stati Uniti ) emette un prestito obbligazionario significa che il governo ha fondi insufficienti e ha bisogno di prendere in prestito altro denaro per far fronte ai propri obblighi finanziari. Questo succede in genere quando le entrate ( tasse, ecc ) sono minori delle spese ( negli USA, un gran parte delle entrate deve finanziare le guerre) . Pertanto, quando un governo emette un prestito obbligazionario , diventa debitore . E un debitore deve rimborsare il debito quando il debito arriva alla sua scadenza naturale.PASSO 3 :Non molto tempo fa ( prima del 1971 ), il dollaro USA era sostenuto dall’oro . In termini monetari semplificati, i dollari americani stampati su carta erano convertibili in oro al tasso convenuto di 35 dollari per una oncia d’ oro . Quindi , se un creditore ( ad esempio, le banche centrali , le istituzioni finanziarie , gli investitori ecc ) prestava ad un debitore ( ad esempio, il governo USA), 10 miliardi di dollari, il creditore quando riceveva 10 miliardi di dollari li poteva scambiare per la quantità equivalente di oro al prezzo di US $ 35 per oncia.Passo 4 :Quando gli Stati Uniti nel 1971 fallirono perché a Fort Knox non c’era abbastanza oro per garantire a tutti i possessori di dollari di continuare a scambiarli con l’oro, il Presidente Nixon annunciò che il dollaro non sarebbe più stato convertibile in oro . Per questo motivo, il dollaro americano è diventato una valuta – fiat, in gergo volgare, denaro stampato su carta che non vale la cifra che riporta sopra ! Il dollaro non era più sostenuto da nulla, era diventato, ed è ancora, assolutamente senza nessun valore di riferimento. Naturalmente si stampano vari tipi di banconote, da US $ 1, da US $ 100 ecc, ma l’unica differenza tra queste banconote è solo la cifra indicata sul foglio di carta, che non ha altro valore.Alla gente è stato fatto credere che quello scritto sulla banconota sia il valore del dollaro : un trucco per carpirne la fiducia.Fino a quando in tutto il mondo si accetterà quel pezzo di carta come pagamento di beni e servizi , il pezzo di carta avrà come valore l’ importo indicato sul foglio di carta . Ma , questo pezzo di carta non può essere più scambiato con l’oro.PASSO 5 :Dato che gli Usa sono una superpotenza nucleare è stato usato questo potere per costringere tutti i paesi ad accettare il dollaro Usa in pagamento di beni e servizi venduti negli Stati Uniti . Con il tempo il $ USA è diventato anche la moneta di riserva mondiale . E ‘stato un privilegio che gli Stati Uniti hanno esercitato per il proprio profitto, infatti in base a questo sistema la FED può creare US $ stampandoli in modo digitale con un semplice clic del mouse che trasforma la carta in banconote con una semplice registrazione nel libro mastro della FED!PASSO 6 :Il gioco della sanguisuga ! I paesi che hanno prestato dollari al governo USA sono i paesi che hanno un surplus di produzione di beni e di servizi e per queste merci sono stati pagati in US $ . Le persone che lavorano in questi paesi hanno dato l’anima per guadagnarsi il loro salario che hanno ricevuto nella valuta del loro paese . Ma molti di questi paesi, quando importano merci dall’estero, devono pagarle in dollari . Quindi, le banche centrali di questi paesi devono scambiare la loro valuta in US $ per comprare le merci di importazione.
Quando questi paesi hanno dollari in eccesso , li mettono in cassaforte e li usano come riserva per coprire i futuri pagamenti per i beni e servizi che dovranno importare.
Parte di questi surplus in dollari poi vengono anche usati per fare prestiti al governo degli Stati Uniti, comprando buoni del tesoro USA.PASSO 7 :Questo ha dato origine alla assurda situazione per cui gli Stati Uniti pagano per beni e servizi importati da tutto il mondo con denaro che la FED continua stampare ( come carta igienica) creandolo dal nulla. Poi i dollari che avanzano all’estero, ritornano sotto forma di prestiti, allo stesso governo degli Stati Uniti . Quindi con quella stessa carta igienica si comprano altri beni e servizi che si continuano a importare da tutto il mondo .Poi il surplus viene riciclato di nuovo e la storia ricomincia. Adesso tutti questi prestiti devono essere rimborsati con gli interessi.
L’attuale debito degli Stati Uniti è tanto alto che non si potrebbero pagare nemmeno i soli interessi sui prestiti. Per questo motivo il Tesoro Americano sta emettendo obbligazioni per recuperare il surplus di dollari con cui ha invaso tutto il mondo.Quindi il risultato di tutto è un enorme riciclaggio di carta igenica con scritto sopra DOLLARO.PASSO 8 :Ora , se tu mi avessi prestato dei soldi , diciamo 10 milioni di dollari dei tuoi sudati risparmi ( ma anche molto meno) , e io non potessi rimborsarti né i soldi del prestito né quelli degli interessi , tu saresti disposti ad accettare, come rimborso, degli altri dollari che ho creato io stesso dal nulla …. Dollari che, io stesso, ho appena stampato ?Potresti accettarlo solo se non tu non sapessi che è denaro, diciamo , fac-simile, cioè lo avresti accettato solo se non avessi saputo che quel denaro è falso .Siamo d’accordo ?
Ma , una volta scoperto che quello che ti propongo come rimborso e denaro falso , sicuramente ti rifiutasti di accettare del denaro contraffatto !CONCLUSIONE:Se questo è come reagiresti quando si tratta dei tuoi soldi – guadagnati con sudore – perché non dovresti mettere in discussione l’operato del tuo governo e della tua banca centrale, se continuano ad accettare come rimborso dei prestiti del denaro stampato su carta igienica e creato dal nulla?
Se tu, in privato, rifiuteresti di accettare denaro falso , perché ti dovrebbe sembrare strano che il governo rifiuti di ricevere un pagamento fatto con soldi contraffatti, creati secondo una regola di un regime monetario chiamato “Quantitative Easing “, che non è altro che un modo sofisticato per dire “ stampa di altro denaro” ?Una obbligazione è una cambiale , quando il dollaro americano era sostenuto da un cambio aureo era ancora una cambiale, perché la banconota da un dollaro era convertibile in oro per quello stesso valore: l’oro è denaro reale , tanto quanto la banconota del dollaro è solo denaro.IL denaro svolge come una funzione essenziale “è un mezzo di scambio” , serve a facilitare lo scambio di beni e servizi.
Non è una riserva di valore .
I soldi (stampati su carta igienica) sono una “unità di conto ” artificiale , perché non hanno nessun valore intrinseco. Il “valore intrinseco ” dei soldi di carta (igienica) è la cifra stampata sul pezzo di carta (igienica).
L’ unità di conto è il parametro di riferimento con cui tutti gli altri beni e servizi sono valutati .
Infatti ogni volta , che si stampa altra moneta su carta igienica il “valore( unità di valore ) numerico stampato ” in realtà diminuisce progressivamente.In altre parole è l’inflazione ( cioè l’ aumento dell’offerta di denaro con la stampa di altro denaro reale, digitale o altro) che fa diminuire il potere d’acquisto del denaro di carta !L’ effetto è che con un dollaro USA si acquisteranno sempre meno beni . Per fare un esempio , anni fa con cento dollari compravamo un paio di scarpe , ma ora ne servono duecento!I soldi di carta igienica ( come unità di conto ) non possono continuare a essere il metro che può stabilire il valore di altri beni e servizi . Questo è il motivo per cui tutte le monete-fiat devono essere sotto il controllo delle banche centrali come la FED , e il valore del denaro fiat può essere manipolato secondo i bisogni dei banchieri corrotti e di quelli che sono l’élite dominante dell’ 1 % .
Questa è la differenza fondamentale tra oro e banconote stampate (su carta igienica)!
Pertanto , dato che il dollaro non è più sostenuto dall’oro è diventato una cambiale scritta su cartastraccia.AIla scadenza il creditore riprende indietro la stessa carta e la usa per comprare altre obbligazioni, che verranno rimborsate con altri pezzi di carta , altre obbligazioni a forma di dollaro su cui è stampata una cifra “ ONE Dollar” oppure “HUNDRED Dollar” , è uguale, e si continua !Se il dollaro avesse un valore effettivo , non ci sarebbe bisogno di una legge per costringere chi entra in possesso di questo pezzo di carta ad accettarne l’uso in “full settlement of all debts”. . Questa legge si chiama ” Legal Tender ” .
Senza questa legge , nessuno mai accetterebbe questi pezzi di carta a saldo dei debiti . Dato che la moneta non è sostenuta né da oro, né da qualsiasi altra cosa di valore (argento o altri metalli preziosi ), si tratta di un falso , si tratta di carta stampata, come se fossero “soldi veri” !
La fiducia sul valore dichiarato è imposta per legge!Perché devi continuare ad accettare tutta questa m…,, solo per dare reaata a quelli che si fanno passare per “intelligenti” ?
Tu lo sai che “uno più uno fa due” , anche se questi stupratori della finanza continuano a ripeterti che fa tre, o più di tre ! Quindi, se accettiamo questi soldi di carta igienica stiamo accettando un inganno, proprio come quando vogliamo credere che “uno più uno fa tre, o più di tre” !Non facciamoci prendere in giro, questo loro – fiat money è una truffa, è peggio della carta igienica . Almeno la carta igienica ha una sua funzione critica corporea , una banconota o qualsiasi altro denaro fiat non serve neanche a questo !Certe volte nella vita può capitare di essere stupidi o ignoranti, ma , perché vuoi restare stupido e ignorante quando capire le cose è tanto semplice ? Si tratta solo di avere un po’ di buonsenso. Non serve aver studiato scienze aerospaziali per capire che questo è sempre il solito “SCHEMA PONZI”Mattias Chang

Fonte: http://futurefastforward.com/
Link:http://futurefastforward.com/component/content/article/8907.html

4.11.2013Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque PrimarioFree Image Hosting at www.ImageShack.us DI MATTHIAS CHANG
futurefastforward.com

http://www.polesineonline.com/notizie-nazionali/1602-sistema-monetario-fiat-manipolazioni-carta-igienica

 

I cinque trucchi con cui la Germania bara sui conti

 

 

I cinque trucchi con cui la Germania bara sui conti

Banche pubbliche, debiti dei Comuni, rispetto delle regole:                   sono i più bravi o solo i più furbi?

                                                              http://www.linkiesta.it/it/article/2014/07/08/i-cinque-trucchi-con-cui-la-germania-bara-sui-conti/22089

Viaggio nel Regno Delle Due Sicilie!…

 

Un doveroso e sentito ringraziamento a :

Piero Angela, Alberto Angela!…

Ed alla RAI – Radio Televisione Italiana!…

Per avere raccontato e fatta piena luce sulle reali

potenzialità del prestigioso Regno delle due Sicilie!

 

 

Gli straccioni erano gli invasori, ridotti in miseria per tutte le battaglie e le guerre perdute!….

Perseguitati e messi alle strette dagli strozzini di tutto il mondo, per gli enormi debiti contratti!…

Una ingorda combriccola capitanata dalla celeberrima potentissima Famiglia di usurai, spalleggiata dalla massoneria inglese!

Che, in occasione dell’approdo dei Mille in quel di Marsala, non ha esitato a dislocare la potente flotta britannica al limite delle acque territoriali della Sicilia!…. 

u

COME VOGLIONO DISTRUGGERE IL M5S…..

 

LA VERA STORIA DEL M5S

LA VERA STORIA DEL M5S

ovvero

LA MERDA NEL VENTILATORE

(Franco Marino) –
Un mio collega del mondo dell’informatica (quello da cui provengo) mi ha chiesto, divertito,
di parlare della truffa del Movimento 5 Stelle, di Grillo.
Con ben tre faccine ridenti accanto al suo messaggio, erano evidenti i toni ironici, avendo
entrambi avuto a che fare con quello che è il VERO motore del Movimento 5 Stelle, ovvero la
buonanima di Casaleggio.
Infatti di tutta la storia che sta dietro al Movimento, si racconta sempre la favola e non la storia
vera.
La favola la conosciamo.
Un bel giorno un comico genovese molto famoso e accreditato come voce dell’antisistema e
della controinformazione si guarda allo specchio e con un ragionamento assai poco genovese si
dice: “Perché devo passare il resto della mia vita a godermi i denari accumulati come comico?
Voglio cambiare questa società! Facciamo un movimento”.
Un comico idealista!

Così durante uno dei suoi spettacoli incontra (ma per caso eh? Tutto spontaneamente!) un guru esperto di comunicazione, Gianroberto Casaleggio il quale gli propone di aprire un blog e di curare la sua immagine virtuale.
Poiché si rendono conto che la forza comunicativa di Grillo associata a quella organizzativa di Casaleggio possono creare una gran cosa, ecco il Movimento 5 Stelle.
Fin qui siamo alla favola.

Poi c’è la realtà che è ovviamente diversa.
Il grande sistema finanziario/mediatico/politico internazionale aveva già adocchiato Grillo nei
primi anni Novanta tant’è che il comico sarà, ed è accertato, uno degli invitati al convegno che
si svolge nel transatlantico Britannia.

In questo incontro, i potentati della finanza internazionale, dopo aver, attraverso la CIA con Tangentopoli decapitato la classe politica italiana, costringeranno i governi venturi nostrani a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano il debito pubblico, ossia le grandi banche multinazionali.

Assieme a Grillo erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.

Mentana era al porto di Civitavecchia con la tròupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che l’inviata impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti.

Negli anni a venire, Grillo terrà al calduccio la sua immagine proponendosi come uomo cacciato dal sistema, come uomo contro etc. e conquistandosi un largo consenso underground attraverso la solita strategia di condurre battaglie magari anche nobili in linea di principio alle quali tuttavia si danno risposte sbagliate che i poteri forti smentiranno, facendoci la figura di quelli che vengono a salvarci dalle cialtronerie di chi lotta contro il sistema.
E già si sente la morale di fondo della favola: “Il sistema sarà anche brutto così com’è, ma è l’unico possibile”.

Casaleggio, invece, chi era?
Un giovane manager a quei tempi amministratore delegato di un’azienda che si chiamava
Webegg ed era in orbita Telecom.
Questa azienda, a noi che ci occupiamo di informatica, era nota per tutta una serie di cose.
Non pagava bene e non regolarmente né fornitori né dipendenti (tra cui il mio collega di
cui vi parlavo in apertura);
– Era infognata di debiti e al tempo stesso manteneva un elevatissimo tenore di vita: aveva la
squadra di calcio, organizzava conventions straricche con personaggi dello spettacolo.
– Si caratterizzava per una comunicativa presso dipendenti e clienti che non era dissimile dalla
manipolazione in stile Scientology
che difatti dall’azienda si è trasferita al Movimento.
Al momento dell’addio di Casaleggio alla webegg, cacciato a pedate da Tronchetti Provera (il
che spiega i quintali di livore di Grillo contro quest’ultimo nei suoi show) l’azienda si ritrova
con ben 30 milioni di €uro di buco di bilancio e un crollo del fatturato.
Niente male.

Non basta.
Quando noi parliamo della Casaleggio Associati, parliamo sempre di Casaleggio e commettia un
errore.
Perché Casaleggio non era il più importante dei soci.
Il vero socio, quello potente, con i legami che contano, che fanno la differenza era Enrico
Sassoon, il quale lasciò (ufficialmente) la Casaleggio Associati non appena nei blog indipendenti
iniziò ad emergere la sua storia personale, tanto che chiunque sul blog di Grillo osasse chiedere
chiarimenti, anche civilmente, veniva bannato.
E’ capitato a me e ad altri.

Questo Sassoon, c’è da dire, ha un curriculum di tutto rispetto: tre lauree, di cui una in economia alla Bocconi, èun giudeo aschenazita sionista imparentato con i Rothschild, una potentissima famiglia che possiede agganci nei settori bancari e mediatici di tutto il mondo e la stessa famiglia Sassoon è una famiglia di primo ordine della finanza internazionale.
Fin qui nulla di male, non è certo un torto o una colpa avere parenti importanti.
Gli è tuttavia che il nostro non si limita ad avere un nobile lignaggio ma ha anche la straordinaria capacità, forse agevolata dal suo pedigree, di riuscire ad entrare nei posti di potere.
Dapprima l’Ufficio Studi della Pirelli, ai tempo considerato un importante salotto economico con agganci nella politica.
Ma non basta.

Enrico Sassoon riesce a divenire Presidente della Camera americana del commercio in Italia, una potente lobby ove si intrecciano gli interessi di banche e multinazionali e che al suo interno vede realtà come JP Morgan, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Standard & Poor’s, SISAL, FIAT, Microsoft, Italcementi e molto altro.
Tutti questi gruppi hanno recitato la loro parte nella grave crisi che stiamo vivendo.
Naturalmente, quello di cui vi parlo è tutto documentato, nessun complottismo.
Ora.
Sappiamo che Enrico Sassoon siede al tavolo assieme a personaggi di questo tipo che sono contemporaneamente componenti dell’Aspen Institute Italia, un think tank creato dal gruppo Bilderberg di cui, finalmente, si sta iniziando a parlare, una potentissima lobby formata da tutte le élite della finanza occidentale. [http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo ]

Ci sono tutti. Monti, Tremonti, Draghi, Amato. E moltissimi giornalisti, tra cui ad esempio Lilli Gruber.
E’ credibile che Casaleggio crei un partito antisistema quando il suo socio in affari è una figura così potente?
E’ credibile che Grillo non sappia che l’ingegnere della sua macchina da guerra abbia rapporti di affari così stretti con uno degli uomini più potenti della finanza internazionale?
Perché nessuno dei giornali ne ha parlato? La risposta è semplicissima.

Il Movimento 5 Stelle CONVIENE AL SISTEMA. E’ FIGLIO DEL SISTEMA STESSO
La grande palla di spacciare il Movimento 5 Stelle come un qualcosa di nato spontaneamente
sui meetup, ad opera di gente incazzata, piena di civismo va vista per ciò che è, una palla.
Trattasi, invece, di un progetto ben preciso, creato appositamente per impedire che il crescente
malcontento all’interno dei paesi provati dalla crisi, indotta artificiosamente dalle pedine chiave
nominate alla privata ed apolide Commissione €uropea, esondasse dal controllo dell’alleanza
atlantica e finisse nelle mani di altre realtà o interne al paese o promosse da altri paesi (la Russia?)
Lo stesso Grillo si lascia scappare più volte che “Se non ci fossimo noi, ci sarebbe Alba
Dorata”. Ha ragione lui.
Il Movimento 5 Stelle ha l’obiettivo, raccogliendo il malcontento, di scongiurare la nascita dei
tanto deprecati nazionalismi, attraverso la creazione di una casa ove convergano tutti gli
incazzati finiti vittime del sistema, i quali non hanno in realtà niente in comune, tranne quello di
essere incazzati……..
Chi continua ad appassionarsi alla querelle Raggi innocente o colpevole, è completamente fuori
strada.
Come è fuori strada chi, per dare contro il Movimento 5 Stelle, si affida agli sberleffi sull’incapacità
del sindaco, come lo è chi, per difenderla, la definisce il baluardo contro il sistema.
Movimento 5 Stelle e PD (ma anche alcuni pezzi di centrodestra) sono perfettamente speculari
l’uno all’altro.
Sono i due partiti a cui è affidato il compito di svendere l’Italia agli stranieri, apolidi e sionisti, da
una parte con un partito che deve eseguire fisicamente il compito e dall’altra con un
movimento di opposizione che, solo a chiacchiere, si oppone ma poi nella sostanza dei fatti,
nelle cose davvero decisive, quelle che cambiano le sorti,esprime col voto le stesse cose del
partito di governo.
Laddove il PD continua a ripianare i buchi delle banche con i soldi degli italiani (che è
sicuramente una malattia grave), il Movimento 5 Stelle tuona affinché le banche vengano
lasciate fallire (la cura peggiore della malattia che ammazza il paziente) con l’obiettivo di
svendere le banche a basso costo ad entità straniere.
Se si volesse davvero distruggere il Movimento 5 Stelle, invece di soffermarsi sulle difficoltà di
amministrare Roma di una povera crista messa lì e presentata come salvatrice della patria
(quando era evidente a tutti che avrebbe incontrato grossi problemi) oppure cianciare di derive
autoritarie di Grillo o di pericolo fascista, basterebbe raccontare la storia di Casaleggio e
Sassoon……
Dei fallimenti del primo e degli agganci del secondo.
Solo che in quel caso, oltre a crollare il Movimento 5 Stelle, crollerebbero anche Partito
Democratico, ampi pezzi di Forza Italia (quelli che hanno tradito Berlusconi) della Lega, di
Fratelli d’Italia, insomma tutta la partitocrazia italiana che si fonda sugli agganci con tali realtà
finanziarie.
E gli italiani capirebbero la truffa di cui sono vittime dal 1945 ad oggi…….
Quando si dice, mettere la merda nel ventilatore
deca
Chi è Enrico Sassoon, padre di “Casaleggio Associati” e “Movimento 5 Stelle”???
Enrico Sassoon. Tre lauree, la prima in economia alla Bocconi nel 1973, Enrico Sassoon proviene
da una famiglia di origini giudaiche aschenazi,  imparentati con i Rothschild.
Nel 1974, le altre due sono state conseguite in Scienze Politiche e Storia, Enrico Sassoon mette
piede nell’Ufficio Studi della Pirelli, “allora considerato un think tank tra i migliori d’Italia in
campo economico”.
Una carriera fondata all’insegna dei think tank, dove le lobby economiche incontrano il potere
politico per decidere le sorti future di uno stato (o di un insieme di stati).
E deve averne fatta di strada il nostro Enrico Sassoon se è vero com’è vero che nel tempo è
diventato Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici dell’American Chamber of
Commerce in Italy, la camera di commercio americana in Italia, “un ponte qualificato tra Italia e
Stati Uniti con un network di cinquecento soci che include il cuore del mondo produttivo
italiano, un gruppo di aziende ad alto tasso di internazionalizzazione capace di rappresentare il
2% del PIL nazionale.”
Praticamente una super lobby di multinazionali, banche e grandi gruppi, che unisce le forze per
proteggere in maniera più efficace i propri interessi e che promuove lo sviluppo dei rapporti
commerciali tra Italia e USA.
Per rendere bene l’idea di quanto esteso sia questo cartello basta leggere i nomi di alcuni dei
gruppi presenti in Amcham: Standard & Poor’s, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa
San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica,
Italcementi, Jp Morgan, Pfizer, Rai, Sky, Unicredit…
Tutti i migliori/peggiori gruppi che hanno generato la crisi economica in cui versiamo.
Enrico Sassoon, primo e più importante socio fondatore della Casaleggio, siede fianco a fianco
con certi personaggi. Che poi sono gli stessi componenti dell’Aspen Institute Italia, think tank
tecnocratico, diretta emanazione del gruppo Bilderberg. Quando il Sistema si organizza è
capace di tutto: persino di creare un Comitato Esecutivo Aspen formato – oltre che da Enrico
Sassoon della Casaleggio – anche da Mario Monti, il giudeo aschenaziJohn Elkann, Romano Prodi,
Giulio Tremonti, tutti componenti italiani del Bilderberg.
Ora: come diavolo è possibile che la Casaleggio, a detta di molti spin doctor e influencer di
Grillo e del Movimento 5 Stelle, abbia il suo membro fondatore più importante all’interno di un
Istituto popolato da quelli che dovrebbero in realtà essere i nemici dichiarati proprio di Grillo
Qual è la ragione per cui questo accade?
Le stranezze, purtroppo, non finiscono qui: a parte il fatto che il dominio beppegrillo.it risulta
intestato ad un certo Emanuele Bottaro di Modena, e potrebbe trattarsi di un normale
prestanome (ma la trasparenza?), a destare sospetti è la domiciliazione del gestore tecnico del
dominio, Via Jervis 77 a Ivrea. Lo stesso indirizzo della sede legale Olivetti, gruppo
Telecom Italia.
Cosa c’è di così strano?
C’è che Gianroberto Casaleggio, il secondo socio per importanza della Casaleggio, fa partire la
sua avventura professionale proprio nella Olivetti, guidata all’epoca da Roberto Colaninno, ex
presidente di Alitalia e padre di Matteo, deputato Pd. Poi Gianroberto inizia la scalata sociale e
diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel.
A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota del 50% in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A.,
che nel frattempo partorisce Netikos Spa, dove il più famoso dei Casaleggio partecipa al Cda
con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel Cda Piaggio)
.
Questo fino al 2004, quando decide di fondare la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe
Grillo, con altri dirigenti Webegg.
Tra cui proprio Enrico Sassoon.
La Casaleggio parte forte e chiude due contratti importanti, prima con Grillo poi con l’Italia dei
Valori, quest’ultimo finito a male parole quando Di Pietro e De Magistris capiscono chi si sono
messi in casa.
Grillo, invece, decide di continuare il suo percorso di crescita con gli strateghi legati ai più noti
gruppi di potere italiani e non.
A questo punto le domande che sorgono sono tante: può Grillo non sapere che Enrico Sassoon
siede, fianco a fianco, con Monti, Tremonti e gli altri?
Può Grillo non sapere che la gestione tecnica del suo dominio è domiciliata nella sede di
un’azienda legata al Gruppo Telecom, contro cui lui si è scagliato più e più volte?
sassoon-shoshans-family

APPUNTI DI STORIA: LA FAMIGLIA SASSOON, alias SHOSHANS

Famiglia giudea le più ricche ed antiche del mondo, probabilmente di origine mesopotamica.
I Sassoon infatti deriverebbero dai Shoshans, uno dei cui esponenti più importanti fu il Principe
(“Nasi”) spagnolo Ibn Shoshans (Yazid ibn Omar ha-Nasi).
Nel Cinquecento, per sfuggire alle ritorsioni spagnole, i Sassoon si rifugiarono a Baghdad.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale furono tra i protagonisti della formazione dell’Irak, il cui
primo Ministro delle Finanze fu proprio Eskell Sassoon, che diresse questo ministero per ben
sette governi consecutivi.
In questo ruolo Sir Eskell firmò l’accordo con British Petroleum, pretendendo che i proventi
iracheni per l’estrazione del petrolio fossero corrisposti in oro e non in sterline.
L’idea si sarebbe rivelata geniale, poiché nonostante l’abbandono del Gold Exchange Standard
degli anni Trenta, con conseguente flessione della sterlina, l’Iraq non avrebbe risentito della crisi
internazionale.
Nella prima metà dell’Ottocento il nonno di Sir Eskell, David Sassoon, fondò una grande banca a
Bombay, la David Sassoon & Co, diventando una delle personalità più influenti dell’India.
Il fratello di David, Albert Abdallah David Sassoon, per i giganteschi guadagni procurati alla
Corona inglese, nel 1890 fu addirittura nominato Barone dalla Regina Vittoria.
David, tramite la sua banca ed i virtù del prestigio della sua famiglia, ottenne dalla Banca
d’Inghilterra (controllata dai Rothschild), il monopolio in India per lo sfruttamento del cotone
, della seta e dell’OPPIO.
Soltanto in un anno, tra il 1830 ed il 1831, David vendette 18.956 casse di oppio. I suoi otto figli,
inviati in tutti i posti chiave del commercio in Oriente con la solita tattica Rothschild, riuscirono
ad estendere il loro monopolio dell’Oppio in Cina ed in Giappone.
In quei Paesi i Sassoon hanno naturalmente aperto importanti filiali della loro banca, a cui
hanno aggiunto, società finanziarie, gigantesche aziende tessili ed agricole ed imponenti società
di assicurazioni come la Oriental Life Insurance.
La scintilla che fece scoppiare la Guerra dell’Oppio tra Inghilterra e Cina vide proprio i Sassoon
come i principali protagonisti.
Nel 1839 l’Imperatore cinese Dao-Guang proibì l’assunzione ed il commercio di questa sostanza.
I suoi soldati gettarono nei fiumi migliaia di casse di droga appena uscite dai laboratori di
Canton della famiglia Sassoon, che chiesero aiuto al Governo britannico tramite
l’intermediazione dei Rothschild (i quali, insieme alla Regina, fino a quel momento avevano fatto
grandi affari con i Sassoon proprio grazie all’oppio).
E la guerra iniziò.
Dopo tre anni il Trattato di Nanchino sanciva la piena legalizzazione dell’oppio in Cina, la
sovranita della vittoriosa Inghilterra su diverse aree costiere del Paese e un forte risarcimento
(pari a due milioni di sterline) ai “danneggiati” Sassoon.
Da notare che i cinesi dovettero pagare interamente anche le spese di guerra agli inglesi, per la
favolosa cifra di 21 milioni di sterline.
Il monopolio della droga da parte dei Sassoon, però, si limitava alle zone costiere della Cina,
così alla ricca famiglia fu necessaria una seconda Guerra (1858-1860), per sperare di
raggiungere finalmente l’obiettivo dell’esclusiva sulla vendita di oppio in tutto il territorio
nazionale.
Il nuovo conflitto fu sanguinosissimo, gli inglesi non esitarono a radere al suolo e saccheggiare i
templi ed i santuari di Pechino.
Il successivo Trattato di Pace, stipulato il 25 ottobre 1860, assicurò ai Sassoon l’esclusiva del
commercio di droga sui sette ottavi della Cina.
L’Inghilterra riuscì ad annettersi Hong Kong oltre ad una serie di altre zone strategiche
all’interno della nazione.
Gli affari di famiglia si moltiplicarono, grazie anche al contributo della società Russell &
Company, che armava per conto dei Sassoon le navi commerciali che  trasportava oppio
dall’India alla Cina tornando indietro cariche di Tè.
La società (fondata dal cognato di William Huntington Russell, co-fondatore della discussa
società segreta Skull & Bones), era in mano a Warren Delano, principale azionista, nonno
materno del futuro Presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, il quale ereditò una
gigantesca fortuna proprio grazie a questa joint venture con i Sassoon.
All’inizio degli anni ’80 dell’Ottocento la famiglia Sassoon poteva ormai contare su un immenso
commercio di oppio, che nella sola Cina superava le 105 mila casse all’anno.
Nel 1887 Edward Albert Sassoon sposò Caroline Rothschild e l’alleanza economica tra le
due famiglie fu consacrata definitivamente.
Un’alleanza Rothschild/Sassoon/Delano Roosevelt che causò – e causa ancora – la morte di
milioni di cinesi.
I Sassoon, al giorno d’oggi, possiedono la ED Sassoon Bank, la David Sassoon & Co Bank,
l’Oriental Life Insurance e controllano, tra gli altri, The Observer ed il Sunday Time.
Enrico Sassoon – Direttore dell’Harvard Business Review Italia, Amministratore delegato di
StrategiQs Edizioni, Presidente di Leading Events e di Global Trends, esponente di spicco
dell’Aspen Institute Italia (di cui è Presidente Giulio Tremonti), nonché fondatore e principale
azionista della Casaleggio Associati (società di comunicazione informatica che gestisce, tra
l’altro, le edizioni ed il blog di Beppe Grillo) – è fratello del noto sociologo Joseph Sassoon, che è
anche fondatore e Presidente della Alphabet. Il loro padre, Léon Sassoon – importante
imprenditore siriano con un forte giro d’affari in Siria ed in Italia – è stato Presidente e Tesoriere
della Sinagoga di Holland Park, a Londra.
deca

9 commenti:

  1. Bella storia degna della fantasia di un grande Troll:peccato che non stia in piedi, difatti gli Italiani non avevano bisogno del m5s per vanificare la loro rabbia, perche’gli avvenimenti da diversi anni a questa parte hanno dimostrato che non si ribelleranno mai,anche se dei motivi ne avrebbero a bizzeffe per farlo.
    E dunque che bisogn cera di creare il m5s per incanalare e gestire la loro rabbia che di fatto sie dimostrato non esplodera’mai.

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  2. Fantasia di un troll?
    Adesso per cortesia ci spiega?

    No perché il troll scrive bugie……e in questo articolo io non ne vedo bugie.

    Gl’italiani che si ribellano ci sono. Non ne sentirà parlare, per ora, ma ci sono……anzi ci siamo.

  3. …é straordinario leggere interventi di persone che sostengono la non veridicitá di fatti e atti documentati senza presentarne di alternativi o comunque idonei ad evidenziare il “falso” in questione. Caro Corrado1950, anteporre tesi e controtesi a fatti ormai conclamati, ma evidentemente falsi solo per coloro che hanno davvero il prosciutto negli occhi e l`ovatta nelle orecchie ci fá comprendere come il “Vero Potere” puó orchestrare la sua infamia a lungo termine.

  4. A parte il fascino provato per la lettura di siffatta fantasiosa romanza, che merita i complimenti al regista. Ma chi se ne frega di tal gattopardesca congiura. Scusa la franchezza e se dovesse anche essere vero, quanto affermato in questo testo che fa invidia alla storia “famiglia karamazof ” 2 la vendetta. Continua a mettere insieme simili sceneggiature, le leggerò volentieri. nel frattempo il movimento, fatto di cittadini, di elettori che hanno comunque saputo portare il movimento in tempo record, a diventato il primo partito d’Italia. Staremo a vedere se i signori di cui parli verranno a dirci, “abbiamo scherzato eravamo travestiti da indiani, ma in realtà siamo soldati (lunghi coltelli) ora ci prendiamo il piatto ricco e vi riportiamo nelle riserve, da cui vi eravate illusi di uscite per sempre grazie a un comico)” Io credo fortemente in quel comico e voglio condividere il suo progetto che è sempre stato il mio sogno. Tu comunque continua, non sia mai che salvi l’Italia dal cialtrone ROBI OOD.

  5. Questa ‘Favola’ la scrissi oltre un anno fa in un gruppo, dopo di che fui linciato dai grillini del gruppo. E’ tutto vero frater, solo il finale sara’ diverso, xche’ la coscienza globale si sta risvegliando e loro nn potranno piu’ manopolare il mondo come hanno fatto fino ad ora.

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  6. E’ sUna frittura mista di frammenti di verità e deduzioni illogiche e smentibili sempre. SASSOON….ad esempio io non mi accontento di sapere che era imparentato con un componente….VEDIAMO CHI ERA….Colui che è incapace di emozioni …parla un’altra lingua:. Questa!…… A me ricorda molto un componente il Governo Unico Mondiale: Rothschild! Non vede l’ora di finanziare un’altra guerra con l’intento di godere dell’inginocchiarsi di re e regine. Vecchio banchiere che pare ringiovanire…ma qual è il segreto? Non ha emozioni! Non gli interessa del popolo. Ha imparato l’arte di staccarsi dal coinvolgimento emotivo; ed il risultato di questo? Non strapazza il suo corpo, è spinto dal potere, vuole finanziare la prossima guerra, vuole essere servito dal prossimo Capo di Governo, vuole partecipare alle loro nomine e renderli partecipi della sua politica e che la progenia segua la stessa strada. Ha un piano molto chiaro per il futuro e la sua grande arte è che non gli è mai importato nulla di chi moriva in guerra; non ha senso di colpa, semplicemente non si occupa di gente che è così cieca e sciocca e che non merita d’esser preservata, è molto astratto…..Ha avuto la capacità di avere una lunga vita perché non consuma e non lacera emotivamente il suo corpo. Lui trova i popoli USA e GETTA, la gente non sa fare ciò che lui sa fare. Il mondo dei profeti e del potere è il suo, anche se non c’è nessuna visione celestiale, ma….sono già andati su luna … su Marte e oltre; In sostanza ha finanziato la sua fuga su questi pianeti in caso di pericolo. Grande calcolatore. Il modo più veloce per raggiungere i suoi obiettivi è mettere da parte i lamenti personali e lavorare per raggiungere quegli obiettivi….è altruista solo verso i propri risultati personali. Ha vissuto per grandi obiettivi, ha eliminato lo sciupio della sua vita senza lasciarsi coinvolgere emozionalmente con cose come … pietà e simpatia. Solo dipendente dal successo, così come coloro che l’hanno preceduto; ha visto i grandi governanti del mondo inchinarsi davanti a lui. Sta puntando ad un mondo senza leader, ha dato un occhiata alla folla e dice: Hanno bisogno di molto intrattenimento…. farò continuare il vostro dramma e ne diventerete dipendenti…. vivrete per il resto della vostra vita per i vostri dolori e opere che vi servono ….. vi darò ciò di cui siete coinvolti e ne trarrò profitto….in altre parole VI DARO’ I CIRCHI DI ROMA. Vi manderò tutti lì mentre io prenderò le decisioni per il mondo; e tutte le persone sciocche ci vanno invece di dire: SE TUTTI VANNO DA QUELLA PARTE CHI SI OCCUPA DELLA BARACCA? Quella è una persona intuitiva. Rothschild ha reso schiavo il mondo intero….. ama le religioni perché le religioni hanno nemici, sono tribali e le usa per controllare la tribù. La banca Mondiale controlla le proprietà del mondo. Questo è un nemico enorme e formidabile. QUESTO E’ COLUI CHE CI RAPINA GRAZIE ALLA IGNORANZA DELLA GENTE …agli eccessi degli umani….al bisogno di avere emozioni ogni giorno…..chi è il supremo predatore che possiede tutto e che intrattiene ogni giorno e fa appello alla natura competitiva umana che agisce senza pensare. Che cosa lui vuole che la gente non faccia…che siate responsabili. ORA, se pensate che il M5S stia preparando una guerra o schiavizzando i cittadini italiani SIETE FUORI STRADA anche se le opinioni sono tutte rispettabilissime (QUANDO NON C’E’ MALAFEDE).

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  7. Non sono basito. Il tutto trova conferma soprattutto nell’ermeticità dello staff e nella non trasparenza degli intenti politici di Grillo e Casaleggio a favore del popolo “incazzato”. Aggiungerei che nelle ultime amministrative del 2016, le liste candidabili del M5S di 600 comuni chiedevano la certificazione all’uso del simbolo e del nome. Furono rilasciate solo 251 certificazioni. Segno questo che i vertici M5S non hanno mai voluto entrare negli uffici istituzionali per rappresentare i cittadini contro il sistema oligarchico. Avrebbero perso il controllo di tutti e seicento candidati sindaci !!

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  8. Mi reputo un attivista M5S e ho letto quanto scritto qui sopra.
    Sfortunatamente non ho la cultura e la preparazione per capire appieno tutto quanto, quindi non commento sulla veridicità o meno di quanto esposto, ma prendiamolo per buono.
    Il problema è che, in un modo o nell’altro, bisogna pur partecipare alla politica del proprio Paese e del proprio paese, io mi interesso particolarmente del mio paese, della mia città.
    Abbiamo formato un gruppo, sinceramente attivo e affiatato per adesso, che sta facendo del proprio meglio per migliorare le cose, in questo caso il M5S sembra un contenitore buono, funzionale ed affidabile, ma forse perchè siamo microscopici.
    Quanto detto sopre, quello che sta dietro, per ora, non ci tange.
    Inoltre accade che, periodicamente, ci chiamino a votare e, in quella occasione, si apre un foglio con tanti simboli di partiti politici.
    Mentre li guardo mi viene il vomito, da Rifondazione, Sel, Sinistra italiana, PD, FI ecc ecc e M5S invece, per adesso, mi dà fiducia, mi sembra stia operando bene.
    Sarà il meno peggio?
    Può essere, ma in attesa di tempi migliori, se mai ce ne saranno…..

    Rispondi

  9. Non so se quanto scritto corrisponda a realtà , ma sono altresì certo che il M5S è stato creato ad hoc dalla finanza mondiale per evitare che il 40-45 % degli Italiani incazzati scendessero in piazza con i forconi e i fucili…probabilmente senza i grillini …ora non solo non saremmo più nell’euro , ma probabilmente tanti di quelli che attualmente rigovernano questa colonia …sarebbero dovuti scappare all’estero …come fece Craxi,

    https://decamentelibera.blogspot.it/2017/02/la-vera-storia-del-m5s.html

Sebastiano Barison

 

Sebastiano Barisoni è un giornalista economico di Radio24 che qualche giorno fa ha preso in giro un ascoltatore che gli faceva notare che il terrorismo mediatico che avevano fatto sulla svalutazione della moneta in caso di uscita dall’euro non traspariva più quando parlavano della svalutazione dell’euro che c’è stata negli ultimi mesi, come se le scuse accampate per non uscire dall’euro fossero appunto solo pretesti. La domanda dell’ascoltatore è stata: “ma se va bene l’euro debole allora perché non va bene la lira al posto dell’euro?“. Seguono le risposte di Barisoni e un’analisi ragionata.

Barisoni: Non lo so. Si faccia una domanda e si dia una risposta come dice Marzullo,
Quando un problema non si vuole discutere nel merito si prendono in giro gli ascoltatori.

Barisoni: Forse perchè l euro ce l hanno tutti i paesi ai nostri confini, esportiamo 50% e importiamo più del 50% dall area euro
Abbiamo storicamente sempre esportato e commerciato con i Paesi più vicini a noi, ma non perchè hanno l’euro, semplicemente perchè sono più vicini e la vicinanza geografica li rende i più facili con cui commerciare da quando c’era l’Impero romano. Al contrario le esportazioni verso l’area euro sono in continua decrescita da quando abbiamo l’euro. Solo nel 2007 erano quasi il 60%, oggi meno del 50%. Le uniche aree in crescita per le nostre esportazioni sono quelle fuori dalla zona euro come evidenziato da studi sull’export italiano: “i mercati emergenti rappresentano attualmente la quota maggiore delle esportazioni, mentre la rilevanza dell’area euro si è notevolmente ridotta”

Barisoni: forse perchè il nostro debito è in euro
Il nostro debito pubblico è emesso sotto legge italiana per il 94%. Questo vuol dire che il fatto che in caso di uscita dall’euro il 94% del debito pubblico sarebbe ridenominato nella nuova valuta. Sarebbe un vantaggio per l’Italia in caso di svalutazione della moneta rispetto all’euro e un modo per le banche centrali estere a non far svalutare eccessivamente la nuova valuta costringendole a supportarla.

Barisoni: forse perchè i mutui sono espressi in euro
I mutui verrebbero ridenominati nella nuova valuta per cui nulla cambierebbe per i cittadini.

Barisoni: forse perchè se dovessimo fare un cambio tra il nostro debito in euro e in lire non riusciremmo a pagare gli interessi sul debito
L’Italia ha un avanzo primario positivo per cui l’unico motivo può chiedere di essere finanziata è per pagare gli interessi sul debito pubblico esistente che sarebbe ridenominato nella nuova valuta e quindi i crediti dei Paesi esteri sarebbero svalutati del 30% circa nell’arco di un anno. Lo spread sarà tenuto sotto controllo dal fatto di avere la Banca d’Italia come prestatore di ultima istanza che quindi calmiererà i tassi. Inoltre con l’Italia che torna a crescere con la sua sovranità monetaria il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito perché ciò che guida i rendimenti sui titoli pubblici è prima di tutto la sostenibilità del debito

Barisoni: non lo so son degli spunti a cui la lascio visto che lei è innamorato della lira
Sono solo spunti di discussione sempre che una discussione qualcuno vorrà farla prima di vedere l’Italia ai livelli della Grecia. Da quando abbiamo adottato l’euro la produzione industriale italiana è calata di oltre un quarto, come se tutto il centro italia avesse chiuso le fabbriche. Nello stesso tempo la Germania ha aumentato di un quarto la sua produzione industriale, come se le politiche economiche sull’euro a cui ci inchiniamo dando del Marzullo ai cittadini critici non fossero e non siano “del tutto favorevoli all’Italia

 

«Stiamo andando verso un nuovo 1992

Tremonti: «Stiamo andando verso un nuovo 1992 (ma il mondo è totalmente diverso)»

Intervista al senatore, nelle librerie col suo nuovo saggio “Mundus Furiosus”: «Lo politica non ha capito che la rete e la globalizzazione hanno cambiato tutto. Sembrano i generali francesi dietro la Maginot. La riforma elettorale di Renzi? Realtà virtuale»

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1 Agosto 2016 – 08:04

Tutto si può dire di Giulio Tremonti, tranne che non sappia guardare lontano. Soprattutto se si leggono i suoi libri. Da “Nazioni senza ricchezza a ricchezza senza nazioni’, che più di vent’anni fa traguardava la globalizzazione a “Il fantasma della povertà”, del 1995, in cui prefigurava l’attuale grande migrazione dal Sud del mondo, verso Nord e verso Occidente, a “Rischi fatali”, del 2005, in cui preconizzava il declino dell’Europa vecchia, il pericolo dell’ascesa cinese e lo sterile fideismo verso il “mercatismo suicida”. O ancora “La paura e la speranza”, del 2008, in cui raccontava l’avvicinarsi dello spettro di una crisi finanziaria globale. A valle, un cable americano svelato Wikileaks che Tremonti rivendica orgogliosamente: «Tremonti ha sempre espresso forti dubbi in merito ai benefici della globalizzazione, e (ha) una filosofia economica eclettica». Soprattutto, preoccupavano gli americani la sua volontà di «riforme radicali nelle finanza internazionale», come «abolire gli hedge fund e creare nuovi ruoli per il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale nel supervisionare i mercati finanziari». Non uno di quelli alla Joao Manuel Barroso, che diventano presidenti di Goldman Sachs dopo la carriera politica, per intenderci.

Se queste sono le premesse, anche l’ultima fatica del professor Tremonti, rischia di passare ai posteri come un sinistro “memento mori”. “Mundus Furiosus” si intitola ed è il racconto di crisi attuali e prossime venture – finanziari, geopolitici, istituzionali, sociali – che minano le fondamenta del Vecchio Continente, un tempo, per l’appunto, denominato come “mondo furioso”. Un libro scritto lo scorso inverno, prima che nel referendum britannico prevalesse il voto di chi voleva uscire dall’Europa. Soprattutto, prima della sanguinosa offensiva jihadista delle ultime settimane: «Il problema dell’Europa non è solo in Europa. Non puoi capire quel che succede in qualunque posto se non parti da lontano. La globalizzazione impone un metodo. Uno dei limiti culturali di oggi è che si prende il particolare e lo si usa per raccontare il generare. È sbagliato: se c’è un tempo in cui la storia non è chiusa in un luogo, è questo».

Qual è, allora, lo scenario di fondo cui ascrivere la crisi dell’Europa?
Lo scenario va oltre i confini dell’Europa e c’è il rischio che coincida con la crisi della società occidentale. Se vogliamo far finta di essere persone di cultura, possiamo rifarci a “Declino e caduta dell’Impero Romano” di Gibbon. La storia dell’impero romano da lui narrata si chiude con la tragedia finale, con la caduta. Una dinamica che si sviluppa su due piani e con due traiettorie. Sul piano orizzontale, Roma si estende troppo, va quasi oltre i confini della natura. La traiettoria verticale è quella della caduta dei valori. Ora, è vero che la storia non si ripete mai per identità perfette, però qualche analogia c’è. E va considerata proprio per evitare all’Occidente di fare una fine come quella di Roma.

La nostra crisi sul piano orizzontale qual è?
Lei ricorda l’antico slogan rivoluzionario “collettivizzazione ed elettrificazione”? Uno slogan nuovo e molto più vasto è “globalizzazione più rete”. Questa combinazione non solo estende, ma dilata i confini dello spazio. Aggiunge e sovrappone alla realtà fisica una dimensione metafisica. Lo vede scorrendo dalla finanza forzata per algoritmi con frequenza parossistica, lo vede nell’annichilamento delle masse, nella solitudine nella moltitudine, generata dagli smartphone, lo vede nella caduta delle antiche gerarchie nell’anarchia, lo vede nella micidiale combinazione tra arcaico e ultramoderno propria delle immagini usate sulla rete dal terrorismo. Se vogliamo sdrammatizzare, un sistema di videogame. Parlando della finanza usavo l’immagine della sequenza dei mostri in arrivo. Se il videogame della finanza è dominato dall’idea irresmposabile del lucro, altri sono dominati dalla cifra del terrore. Si tratta di cose totalmente diverse, ma si collocano comunque tutte nella dimensione estremizzata del nuovo spazio.

E la traiettoria verticale?
Nel mondo in cui siamo entrati, si troverebbe benissimo Eliogabalo con il suo speciale set di valori e stili di vita. Un mondo molto lontano da quelle che sono state le radici della vecchia Europa e penso anche dell’Occidente. Un mondo neanche tanto pagano, quanto piuttosto dionisiaco, panteista. Un mondo in cui si ammettono per lo stesso individuo identità multiple. Per esempio, uomo di giorno, donna di notte. Un mondo in cui un matrimonio si celebra con un clic, in cui la dieta prende il posto di Dio, l’estetica il posto dell’etica.

Come mai, questa crisi di valori?
Ciò che impressiona, ma in parte anche spiega la cascata fenomenica dei valori, e con questa la caduta della civiltà occidentale nella sua dimensione sociale, è la scomparsa del tempo. Prima, nella dimensione del tempo, eri responsabile verso le generazioni passate e verso quelle future. Nell’era del tempo istantaneo, questi vincoli di responsabilità, queste dimensioni scompaiono.

Se noi assomigliamo all’impero romano, i barbari di oggi sono i migranti?
Non userei la parola “barbari”. Chi migra non è un barbaro. Comunque, i barbari non avevano la televisione, ma comunque “sapevano” dell’esistenza di Roma. Questi non sono barbari e hanno le televisioni. È la televisione il motore virtuale che muove le masse. Un motore più forte dei motori a scoppio. È un processo che ha alla base masse di persone che si spostano da sud a nord. A lato ci sono i nuclei rivoluzionari, prima Al Qaeda, ora l’ISIS.

 

«Di troppa finanza si muore. E muore la finanza stessa. E non per caso ma pour cause, Marx vede nei tassi zero la fine del capitalismo. Qui c’è il rischio di una finanza insufficiente per eccesso. Quasi quasi è più capitalistico il falsario di Napoli che che in tempo reale, con perfetta tecnologia, riproduce le nuove banconote da 20 euro»

È la televisione che muove le masse verso l’Europa?
La storia si ripete per analogie, mai identica. Nel 1995, ne “Il fantasma della povertà”, scrissi che le televisioni, trasmettendo l’immagine del nostro benessere attivavano un processo opposto a quello coloniale: non noi da loro, ma loro da noi. In “Mundus Furiosus”, invece, cito i disegni dei bambini dei paesi più poveri esposti su un tavolo alla Biennale di Venezia. Sono tutte immagini del nostro benessere, ricevute attraverso la televisione. Un caso in cui gli artisti dimostrano di capire la realtà più dei politici. Certamente sono processi che si sviluppano attraverso le strade della tecnologia. Il potere dell’immagine è molto più potente del motore a scoppio.

Le cito un testo che lei stesso ha scritto nel 1998, su Liberal:«L’uomo di internet sembra infinitamente potente, libero di ibridare dimensioni eterogenee: reale e virtuale, universale e particolare», scriveva. Aggiungendo, però, che c’era un rischio: «che il combinato mercato-media soffochi la democrazia».
La ringrazio per le citazione, a cui replico con un’altra citazione. Lo scorso 27 luglio, sul Fatto Quotidiano, Daniela Ranieri ha scritto un articolo intitolato “Nuovo jihad e Pokémon Go, il videogame del nichilismo” che mi è molto piaciuto e che dice più o meno le stessa cosa: che quel che hanno in comune la app per dare la caccia ai mostri e le stragi imprevedibili di quest’estate hanno in comune la caduta della barriera tra reale e virtuale.Un altro caso di ibridazione tra reale e virtuale e tra fisico e metafisico è la finanza. È come un videogame, pure quella: virtuale massimo, reale minimo.

Le diranno che sta paragonando la finanza globale allo Stato Islamico…
No, certo. Sono realtà totalmente diverse. Hanno in comune la cifra della non realtà o della distorsione strumentale della realtà. La differenza è che uno, il terrorismo, è il male. L’altro, la finanza, forse non è il bene.

In che senso “non è il bene”?
Di troppa finanza si muore. E muore la finanza stessa. E non per caso ma pour cause, Marx vede nei tassi zero la fine del capitalismo. Qui c’è il rischio di una finanza insufficiente per eccesso. Quasi quasi è più capitalistico il falsario di Napoli che che in tempo reale, con perfetta tecnologia, riproduce le nuove banconote da 20 euro. L’effetto ricchezza di Napoli non è poi tanto diverso dall’effetto ricchezza di Francoforte.

«La nuova legge elettorale non difende la democrazia ma all’opposto la stravolge, a partire dalla pretesa di trasformare in maggioranza la minoranza della minoranza»

Tutto questo cosa produce sul futuro della politica?
Credo che tutto quanto è successo negli ultimi venti anni abbia cancellato tutte le letture politiche, tutte le dialettiche costruite negli ultimi duecento anni. Credo che sia essenziale capirlo. Diversamente, i politici rischiano di fare la fine dei generali francesi della Maginot che fermi all’interno della super-trincea cementata della Maginot ignoravano la forza politica e rivoluzionaria del motore a scoppio.

Questo si applica a elettorato italiano…
La mia impressione è che la situazione attuale sia abbastanza simile a quel che è già successo nel 1992. Molto simili gli elementi della confusione e della illusione. Del resto, nella storia quello italiano è il laboratorio politico per eccellenza. E lo vedi nei numeri. Tu oggi hai il 50% degli aventi diritto che non vota, equamente distribuito da chi lascia fare e da chi è schifato dalla politica. L’altro 50% va poi nettizzato di almeno un 5% di voti bianchi o nulli. Inoltre, all’interno di quel meno della metà che vota hai la prevalenza delle forze che il pensiero convenzionale definisce nella migliore delle ipotesi, anti-sistema, nella peggiore – meglio, in quella che per loro è la peggiore – come populiste. In questo scenario, se vuoi recuperare voti, non devi parlare ”da politico di politica“. L’unica via è quella della realtà. Tentando di intercettare i bisogni e le speranze dei popoli. In ogni caso dal basso e non dall’alto. E in ogni caso, dalla verità e non dalle bugie..

Il senso della legge elettorale e della riforma costituzionale, stando alle parole di chi la sostiene, è quella di ridare alla politica gli strumenti per poter agire sul contesto. Lei che ne pensa?
La riforma elettorale disegnata dal governo è costruita in funzione di una governabilità da ottenere con la leva di un vastissimo premio di maggioranza. La tecnica dei premi elettorali si basa su di una finzione politica, che trasforma la minoranza in maggioranza. A fin di bene, naturalmente: per assicurare che ci sia comunque un governo.

È un altro videogame?
Ricorda l’Homo Ludens di Johan Huzinga, secondo cui il gioco è fondamento di ogni cultura dell’organizzazione sociale. Se ci fa caso, pure il sistema elettorale primigenio e principe, quello inglese, si chiama “first past the post” (il primo oltre il palo, ndr), come in un torneo medievale. E un sistema che funziona in condizioni di normalità, ma non funziona in un tempo come quello presente in cui devi governare fenomeni globali ad alta intensità e complessità: le migrazioni e il terrorismo internazionale, la degenerazione della finanza, gli effetti sociali della rivoluzione digitale, la crisi generale dell’Europa. In questi termini, la nuova legge elettorale non difende la democrazia ma all’opposto la stravolge, a partire dalla pretesa di trasformare in maggioranza la minoranza della minoranza.

Si spieghi meglio…
Un partito potrebbe vincere ballando tra il 40% e il 30%… del 50%. In questo modo chi ha poco più del 15% dei voti, si prende il 51% dei seggi. Se non è realtà virtuale pure questa. Con un particolare in più: che altri videogame, nel bene o nel male, funzionano, nella realtà. Qui invece perdi in partenza, non hai alcuna legittimazione. Se parti così, non ti fanno nemmeno fare le nomine per amici e parenti. Non è che ti mandano a casa. Ti vengono a prendere a casa.

Dalla Renz1te all’orchite!….

Goffredo Bettini Headshot

Matteo si è impigliato nei renziani-andreottiani. Adesso riunisca il campo della sinistra

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Nel Pd sembra di vivere un finale di partita. Renzi è stata una grande occasione per arginare il populismo e innovare la repubblica. È persino stucchevole motivare: il trionfo alle primarie; il 40% alle europee; la speranza da lui accesa in tutta la classe dirigente democratica europea e americana.
La minoranza interna fin dall’inizio lo ha considerato un estraneo, contrastandolo con ogni mezzo. Tradendo, cosi, l’ispirazione dei comunisti italiani mai settaria.

La reazione del segretario è stata di sottovalutazione di tale contrasto e di sopravvalutazione della forza del suo consenso. Si è chiuso in una cerchia di fedelissimi; ha varato un governo non tutto in grado di reggere compiti di alta responsabilità; ha formato una segreteria nel complesso incapace di dirigere il partito, lasciato a se stesso.

Così mentre Renzi proclamava l’innovazione, nei territori il suo gruppo dirigente, in particolare l’organizzazione, riciclava alleanze con i trasformisti dell’ultima ora, ordiva strategie confuse e alla fine fallimentari, in molti casi con uno stile andreottiano, persino rivendicato.

Così, il miglior talento politico emerso negli ultimi decenni si è andato via via ad impigliare, privo della lucidità necessaria in grado persino di assumere almeno alcuni contenuti giusti posti dalla minoranza. Il referendum e il modo di affrontarlo è stato l’ultimo decisivo passo lungo questa deriva. Oggi siamo nella confusione più totale. Non so cosa succederà nella direzione convocata per domani.

Si grida al pericolo di Grillo. Ritengo Grillo insopportabile, a partire dal suo eloquio. Ma attenzione! Per certi aspetti lo dovremmo persino ringraziare. In una fase di crisi spaventosa, in realtà, ha congelato i peggiori istinti populisti e anti democratici (anche se il movimento 5 stelle non è fatto solo di questa pasta) in un contenitore tutto sommato innocuo, non eversivo; in alcuni casi governato con una sapienza da prima repubblica, a dispetto di ogni coerenza sui contenuti e sulla linea politica.
Grillo, ci ha dato un tempo nel quale potevamo riorganizzarci; rimandando qui da noi l’ondata di destra che ha investito l’Europa e l’occidente.

Grillo è un fenomeno transitorio; una, due, mille Raggi ne decreteranno la decadenza politica e la diminuzione dei consensi. Tuttavia, la pausa che ci ha concesso potrebbe finire rapidamente. Noi non l’abbiamo saputa utilizzare: tra divisioni, ideologismi, sete di potere, pratiche in alcuni casi disgustose per i cittadini.

Trump può essere la scintilla che incendia anche l’Italia con una destra illiberale, xenofoba, aggressiva, che rimane il nostro vero avversario.

Che fare? Cercare di recuperare. Intanto evitando due opzioni sbagliate presenti in mezzo a noi.

Un ritorno indietro: la scissione per fare un partito di sinistra “old style”, per la felicità di qualcuno che vuole mantenere un qualche potere, ma del tutto inutile per l’Italia.

Oppure, l’accelerazione nella costruzione di un partito personale, del capo, che ambisca da solo al 40%. Con la tradizione della sinistra italiana spenta in un mero supporto ad un progetto politico confuso e imprevedibile.

Tra queste due opzioni c’è un campo enorme da organizzare. Questo dobbiamo fare: organizzare questo campo. Campo è una parola che uso da più di 10 anni. Oggi è tornata prepotentemente con la proposta di Pisapia. D’Alema stesso ha parlato di un campo di associazioni, di società civile, di energie della cultura, in particolare giovanile, da valorizzare e includere.

Bene. Se fossi in Renzi, in preparazione del congresso e delle elezioni, mi intesterei questo compito, o tentativo: unire in forme nuove questo campo che potenzialmente può arrivare al 40%. Ma per unirlo è indispensabile rifondare la forma dei partiti.

Perché qui casca l’asino. Se si intende unire il campo sommando l’attuale PD, a vecchie o nuove aggregazioni tradizionali, in un gioco tra gruppi dirigenti, si ritornerà alle sconfitte del passato; alle alleanze spurie, litigiose, inconcludenti. E non basterà un premio di coalizione a cambiare le cose; semmai esso potrà amplificare ricatti e trasformismi. Solo la destra ne trarrebbe un vantaggio.
Il campo impone una nuova concezione dei partiti e della rappresentanza politica.

Il campo è una rete di luoghi dove gli iscritti e i cittadini si incontrano, discutono, prendono l’iniziativa, ma soprattutto decidono. Il campo è una cessione di sovranità dall’alto verso il basso. Il campo si confronta con la vita vera delle persone, nella sua rudezza, incompletezza, forse rozzezza. Il campo è una continua, trasparente, fertile tensione tra un leader, un gruppo dirigente eletti democraticamente e i militanti.

Esso va regolamentato e va garantita la decisione, anche rapida. Ma il campo non subisce l’iniziativa, la fa lievitare, la rende propria, la vive nella realtà, arricchendola. Il campo definisce indirizzi, contenuti e ideali: la libertà delle persone, la lotta alle ingiustizie, la cura degli ultimi, la spinta ad una crescita di qualità, l’occupazione e l’innalzamento culturale. Dentro tali indirizzi costruisce l’azione reale, elabora i programmi che non possono cadere dall’alto con illuministica e fallace presunzione.

Il campo non accetta correnti di potere, cordate manovriere, personalismi impropri, brame di incarichi immeritati. Il campo verifica qualità e capacità dei propri dirigenti, fa vivere aree di pensiero e di ricerca. L’anima del campo sono le persone, nell’esercizio delle proprie personali responsabilità, di fronte alla sinistra e alla Repubblica. Il campo è unitario di tutta la sinistra, dei progressisti e dei democratici che vogliono trasformare il paese e ambire a governarlo. Il campo non può includere il moderatismo centrista. Semmai può stipulare alleanze dopo le elezioni qualora vi sia una situazione di ingovernabilità. Ecco: se fossi Renzi, ricandidandomi, sfiderei tutti, in positivo, su questa proposta, giocandomi le mie carte in questa prospettiva di vera rifondazione della rappresentanza. Perché se non si parte da li anche le migliori proposte programmatiche non avranno orecchie disposte ad ascoltarle. Tanta è diventata la distanza tra la politica, le istituzioni, il potere democratico e i cittadini.

La minoranza del Pd apre il dibattito sulle dimissioni di Matteo Renzi. Guerini: “Superato livello di guardia, non si fa bene al partito”

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Alla vigilia della direzione del Pd, la minoranza dem si riunisce alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, a Firenze, e dà vita all’iniziativa “Può nascere un fiore. Di nuovo, la sinistra”. A tenere banco sono le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del partito e il congresso. “Renzi dimissionario in direzione Pd? Quindi, ha ceduto. Ma è sicuro che ha ceduto e si dimette? Perchè può darsi che stanotte cambi idea, come gli capita spesso”, afferma Michele Emiliano. Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è critico nei confronti di Renzi e chiede un cambio di passo nel Pd: “Bisogna chiudere la lunga stagione del partito in franchising, del partito del capo, del leader che detiene il marchio e decide, comunica con l’altra parte rappresentata dal notabilato dei territori che è letale per la selezione dei gruppi dirigenti.

Roberto Speranza, altro esponente della minoranza del Pd, mette l’accento sula necessità di recuperare la fiducia “persa”. “Dobbiamo recuperare la fiducia di milioni di italiani che non hanno condiviso molte delle scelte fatte negli ultimi anni. Dal jobs act alla buona scuola, dalle politiche economiche e fiscali alle riforme istituzionali, abbiamo sommato rotture a rotture e perso un pezzo del nostro popolo”, scrive in un messaggio inviato ai partecipanti dell’incontro.

Il Nazareno smentisce i virgolettati di Renzi sulle dimissioni
Ancora una volta diversi quotidiani attribuiscono al segretario del partito democratico dichiarazioni e virgolettati che non ha mai fatto, nè reso ai giornali. Virgolettati, dunque, che sono smentiti. Come è noto, Renzi interverrà e parlerà domani nella direzione del Pd”. È quanto si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa del Pd in merito alle indiscrezioni che parlano della decisione dell’ex premier di dimettersi e avviare la macchina del congresso.

Guerini ci va già duro
“Se persino uno mite e calmo come me arriva a dire: finiamola con polemiche inutili che non fanno bene al Pd significa che si è superato il livello di guardia. Ogni giorno un se o un ma. Ogni giorno si pone una condizione. Vorrei essere chiaro: domani si terrà una direzione del Partito democratico in cui il segretario dirà in modo chiaro la prospettiva che intende proporre al partito e al paese”. Così Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, che prosegue: “da lì, dalla proposta che verrà avanzata ognuno, mi auguro, assumerà responsabilmente una posizione chiara. Credo sia venuto il momento di smetterla con la tattica dell’aspirazione al logoramento. A dicembre- ricorda- ci è stato chiesto di non fare subito il congresso, poi no elezioni senza congresso, poi no alle primarie, poi sì al congresso ma non troppo anticipato. Ora spunta la segreteria di garanzia. A tutti vorrei rispondere così: se si anticipa il congresso lo si anticipa davvero, senza formule fantasiose, ma con le procedure e la strada indicata dallo statuto e cioè convenzioni nei circoli e poi elezione del segretario con primarie aperte. Punto. Il resto mi sembra solo voler perdere tempo col vano tentativo di provare a logorare il segretario correndo invece il rischio di logorare il nostro partito. Finiamola con inutili polemiche che non fanno bene al Pd”, conclude.

Martina: “Basta polemiche”
“Da sempre un partito ha nel congresso il suo strumento democratico fondamentale per approfondire, confrontarsi e scegliere con il massimo della partecipazione possibile. Tanto più vista la fase in cui ci troviamo, io credo che il congresso rappresenti una scelta utile per tutta la nostra comunità. Anche chi lo chiedeva fino a qualche giorno fa dovrebbe riconoscerlo anziché prepararsi preventivamente all’ennesima polemica interna. Dovremo invece tutti impegnarci perché sia un momento vero, in grado di coinvolgere al massimo sul territorio iscritti, militanti ed elettori. Quelli che hanno a cuore la prospettiva del Pd diano una mano con spirito costruttivo e fermino polemiche e attacchi per lo più incomprensibili agli occhi di chi ci segue”. Lo afferma in una nota il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

Il tweet di Orfini lascia intendere che il congresso si farà

Sondaggio: gli elettori del Pd vogliono votare alla scadenza naturale della legislatura

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La maggioranza degli elettori del Pd vuole votare alla scadenza della legislatura, ovvero a febbraio del 2018. È quanto emerge da un sondaggio di ScenariPolitici per HuffPost. Il 58% degli intervistati è contrario a elezioni anticipate. Il 32% vorrebbe invece andare alle urne a giugno. Solo il 10% voterebbe in autunno.

data elezioni

Sulla legge elettorale da utilizzare per il voto, la maggioranza si schiera contro i capilista bloccati. A essere contrario è il 61%. Mentre per il 18% dovrebbero essere bloccati. Secondo il 21% è indifferente. Sul sistema elettorale preferito, il 56% vorrebbe il ritorno al Mattarellum. Al 44% invece basterebbe l’omogeneizzazione della legge elettorale della Consulta tra Camera e Senato. Per il 58% il premio di maggioranza dovrebbe essere dato alla lista, mentre il restante 42% lo vorrebbe dare alla coalizione.

capilista bloccati

modello elettorale

premio

La maggioranza degli elettori del Pd inoltre vorrebbe il congresso anticipato. Secondo il 62% il congresso dovrebbe celebrarsi subito o comunque prima di eventuali elezioni. Solo il 33% lo vorrebbe a scadenza naturale, ovvero a fine 2017. Qualora non si dovesse fare il congresso, il 71% dei sostenitori democrat vorrebbe le primarie per scegliere il candidato premier. Solo il 21% vorrebbe direttamente Matteo Renzi.

congresso pd

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Gad Lerner incorona Giuliano Pisapia: “Sarà il nuovo Prodi”

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LERNER

Giuliano Pisapia sarà il nuovo Romano Prodi. Lo sostiene Gad Lerner che in una intervista al Fatto quotidiano spiega: “Non è solo questione di fisiognomica, c’è il profilo culturale, la caratura morale e anche la qualità politica che mi spingono a questo paragone. È il solo che può federare, allargare il campo del centro sinistra”.

“Giuliano non è Mandrake che arriva e spacca tutto – osserva Lerner – Ma io so che con Renzi non è certo nemmeno che il Pd esista ancora da qui a qualche mese. Ha scelto di tenere il partito in ostaggio dopo che ha perso il referendum. Lo vedo disorientato, senza un orizzonte avanti a sé e un processo di atomizzazione delle istanze e dei profili. Correnti su correnti, minoranze che si distinguono e si sovrappongono”.

“A Milano – continua – Pisapia ha mostrato come si governa. Gentilezza e rigore. Mai dato adito a un’inchiesta, ha attraversato la città con i suoi piedi e le sue opere si vedono. Lasciatemi poi dire che Giuliano è l’unico che può raccogliere il vasto campo di una sinistra delusa, dispersa, ora silente”.