Archivio della categoria: Dai media

James K. Galbraith,

Il Governo non deve prendere in prestito per poter spendere

James Galbraith

di James K. Galbraith, Professore di government and business relations alla Lyndon B. Johnson School of Public Affairs alla University of Texas, è l’autore, tra i più recenti, di “Inequality and Instability” e presidente della Association for Evolutionary Economics.

Il tetto del debito fu promulgato nel 1917 per uno scopo: per ingannare il provincialotto tornato a casa. Non appena il Congresso iniziò ad aumentare il debito per finanziare la guerra, essi votarono il suddetto tetto per simulare tutt’altro. Ed è per questo che tutte le volte che viene raggiunto, deve essere aumentato.

Il tetto al debito è anche un anacronismo. È un concetto basato sull’idea che il Governo deve reperire moneta da qualche parte, prima di spenderla. Questo era vero nei giorni del Gold Standard. Non è stato vero, per questo paese, da almeno la creazione della Federal Reserve nel 1913.

Nel mondo attuale, quando il Tesoro firma un assegno, la tua banca accredita il tuo conto corrente. Questo è il modo in cui avviene la creazione di moneta. Il Tesoro, a quel punto, emette Titoli di Stato per drenare quella moneta.
Alle banche ciò fa comodo poichè i Titoli di Stato offrono tassi d’interesse maggiori rispetto alle riserve. Ma non c’è nulla di economicamente necessario per quanto riguarda i Titoli di Stato.
Tutto ciò è ovvio dato che la Federal Reserve ne ricompra molti, lasciando il pubblico con il contante che avrebbe avuto in primo luogo.

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Il depistaggio informatico

Nei talk show politici, opinionisti e conduttori continuano a perder tempo sul “nulla”, discettandsulla ipoteticaa reazione della Merkel e dell’Europa nel caso l’Italia sforasse il limite del 3% per rifinanziare la ripresa della sua moribonda economia, oppure dove e come trovare le risorse per ripagare il Debito Pubblico!…

Questi illustri opinionisti, naturalmente, evitano attentamente di chiedersi come potrebbero gli Stati Uniti America ripagare il loro astronomico Debito Pubblico di16 trilion idi dollari!…… Ignorando, evidentemente che debiti di questa entità si pagano con altri debiti, all’infinito!

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Come il fisco distrugge le imprese

Il caso di seguito descritto rappresenta la pressione fiscale complessiva subita da una piccola società con due soci, che ha realizzato, nell’esercizio 2012, un utile di appena 32000 euro. Una miseria, insomma. Eppure la pretesa del fisco è tale da richiedere alla società e ai soci il pagamento di circa 27 mila euro tra tasse e contributi, ossia quasi l’85% dell’utile realizzato.

Questo lo scandaloso schema riassuntivo,  evidenzia una palese ostilità nei confronti dell’impresa da parte di uno Stato nemico, in balia di Istituzioni irresponsabili.

come il fisco distrugge le imprese

 

La verità viene sempre a galla

La verità’ viene sempre a galla, inarrestabile ed in qualsiasi occasione!

L’aneddoto del grande Petrolini, che infastidito dall’invadente protagonismo di una spettatore gli grida:

”Guardi, io non ce l’ho con lei, ma con il suo vicino di sedia!…Per non avergli impedito di disturbare lo spettacolo”,

è servito ad Antonio Padellaro – giornalista di ispirazione di sinistra – per indirizzare il risentimento del popolo italiano non solo nei confronti di Silvio Berlusconi, ma anche verso la compiacente opposizione di Sinistra!

Nell’ultimo ventennio, è stata connivente e complice del Cavaliere consentendogli ogni destabilizzante iniziativa di governo a tutela dei suoi interessi personali, come del resto ammesso dall’Onorevole Luciano Violante in questo video: Continue reading “La verità viene sempre a galla” »

Depistaggio mediatico – Noam Chomsky

noam chomskyNoam Chomsky, “ecco 10 modi percapire tutte le menzogne che ci dicono”

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

1) LA STRATEGIA DELLADISTRAZIONE, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro). Continue reading “Depistaggio mediatico – Noam Chomsky” »

Depistaggio mediatico

Ecco la chiave per mettere in atto un perfetto DEPISTAGGIO MEDIATICO!…

Beppe Grillo ed altre star del cosiddetto antisistema (Stella, Travaglio, Chiare Lettere, etc…) potrebbero inconsapevolmente essere manovrati proprio da quel sistema, che li utilizzerebbe come contestatori del sistema proprio in funzione di valvola di sfogo!

Ascoltiamo in proposito Paolo Barnard…

 

Pares cum paribus facillime congregantur…

 

La destra e la sinistra da oltre un ventennio si alternano al governo del paese, scambiandosi reciproci favori, senza rinunciare al teatrino delle reciproche accuse e finte ostilità’.

Questo articolo, a firma Paolo Guzzanti, apparso il 28/09/2013 su “ilgiornale.it” della famiglia Berlusconi lo sottolinea ampiamente

Ma quante trame a casa Scalfari con Letta, Napolitano e Draghi

I garanti delle istituzioni politiche e finanziarie a cena dal profeta anti Cav. Sembra la riedizione del panfilo Britannia del ’92, dove si decise il crollo pilotato del Paese

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Abbasso l’Euro! Via dell’Euro!

da il Giornale.it

“L’euro è letale. L’Italia scelga di uscire subito”

«Di euro si muore». Edward Luttwak scandisce questo motto così, con l’aria di chi forse sta un po’ esagerando, ma neppure tanto. Perché l’Italia si trova a un bivio: pagare il conto salato per una scelta azzardata o continuare una «non vita da zombie» nel segno di un’austerity senza fine. Non è una profezia. Non è neppure un’opinione. È questione di logica, di numeri ed è ciò che pretende l’Europa. L’economista di Arad a volte è spietato, ma se lo fa è perché non crede nelle illusioni. Non ha mai pensato che l’euro fosse la mossa giusta per l’Italia. Siamo finiti, per scelta, nella casella sbagliata. E lui lo dice dal 1996. Scriveva. «Finirà come nel 1940. Allora l’Italia non aveva alcuna convenienza ad entrare in guerra, ma l’istinto del gregge fece sì che Mussolini, che pure l’aveva intuito, facesse questo errore. Si diceva, anche allora, tutte le potenze mondiali entrano nel conflitto, perché noi dobbiamo starne fuori? Siamo forse di serie B? E così l’Italia commise un grande errore».

Luttwak come Cassandra?
«Spero di non fare la stessa fine. Non sono un veggente e non dialogo con gli dei. Forse so leggere la realtà».

Una moneta non è una guerra?
«Sì, ma le conseguenze economiche a volte sono le stesse». Continue reading “Abbasso l’Euro! Via dell’Euro!” »