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COSA DICONO E DI CHI SPARLANO!….

 

L’INVITO SPASSIONATO

Vittorio Feltri, il consiglio a Luigi Di Maio: “Tavoli, poltrone… Giggino vai all’Ikea e non rompere”

16 Maggio 2018

Vittorio Feltri, il consiglio a Luigi Di Maio: "Tavoli, poltrone... Giggino vai all'Ikea e non rompere"

Nel mio piccolo vorrei dare un consiglio a Luigino Di Maio che considero un guaglione inesperto, benché ambizioso e con la testa in piena confusione. Lasci perdere la scalata all’ esecutivo, che lo sta impegnando in una impresa superiore alle sue forze.

Invece che aggirarsi nelle aule del potere, alla ricerca disperata di una occupazione stabile per sé e i sodali, si precipiti all’ Ikea dove troverà a propria disposizione tutte le poltrone, i sofà e le cadreghe che desidera.

Non ha bisogno di mendicare posti a sedere a Montecitorio, a Palazzo Madama e a Palazzo Chigi dove una folla di suoi colleghi ambiscono a sistemarsi. Se Luigino fa un salto al mercatone svedese può trovare ciò che gli preme per accomodarsi in attesa di accontentare i propri desideri di mantenuto a vita. Se decide di ricorrere al grande magazzino nordico me lo faccia sapere: sono pronto a pagare il conto dei suoi acquisti. Egli tiene molto all’ arredamento?

Sono sul punto di aiutarlo, gli andrò volentieri incontro per soddisfarne le aspettative. Non c’ è problema. Salderò le fatture senza fare una piega a patto che si tolga dalle palle istituzionali, con le quali non ha nulla da spartire. Coraggio, l’ Ikea è a sua disposizione a mie spese. Non esistono problemi. Lei ordina il numero di scranni che le servono per mettere le chiappe sul morbido, provvedo io al conto, purché la smetta di pretendere sia Salvini a garantirle un salotto di suo gradimento.

Non ne posso più delle trattative sceme del M5S con la Lega per impadronirsi del governo. Sono di una noia mortale, inconcludenti, prive di senso. Matteo ha sbagliato a fidarsi dei grillini, faceva meglio a rifiutare negoziati senza sbocco. Questo lo so.

Ma dopo due mesi di incontri sterili anche lei spero abbia capito che il demonio e l’ acqua santa non hanno alcuna probabilità di conciliarsi. Torni nella sua bella Napoli e la smetta di tediarci con la pretesa assurda di firmare contratti con il Carroccio che, nonostante tutto, è un partito serio a differenza del vostro, ridicolo e sconclusionato.

Caro Di Maio, sparisca dalla scena e la smetta di ingombrare il palcoscenico su cui non merita altro che di servire le bibite agli attori principali. Il luogo che può frequentare è soltanto l’ Ikea. La merce costa poco ed è adatta a lei.

di Vittorio Feltri

 

L’ARIA CHE TIRA

Vittorio Feltri da Myrta Merlino: “Salvini e Di Maio, una buffonata che farà perdere voti”

15 Maggio 2018

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Vittorio Feltri da Myrta Merlino: "Salvini e Di Maio, una buffonata che farà perdere voti"

“Una buffonata”. Così Vittorio Feltri, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira su La7, definisce senza mezzi termini la trattativa (impossibile) tra Matteo Salvini eLuigi Di Maio. “Una comica che fa solo perdere voti”, spiega il direttore di Libero, sottolineando come alla fine i due leader tra qualche giorno si incontreranno di nuovo e stabiliranno che non ha senso andare avanti. “Salvini è stato bravissimo a resuscitare un partito morto come la Lega, che ha preso al 3% e portato quasi al 20%. Ma ha sbagliato la gestione della trattativa di governo, di Di Maio non si doveva fidare e non doveva nemmeno iniziare a parlarci. E poi non ci sono le coperture per il programma del governo”.

Vittorio Feltri: “Il governo Lega-M5s non si farà. Ma se nascesse l’Italia piomberà nel buio”

19 Maggio 2018

Vittorio Feltri

Caro Zulin, ovvio che il contratto non sia tutto da buttare. Contiene varie buone intenzioni, peccato siano irrealizzabili in quanto troppo onerose.

La flat tax è una ottima idea, ridurre le tasse fa bene ai cittadini i quali ne pagano fin troppe, ora. Tuttavia simile provvedimento non si sposa con il reddito di cittadinanza, poiché abbassare gli introiti fiscali e contemporaneamente aumentare le spese significa raddoppiare le uscite. E in un Paese, l’Italia, gravato da un debito mostruoso, ciò significa sballare ancor di più il bilancio dello Stato.

Ogni iniziativa in favore del popolo è benvenuta, però i costi che comporta non possono essere sottovalutati. Si tratta di fare il conto della serva.

Se in casa mia spendo mille euro più di quanti ne guadagno, alla fine devo vendere i quadri e i tappeti per tenere in piedi la famiglia. Noi abbiamo già venduto tutto il vendibile e l’unica cosa che siamo obbligati a fare è risparmiare e non certo sperperare altro denaro. Viceversa il patto Di Maio-Salvini prevede il contrario. E cioè maggiori investimenti nel sociale e minori introiti pubblici. Se il programma si attuasse ci troveremmo con un deficit insostenibile e avremmo un carico di problemi difficili da risolvere.

Il libro dei sogni grillini e leghisti costituisce una lettura consolatoria, non vi è dubbio. Ma con quali palanche sia traducibile in pratica nessuno fino adesso ce lo ha detto. Di qui nasce la nostra contrarietà. Non è lecito dibattere di questioni economico-finanziarie con lo stesso stile in uso al bar sport. Serve competenza amministrativa per compiere operazioni tanto complicate, non bastano la buona volontà e il desiderio di donare benessere alla gente. La quale gente non va illusa e in seguito disillusa. Merita rispetto e non sopporta gli imbrogli di coloro che fanno sulle sue spalle giochi di prestigio inesistente.

I nodi prima o poi arrivano al pettine. Questo governo non s’ha da fare e non si farà. Se vedesse la luce noi piomberemmo nel buio.

di Vittorio Feltri

 

Vittorio Feltri e il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio: “Tranquilli, sarà solo un governo del c***”

13 Maggio 2018

Vittorio Feltri e il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio: "Tranquilli, sarà solo un governo del c***"

Niente e così sia. Non so se avremo un governo 5 Stelle-Lega come tutti ipotizzano. Non credo.
Anzi non me lo auguro. Ma se ci fosse non durerebbe granché. È impossibile che i due leader di questi gruppi vadano d’ accordo, sono troppo diversi, praticamente inconciliabili. Ora sono impegnati a trovare una quadra, si riuniscono, discutono, litigano. Sforzi vani.
Salvini non ha nulla da spartire con Di Maio e una intesa tra loro, sincera e durevole, è del tutto improbabile. Non si capisce perché il primo si illuda di sposarsi col secondo, che ha una testolina piccola ed è privo di senso politico. È un pasticcione che ripete a macchinetta lo stesso discorso scemo.
Fossi in Matteo non avrei fiducia in Luigino, personaggetto inaffidabile e scevro di capacità, col quale non avvierei alcuna trattativa: con costui non prenderei nemmeno un caffè. In altre parole, caro Cicchitto, non avremo un esecutivo legastellato. I negoziati salteranno e buonanotte.
Incitiamo Matteo a mandare affanculo Luigino, per usare lo slogan fondativo di Grillo. Basta perdere tempo alla ricerca di una intesa impossibile sul programma. Il reddito di cittadinanza è inattuabile. La Flat tax, idem.
L’ eliminazione della legge Fornero una illusione. Ma di cosa discettano i due vincitori fasulli delle elezioni?
A Salvini conviene ritirarsi in buon ordine. Lo farà poiché non è stupido e non cederà alla bramosia governativa. Pertanto è sciocco che tu, Cicchitto, ti preoccupi di cosa combinerà un gabinetto sostenuto da quelli che chiami partiti populisti. Che populisti non sono. Il populismo infatti fu un movimento nato in Russia alla fine dell’ Ottocento ed è considerato il padre del comunismo. Questa è storia ignorata da Di Maio e forse anche da Salvini. Per cui stai calmo Fabrizio, purtroppo qui non abbiamo neppure i sovranisti, magari li avessimo e rivendicassero il nostro diritto a decidere la politica di casa.
In questo momento vedo intorno a me soltanto gente golosa di potere, che si sbatte per occupare Palazzo Chigi e dintorni allo scopo di provare l’ emozione di comandare. Non si rende conto che lo Stato ha già speso una fortuna e non ha più un soldo da investire in riforme irrealizzabili.
Il reddito di cittadinanza è una presa per i fondelli, la Flat tax è un sogno anticostituzionale in quanto il prelievo fiscale o è proporzionale ai guadagni oppure è illegale. Insomma, siamo di fronte a partiti che in campagna elettorale hanno promesso agli elettori mari e monti, quando non abbiamo che fiumiciattoli e lande desolate.
Tu, Cicchitto, sbagli a prenderli sul serio e a temerli. Non sono in grado di tenere fede a uno solo dei loro impegni. Prendiamo gli immigrati clandestini. Chi è capace di respingerli alzi la mano. Dal 5 marzo a oggi la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno fatto la sceneggiata napoletana. Divertente – si fa per dire – ma inconcludente. Avremo, se lo avremo, un governicchio del cavolo, sempre meglio di un governo di cretini.
Mattarella lo sa, come lo sappiamo tu ed io.

di Vittorio Feltri

Vittorio Feltri, perché Matteo Salvini non ha nulla a che spartire con questo programma grillino

22 Maggio 2018

Vittorio Feltri, perché Matteo Salvini non ha nulla a che spartire con questo programma grillino

Immagino che anche i lettori, quanto me, non ne possano più di chiacchiere sul governo in gestazione. Mi pesa scriverne perché siamo sempre al si dice e al forse. Passano i giorni, e addirittura i mesi, e laggiù a Roma non si combina un accidenti.
Da un paio di settimane i politici ci rassicurano: stiamo trattando, siamo sul punto di concludere, fra poco partiremo. E invece non si avvia niente, per fortuna. Infatti il programma “pentalegato” è uno schifo senza precedenti, un condensato neostatalista da fare invidia ai peggiori teorici progressisti, quelli contro i quali Matteo Salvini si è battuto per una vita, portando il suo partito molto in alto.

Il famoso contratto contiene la realizzazione di una banca statale, le cui probabili perdite sarebbero a carico dei cittadini, il cosiddetto reddito di cittadinanza a qualsiasi fannullone, la eliminazione di ogni garanzia per chi è perseguito dalla giustizia, la chiusura dei cantieri delle grandi opere (Tav), l’ eliminazione dell’ Ilva che era, prima di essere picconata, la seconda acciaieria d’ Europa. E tralasciamo altre follie per carità di patria.

Si può dare il via libera a un esecutivo che ha in testa di portare a termine simili progetti velleitari e contrari al liberalismo col quale ci siamo sciacquati la bocca decenni? La cosa che maggiormente ci stupisce in questa fase interminabilmente interlocutoria è l’ atteggiamento di Salvini, che, dopo essersi rivelato un leader palluto, all’ improvviso si è accucciato ai piedi di Di Maio, subendone la nefasta influenza. E si appresti adesso a stringere con costui un patto che sarebbe la rovina del Paese, una specie di suicidio di massa. La Lega non ha nulla da spartire con i 5 Stelle e se si abbassasse a collaborare con essi sarebbe condannata alla irrilevanza. Preghiamo i Verdi di non farsi infinocchiare da un gruppo di storditi privi di cultura amministrativa e di cultura tout court. Nel centrodestra erano presenti i Fratelli d’ Italia (con i quali i nordisti collaboravano) e ora hanno fatto un passo indietro avendo intuito che razza di bulli sono i grillini, totalmente inaffidabili e indegni di guidare l’ Italia. Giorgia Meloni è intelligente e avveduta. Dalle retta, Salvini, e non portarci allo sbando seguendo un Movimento mefitico.

di Vittorio Feltri

SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO

Vittorio Feltri: “Opposizioni squallide e incapaci, così vincono Lega e M5s. Ma rischiamo il fallimento”

20 Maggio 2018

Vittorio Feltri: "Opposizioni squallide e incapaci, così vincono Lega e M5s. Ma rischiamo il fallimento"

Chi si lamenta maggiormente del protagonismo del Movimento 5 Stelle e della Lega deve fare un bel mea culpa. Non è un caso che gli elettori abbiano votato in massa per Di Maio e Salvini. In effetti, se i partiti tradizionali hanno perso milioni di consensi, ciò è dovuto al fatto incontestabile che con il loro comportamento, in anni e anni di attività, sono riusciti a disgustare la folla che un tempo li votava. Per lustri e lustri hanno predicato bene e razzolato pessimamente, perdendo la fiducia popolare. Non c’ è anima che abbia voglia di credere alle forze politiche dominanti per lungo tempo e ora in estrema difficoltà.

Piuttosto che tracciare la croce sui simboli in auge fino al 2008, la gente comune adesso sceglie i nordisti rinnovati da Salvini o i grillini sponsorizzati dal famoso comico genovese. I quali almeno parlano come mangiano, se ne fregano di esprimersi nel linguaggio ispirato dal cosiddetto pensiero unico e puntano a soddisfare il proletariato, svelto a cambiare opinione. L’ arma più efficace dei movimenti vincitori del 5 marzo è lo squallore dei loro avversari, incapaci di interpretare le esigenze esistenziali della base, la quale pertanto si è buttata tra le braccia dei populisti nella speranza, anzi nell’ illusione, siano in grado di voltare pagina. Il problema è che leghisti e pentastellati non sono all’ altezza di capire d’ aver elaborato programmi governativi velleitari, irrealizzabili, non sostenibili finanziariamente. Le idee sono buone soltanto se si dispone delle risorse per tradurle in pratica, altrimenti sono pippe da comizi periferici. Per amministrare lo Stato non basta amare l’ umanità e desiderare di sollevarla dalle sue ambasce: servono competenza, abilità, conoscenza dei dettagli del bilancio (inclusi gli allegati da cui si evincono i particolari delle spese, cioè dove vanno a finire i soldi che i cittadini versano al fisco). Se quelli che si accingono a governare ignorano i segreti sperperi del nostro Paese, non saranno all’ altezza del compito di risanarlo. Rischiano di fallire e noi tutti di essere trascinati nel baratro verso il quale stanno correndo a perdifiato.

di Vittorio Feltri

 

 

DILETTANTI

Più passano le ore e più si entra nel non senso. In che mani rischiamo di finire: il Di Maio Salvini è già una comica

Mamma mia in che mani rischiamo di finire. Una comica, questo è l’unico modo di definire la trattativa tra Di Maio e Salvini per provare a formare un governo.

Ore di inutili riunioni su un finto programma, roboanti dichiarazioni alla stampa sul fatto che «qui si fa la storia», caccia disperata a un candidato premier che data la situazione non può esistere se non di quarta fila. E infine, ieri, il presidente Mattarella che svela il bluff e rimanda tutti a casa, rischiando lui stesso di rimanere travolto dalle risate degli italiani. Perché tra Di Maio e Salvini non c’è accordo su nulla, e se per disperazione alla fine di questo calvario pur di governare dovessero fingere di averlo trovato, ne vedremo delle belle.

Immaginiamo la faccia di Mattarella quando ieri Di Maio gli ha detto che, prima che a lui, il contenuto di un eventuale accordo sarà sottoposto al voto online sulla piattaforma del Movimento Cinque Stelle. Come dire: tu non conti nulla, il nostro Quirinale è la Casaleggio & associati, una società privata che gestisce – in maniera molto discussa e poco trasparente – la vita pubblica e privata dei grillini. Pensavamo di essere in una Repubblica parlamentare, non in una Spa, perché un conto è «rinnovare i riti della politica», altro è elevare lo statuto della Casaleggio a Costituzione.

A questo punto bisogna tornare alla domanda che già ci siamo fatti in questi giorni. Ma Matteo Salvini e la Lega che ci azzeccano, per dirla alla Di Pietro, con queste pagliacciate? Perché si ostinano a trascinare i loro elettori nella palude grillina, inseguendo Di Maio sul terreno della democrazia (finta) basata sui gazebo (sabato anche la Lega farà un referendum farsa) invece che sulle responsabilità che gli eletti, e soprattutto i leader, sono chiamati a prendersi? Più passano le ore, più si entra nel non senso, più una risposta – inquietante – si fa strada nei pettegolezzi politici.

E se Matteo Salvini avesse già deciso che il suo orizzonte non è più, e mai più sarà, il centrodestra, ma una qualche alleanza con il partito di Grillo per spartirsi per lungo tempo potere e poltrone più che per governare? Mi auguro di no, per quanto lo conosco lo escludo, ma proprio per questo si attendono segnali chiari!…

 

Il reddito di cittadinanza? Programma da scherzi a parte

La misura è un esproprio di ricchezza prodotta da qualcuno e assegnata a qualcun altro, retribuito per non fare nulla

La messinscena della nascita di un governo che non c’è (e forse non ci sarà mai) è il primo caso storico di gravidanza isterica post-elettorale.

Quasi tre mesi di travaglio hanno finora provocato nausee ai risparmiatori, allo spread, ai mercati, a quel che resta del Monte dei Paschi, ma anche alla pazienza collettiva. L’eterna gestazione si esprime per video-gemiti e bozze redatte in una lingua da paese sottosviluppato. Tanto travaglio trova tuttavia religiosa attenzione negli studi televisivi sottomessi a un giovane prestidigitatore che brucia milioni pubblici per affumicare a suo gusto la Costituzione, tanto a lui che gli frega. All’orizzonte, lo spettro del «reddito di cittadinanza» che non compensa un atteggiamento produttivo, per esempio aggiornarsi, ma è un esproprio di ricchezza prodotta da qualcuno e assegnata a qualcun altro, retribuito per non fare nulla. La matrice di questa idea geniale sta in quella sinistra che finge di non sapere che la ricchezza va prodotta e non distrutta. Far credere che sia cosa buona scipparla è roba da ‘ndrangheta, non da welfare. Quanti miliardi occorrerebbero per finanziare una tale rapina è argomento di discussione. Ma il naufragio economico e di immagine che ne deriverebbe se una cosa del genere si facesse, ci renderebbe ridicoli e spregevoli davanti al resto del mondo civile. Quel mondo che non complotta contro l’Italia, ma che si chiede sbalordito se non siamo finiti tutti su Scherzi a parte, edizione online, piattaforma Rousseau.

 

Il rovescio delle regole

Mer, 16/05/2018 – 06:00

C’è un limite alla presa in giro del capo dello Stato e all’irrisione delle sue prerogative.

Ora l’irriguardoso Di Maio afferma: «Voto on line M5S deciderà se fare partire il governo». Dunque ci hanno fin qui preso in giro, e hanno chiesto tempo a Mattarella per elaborare un programma da sottoporre a elettori drogati di internet. E il presidente della Repubblica dovrà piegarsi al volere di qualche migliaio di fanatici del web, veri e propri terroristi mediatici, espressione del fondamentalismo della rete.

Ma la responsabilità è anche del capo dello Stato che non solo tollera queste idiozie ma abiura alla responsabilità di nominare il presidente del Consiglio, che tocca a lui e a lui solo, senza farsi imbeccare. L’articolo 92 della Costituzione disciplina la formazione del governo con una formula chiarissima: «Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri». Questa è la procedura. In questo momento sta avvenendo il contrario.

Su proposta di due ministri che non ha ancora nominato, il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio. Non si è mai visto, ed è palesemente incostituzionale. Se dovesse accadere, e sta accadendo, a quanto sembra (Mattarella aspetta da Salvini e Di Maio il nome uscito, per loro stessa ammissione, dalle ultime trattative). È palese l’aberrante procedimento al rovescio che potrebbe aprire la strada a una richiesta di impeachment per il capo dello Stato.

 

Quel premier fantoccio calpesta la Carta

Vi ricordate quelli che la legalità-la legalità e la nostra Costituzione è la più bella del mondo? E quelli che la centralità del Parlamento e attenzione al partito-azienda? Ecco, chissà dove sono finiti.

Chissà come mai sono sordi, muti e ciechi di fronte a una serie di fatti che fanno, della crisi attuale, più una crisi istituzionale che politica. Ne elenchiamo almeno quattro, di questi fatti: poi aggiungeremo una domanda.

Allora, primo fatto: è del tutto incostituzionale che il nome del presidente del Consiglio non venga scelto dal presidente della Repubblica bensì da due leader di partito. Di Maio e Salvini hanno in mente di scegliere il nome del premier e poi di andare al Quirinale a registrarlo come si va da un notaio, ma forse neanche, diciamo come si va in Comune all’ufficio anagrafe.

Secondo fatto: Di Maio e Salvini questo premier lo sceglieranno dopo avere fatto il programma e deciso la squadra dei ministri. E pure questo è del tutto incostituzionale. L’articolo 92 prevede che «il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri». Ora invece, se andrà in porto il governo ircocervo, avremo un presidente del Consiglio espropriato dei suoi diritti e doveri previsti dalla Costituzione. Diciamola tutta: questi che avevano contestato i premier non eletti dal popolo, ora vogliono un premier che sia mero esecutore di programmi altrui. Una testa di legno, via.

Terzo fatto: è non solo incostituzionale, ma una pagliacciata, che il via libera al governo venga da un sondaggio on line messo in piedi – pensa te con quali garanzie, oltretutto – dalla Casaleggio & associati, cioè da una società privata, e dai gazebo della Lega, dove chi per caso passa di lì magari vota. Una pagliacciata sulla quale c’è però poco da ridere, perché in questo modo anche il Parlamento, oltre che il presidente della Repubblica e quello del Consiglio, viene espropriato delle sue funzioni.

Il quarto fatto non è nuovissimo ma val la pena di ricordarlo, en passant, visto che stiamo parlando di incostituzionalità: la multa di centomila euro che un parlamentare dei 5 Stelle dovrà pagare («entro dieci giorni») al Movimento in caso di: espulsione dal gruppo o dal Movimento; abbandono del gruppo e/o iscrizione ad altro gruppo; dimissione anticipate dalla carica. È il patto che introduce di fatto il vincolo di mandato, il quale magari sarà giusto, o quantomeno opportuno, però è ancora vietato, all’articolo 67, dalla «Costituzione più bella del mondo». E introduce, prevedendo la multa anche per l’espulsione (decisa, per qualsiasi motivo, dal partito), pure un ricatto che priva il parlamentare di qualsiasi libertà di espressione politica.

E ora, esposti i fatti, veniamo alla domanda: che cosa sarebbe successo se tutto questo l’avesse fatto Berlusconi? Se, all’epoca in cui era chiamato il Cavaliere Nero, avesse messo il programma di governo al voto fra i residenti di Milano 2 e Milano 3? O fra i tifosi del Milan? E se oggi lo sottoponesse al parere vincolante degli abbonati di Mediaset Premium? E se i parlamentari di Forza Italia fossero costretti, in caso di espulsione o abbandono, a pagare centomila euro alla Fininvest?

Sono iperboli, battute: ma è esattamente ciò che sta succedendo adesso con la società privata che controlla il Movimento, quello «dei cittadini».

E una domanda ancora: detto che la magistratura non deve sostituirsi alla politica eccetera eccetera, però dico, i giustizialisti dove sono? Siamo sicuri che non c’è qualche reato? O meglio: siamo sicuri che se cose del genere le avesse fatte Berlusconi non sarebbe spuntato un magistrato che avrebbe trovato qualche motivo per contestare l’articolo 283 del Codice penale, «attentato contro la Costituzione dello Stato»? E per dirla tutta – così, per non parlare solo di Berlusconi – diciamo la verità: anche a Renzi hanno dato del fascista per molto meno. In silenzio, con l’indifferenza quando non con l’assenso di buona parte del popolo italiano, oggi a essere calpestata non è solo la Costituzione, ma anche la democrazia. Ora, guardando le mosse dei giallo-verdi, forse non è il caso di evocare Hitler e Mussolini, però Paperoga magari sì.

Michele Brambilla….

 

Governo, Gentiloni: “Con proposte velleitarie e stravaganti l’Italia rischia di finire nel burrone”

Governo, Gentiloni: "Con proposte velleitarie e stravaganti l'Italia rischia di finire nel burrone"

Paolo Gentiloni  (ansa)

Il premier uscente ha detto che rassicurerà i leader Ue riuniti a Sofia. “Ma la strada di questi cinque-sei anni che ci ha portati fuori dalla crisi può essere abbandonata molto rapidamente”. Delrio: “Bozza M5s-Lega orribile. Spero falliscano”. Calenda: “Stop assemblea Pd, mobilitiamoci”. Appello di Martina alle componenti dem: “Uniamo le forze per difendere il Paese in Europa”

16 maggio 2018
ROMA – “Cercherò di rassicurare l’Europa, ma quando sento proposte velleitarie e stravaganti
rischia di essere difficile rassicurare”, lo ha detto il premier uscente Paolo Gentiloni, intervistato
dal Tg1 in merito alla ricerca di intesa tra M5s e Lega, alla vigilia del vertice Ue di Sofia.”La strada
di questi cinque-sei anni che ci ha portati fuori dalla crisi può essere abbandonata molto
rapidamente e fuori strada non c’è il paradiso ma il burrone”, è stato l’avvertimento del
presidente del Consiglio. Da stasera ai leader dell’Ue che al vertice di Sofia chiederanno che
cosa sta succedendo in Italia “risponderò, come sempre, che l’Italia è uscita da una crisi
difficilissima, che adesso il quadro economico generale è incoraggiante, che nei primi tre mesi
di quest’anno abbiamo la stessa crescita della Germania, che abbiamo ridotto dell’80 per cento
gli sbarchi di immigrati gestiti dai trafficanti”.”L’italia – ha sottolineato Gentiloni – è uno dei grandi, è tornata credibile in questi anni. E ora che si discute del futuro dell’Europa può dire la sua: Europa con più crescita, più solidale sull’immigrazione, più presente a livello internazionale. Certo, per essere protagonisti, in questa discussione – ha sottolineato il capo del governo – bisogna credere nel futuro dell’Europa, non considerare l’Europa un fastidio”.· DELRIO: M5S-LEGA, BOZZA ORRIBILE
Stamattina anche il ministro uscente delle Infrastrutture Graziano Delrio, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, è stato molto critico. “La bozza mi sembra orribile. Hanno ragionato di condono di debito pubblico e uscita dall’euro, è molto preoccupante che, anche se superata, abbiano messo giù quelle ricette. Siamo anche noi a bordo di quell’autobus: se il guidatore sbanda e cade in un burrone, cadiamo tutti”. E il ministro si è augurato che l’esecutivo giallo-verde non veda la luce: “Per il bene del Paese auspico che non ce la facciano. È giusto che possano provarci, ma vorrei che chi governasse avesse del sale in zucca. Per fortuna c’è un altra proposta in campo, quella di un governo istituzionale proposto dal presidente Mattarella. Sarebbe molto più saggio questo secondo scenario”.

Governo, Delrio: “Bozza di contratto M5s – Lega è orribile, spero non ce la facciano”

“La cosa che mi preoccupa di più è quello che manca: il tema del lavoro – ha continuato – comodo parlare di reddito di cittadinanza. Io ho già detto che è molto facile sradicare la povertà piuttosto che promettere un reddito tra due-tre anni che non si sa se riusciranno ad applicare”. Anche sul tema delle pensioni per il capogruppo del Pd alla Camera bisogna stare attenti: “Il problema sono le nuove generazioni, che restano chiuse. Sono favorevole alla correzione della Fornero, ma scassare i conti pubblici è un altro conto”.

Per Delrio, Salvini e Di Maio “hanno una cultura costituzionale preoccupante”. E ha paragonato il comitato di conciliazione parallelo al Consiglio dei ministri, previsto nella bozza del contratto di governo, al “gran consiglio del fascismo, siamo agli organi paralleli ormai. Io ho detto chiaramente che questo potrebbe essere un esecutivo di vera destra”, ha concluso il ministro uscente.

· I TRAVAGLI DEL PD
Delrio ha anche parlato delle questioni interne del Pd che verranno affrontate nell’assemblea in programma per sabato 19: “La vera sfida è restare uniti nella diversità. Io mi batterò per l’unità del partito”. Poi, rivolto al segretario reggente, ha aggiunto: “A Martina va detto grazie, l’importante è che la direzione sia quella giusta. Bisogna fare una discussione sui temi, più che sulle persone. Io non mi candido alle primarie, ma non vedo una scissione all’orizzonte. Abbiamo bisogno di ripartire, di rigenerarci. Siamo ancora il secondo partito ma abbiamo perso le elezioni”.

Sul tema del dibattito interno al Pd, gli ha risposto a distanza il ministro uscente dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Che ha invitato il partito a una grande mobilitazione per difendere la collocazione dell’Italia in Europa di fronte alle prospettive antieuropeiste del programma gialloverde: “Se questi contenuti (quelli del contratto M5s-Lega, ndr) saranno quelli che verranno sottoposti ai gazebo etc. il Pd dovrebbe cancellare l’assemblea, evitare ulteriori dibattiti autoreferenziali, e organizzare una grande mobilitazione con forze sociali per difendere la nostra collocazione europea”.

Ne ha accolto la sollecitazione il segretario reggente Maurizio Martina: “Dall’Assemblea nazionale la nostra mobilitazione per l’alternativa. Per difendere l’Italia in Europa. Uniamo le forze, rilanciamo il Pdnetwork, apriamoci al Paese”. E poi avanza la sua proposta di mediazione al partito: “Penso che il nostro congresso vada
anticipato e si possa svolgere anche in tempi rapidi entro quest’anno. E credo doveroso eleggere un segretario in assemblea sabato per avere una guida certa e affrontare la fase delicata che abbiamo davanti con spirito collegiale”. Dal fronte renziano, Ettore Rosato chiude: “Le strade sono due: o si fa il congresso o si vota il segretario che completa il suo mandato. Il congresso mi sembra la strada più naturale, vie di mezzo mi sembrano forzature”.

Franceschini, Orlando, Emiliano, Fassino, Veltroni e tutte le componenti non renziane puntano ad eleggere Martina segretario e a convocare il congresso entro l’anno.

 

LEGHISTA IN SALSA GRILLINA

Matteo Salvini: “Roma è bellissima e non ci sono neanche le buche”

17 Maggio 201

Un bel sole alle spalle, in una tipica giornata di primavera romana, Matteo Salvinisi riprende col cellulare in una pausa tra i numerosi vertici con Luigi Di Maio. Nel video dice che Roma è bellissima e che non ci sono nemmeno le buche. Non sarà mica per compiacere il suo quasi compagnuccio di governo Luigi Di Maio e la sua sindaca Virginia Raggi? No, il Salvini grillino no.

DEBITO PUBBLICO

Governo M5S-Lega, gli analisti finanziari: a ottobre in Italia sarà la catastrofe

17 Maggio 2018

Governo M5S-Lega, gli analisti finanziari: a ottobre in Italia sarà la catastrofe

Dall’Europa, quella politica e delle grandi banche, sono già partite intimidazioni e minacce, dopo quanto è filtrato in tema di tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e quant’altro del contratto di governo messo a punto da Lega e 5 Stelle. E le minacce potrebbero trasformarsi in guerra a ottobre, quando l’ombrello aperto sui nostri titoli di Stato da Mario Draghi grazie al Quantitative Easing verrà meno.

L’ombrello resterà aperto fino a settembre: fino lì la Banca centrale europeacontinuerà nel programma di acquisto titoli deciso ormai da qualche anno e che ha contribuito in maniera decisiva a mantenere bassi i tassi d’interesse dei nostri titoli di Stato, consentendo al nostro Paese di pagare nel 2017 interessi sul proprio debito pubblico pari a 65,6 miliardi di euro, ovvero la cifra più bassa in valore assoluto dagli anni Novanta. Ma da ottobre…

Quanto è accaduto nel 2011 non è al momento immaginabile (spread a circa 540), ma il differenziale tra Btp e Bund che si è inerpicato a quota 170 punti è comunque un segnale. Non bastasse, il quotidiano Il Messaggero riporta gli analisti di Mediobanca che definiscono “semplicemente inaccettabile in Europa” la richiesta di cancellazione di una parte del debito pubblico del nostro Paese con l’Europa. Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners, citato sempre dal quotidiano romano, la definisce una proposta “surreale e irrealizzabile”.

E tra gli operatori, scrive sempre Il Messaggero, si diceva ieri che “se davvero questo è il tono del dibattito, c’è da aspettarsi una fase di rapporti tempestosi con l’Europa”. Uno scenario che fino a settembre il nostro Paese potrà reggere, ma che rappresenta un’incognita quando da ottobre il fronte delle banche guidato dalla Bundesbank spingerà per chiudere i rubinetti. Per Marco Palacino di BNY Mellon “gli investitori danno già per scontato che il debito della periferia europa accuserà il colpo, per cui è lecito attendersi un aumento dello spread tra Btp e Bund nell’ultimo trimestre dell’anno”.

 

EURO-GOLPETTINO

Sergio Mattarella, Emmanuel Macron svela il piano: “M5s e Lega paradossali, ma so che il Quirinale…”

17 Maggio 2018

Sergio Mattarella, Emmanuel Macron svela il piano: "M5s e Lega paradossali, ma so che il Quirinale..."

“Bisogna accettare quello che i popoli decidono”, ma per Emmanuel Macronquelle di Lega e M5s sono “forze eterogenee e
paradossali che potrebbero allearsi su un progetto che non vedo”. Da Sofia, durante una conferenza stampa al termine del vertice Ue sui Balcani occidentali, il presidente francese e leader di En Marche, europeista convinto, si dimostra preoccupato ma fiducioso in un intervento del Quirinale: “Il presidente Mattarella ha indicato che il governo è legato a una strategia europea. C’è una parte di incertezza a questo stadio, ma ho anche un elemento di fiducia perché Mattarella ha sottolineato e indicato che il governo dovrà lavorare con l’Ue e che per lui questo è uno dei criteri relativi al nuovo esecutivo”.

 

PARLA L’ESPERTO

Governo Lega-M5s, la previsione dell’economista Daniel Gros: “Programma assurdo, l’Italia sarà isolata”

17 Maggio 2018

Governo Lega-M5s, la previsione dell'economista Daniel Gros: "Programma assurdo, l'Italia sarà isolata"

“I danni di affermazioni come quelle sull’Europa del contratto Lega-M5S sono spaventosi e di lungo termine, diretti e indiretti”. Daniel Gros, l’economista tedesco che dirige il prestigioso Center for european policy studies di Bruxelles, in una intervista a Repubblica, si dice sconvolto sulla questione Europa sollevata dal documento sull’accordo di programma tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Al di là delle smentite, sostiene Gros, “il solo fatto che qualcuno abbia pensato di inserire in un programma di governo assurdità come l’auto-perdono di 250 miliardi di debito, anche se poi se l’è rimangiato, aleggerà per sempre come una cappa inestinguibile sul vostro Paese. Senza contare il grossolano errore di attribuire alla Bce quello che sta nei forzieri della Banca d’Italia, che se li cancellasse farebbe un doppio danno al suo Paese”.

Anche l’uscita dall’euro è assurda: “Beh, l’ avete sentito anche voi Grilloriprendere per l’ ennesima volta il caso mentre la tempesta infuriava sui mercati. Non si rendono conto che Maastricht e le altre regole europee vincolano i Paesi e non i singoli governi. Questi possono cambiare, ma le regole europee sono lì, codificate”. E secondo Gros sarà peggio del 2011 perché a differenza di allora oggi “l’Italia è isolata, e il suo anti-europeismo la isolerà sempre di più. E questo proprio nel passaggio più difficile, la fine del Quantitative easing e poi la dipartita di Draghi e i rialzi dei tassi”

 

IL PATTO AI RAGGI X

Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il Consiglio di conciliazione: che poteri avrà, l’ombra del modello-Napolitano

17 Maggio 2018

Salvini-Di Maio, che cos'è il Consiglio di conciliazione e che poteri avrà

Nel contratto concluso tra Salvini e Di Maio per il governo gialloverde c’è qualcosa che non s’era mai visto prima. No, non i tagli alle tasse, pure quelli una “prima” assoluta se andranno davvero in porto. Ma un vero “oggetto misterioso”: il “comitato di conciliazione”. Che, stando ai suoi ideatori, dovrebbe essere un organo in grado di dirimere eventuali contrasti che dovessero sorgere tra i due partiti di governo nel corso della legislatura.

In teoria, come fa notare Il Giornale, il Consiglio dei ministri dovrebbe servire anche a quello. Ma, evidentemente, i due partiti si sono voluti dare unostrumento di comunicazione che non fosse a livello governativo. E così c’è chi lo ha paragonato agli organi più svariati che nelle storia d’Italia sono stati “inventati”: dal “Gran Consiglio del Fascismo”, che però come spiega Il Giornaledi fatto non faceva granchè ed era pressochè sprovvisto di poteri reali, ai “dieci saggi” di Napolitano chiamati nel 2013 a elaborare un programma di governo.

Ma, secondo il quotidiano di via Negri, il Comitato di conciliazione gialloverde avrà poteri ben maggiori, che di fatto gli permetteranno di mettere sotto vigilanza sia il presidente del Consiglio sia – e forse questo è uno dei suoi scopi, i lavori del Parlamento. Volendola vedere “bene”, il comitato sarà uno strumento per dirimere divergenze interne all’alleanza senza esporre troppo i capi. A vederla “male”, spinge a pensare che i due partiti intendano cambiare le regole del gioco ben oltre i programmi elettorali con mezzi e tempi spicci e soluzioni che andrebbero invece discusse in Parlamento, in quanto discutibili.

Il Consiglio, tra l’altro, non è previsto dalla Costituzione: ne faranno parte, oltre al presidente del Consiglio dei ministri, anche il capo politico del Movimento 5 Stelle e il segretario federale della Lega, i capigruppo di Camera e Senato delle due forze politiche.

 

Governo, immigrazione e islam: la resa della Lega al M5S

Nell’ultima bozza del contratto di governo in dubbio i centri di rimpatrio e l’albo degli imam: addio a punti chiave del programma leghista?

L’ultima bozza di contratto del (possibile) governo tra Lega e M5S parla chiaro: ci sono ancora almeno sei punti da definire meglio (leggi qui).

Alcuni sono segnati in rosso perché “necessitano di un vaglio politico primario“. Tradotto, vuol dire che ne hanno discusso in queste ore Matteo Salvini e Luigi Di Maio guardandosi negli occhi. Sono temi spinosi, su cui le posizioni dei due partiti sono distanti. È possibile, dunque, che verranno ulteriormente limati e chissà cancellati del tutto.

La resa di Salvini?

Eppure si tratta di argomenti cruciali nel programma di governo con cui la Lega si è presentata a marzo alle elezioni. Soprattutto in tema di immigrazione e islam. Tra le frasi segnate in rosso ce n’è una che riguarda i Cie (o Cpr), ovvero i centri di espulsione per immigrati irregolari. Attualmente la bozza giallo-verde prevede “l’individuazione di sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno uno per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una capienza tale da garantire il trattenimento di tutti gli immigrati il cui ingresso o soggiorno sia irregolare, presenti e rintracciati sul territorio nazionale“.

Niente di più e niente di meno di quanto in sostanza già prescritto dall’ultima legge varata da Marco Minniti, che ha istituito un Centro di permanenza per il rimpatrio in ogni regione (anche se ne sono stati aperti pochi). Perché allora questo passaggio è segnato in rosso e rischia di saltare? Semplice: il M5S non li vuole. A gennaio 2017 sul blog di Grillocomparve infatti un netto “no ai Cie in ogni regione”. E lo ribadì anche la deputata Fabiana Dadone nelle dichiarazioni prima del voto finale a Montecitorio: “È inutile andare a creare degli hotspot e implementare i Cie”. Risultato: nel programma elettorale grillino non erano neppure citati.

Se le “sedi per i rimpatri” dovessero essere tagliate con un tratto di penna dal contrattto tra Lega e M5S, sarebbe una vera e propria resa di Salvini all’alleato. Perché? Semplice: l’apertura di nuovi centri era il primo punto del programma leghista, che voleva aprirne “non meno di uno per ogni Regione e, contestualmente, prolungare il termine per il trattenimento almeno sino a 6 mesi, al fine di rendere eseguibile l’espulsione”. Non solo. Salvini nei Cie voleva pure “trattenerci” tutti i richiedenti asilo senza documenti fino all’identificazione e darli in gestione alle Regioni. Tutto superato?

Il rapporto con l’islam

C’è poi un’altra questione che i due leader dovranno discutere. Ed è quella del rapporto con l’islam. Sul tema le proposte elettorali leghiste erano chiare: “Deve esserci – dicevano – l’osservanza e applicazione rigida della legge ai musulmani per quanto vietato anche ai cittadini italiani“. Niente sconti, insomma. Senza contare che nel 2017 la Lega era tra i firmatari di un provvedimento che voleva istituire un albo dei predicatori (idea ribadita nel programma). Il Ddl rimase a lungo chiuso in un casseto (poi bocciato in commissione), tra le proteste di Nicola Molteni che denunciò la mancata “volontà politica di mandare avanti una legge che in un Paese normale verrebbe approvata“.

Sembra assurdo che non appena il Carroccio si appresta ad andare al governo, la strada per Palazzo Chigi si stia incagliando proprio su questo punto. La bozza col M5S prevede infatti di “adottare una normativa ad hoc anche che preveda l’istituzione di un registro dei ministri di culto, lo svolgimento delle prediche in lingua italiana e la tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee e, in generale, dei luoghi di culto, anche se diversamente denominati“. Ma il paragrafo è segnato in rosso. Il M5S, infatti, guardava più ad una “costituente islamica” che ad un albo per limitare l’islam, tanto che diversi musulmani facevano il tifo per i grillini. In Lombardia, per fare un esempio, il M5Sprometteva di cancellare la legge regionale del centrodestra, che ha fermato le nascita di nuove moschee. E a Roma, nel 2016, i pentastellati locali avevano approvato una mozione per assegnare le palestre delle scuole e i locali del V municipio ai musulmani ogni venerdì di preghiera. A Salvini va bene? Non resta che sperare che i paragrafi in rosso non scompaiano del tutto.

 

I barbari, i servi e i saggi

Salvini e Di Maio non trascinino l’Italia in una guerra già persa in partenza con l’Europa intera ma lavorino per portare l’Europa dalla nostra parte

La lobby europea dice la sua, come ha sempre fatto, sugli affari interni italiani. E la sua gazzetta, il Financial Times, fa la sintesi: «Arrivano i barbari», riferendosi al nascente governo Cinquestelle-Lega.

Matteo Salvini non ci sta e ieri ha chiosato: «Meglio barbari che servi». Come non essere d’accordo, anche perché la parola «barbari» all’origine stava a indicare chi parlava una lingua diversa e che quindi alle orecchie dell’ascoltatore natio appariva come un balbuziente.

Ora, che Italia ed Europa parlino lingue diverse non è una novità: incomprensioni e diffidenze sono vecchie quanto l’euro. Qualsiasi governo, da quelli Berlusconi a quello di Renzi, ha dovuto fare i conti (non solo in senso metaforico) con i tecnocrati di Bruxelles, senza mai venirne davvero a capo. Anzi, il Cavaliere, apparentemente il più moderato di tutti, è caduto anche (ma forse soprattutto) per le sue impuntature contro l’egemonia egoista dell’asse franco-tedesco, quello per intenderci che ha innescato il complotto dello spread del 2011, oggi ammesso – sia pure per convenienza – financo dall’ultra grillino Di Battista.

L’esperienza deve quindi insegnare che nello scontro frontale, giusto o sbagliato che sia, il governo italiano è destinato a soccombere (anche Renzi ne sa qualcosa), stante la disparità di forze in campo. E che per tornare alla massima di Matteo Salvini, tra barbari e servi – all’epoca dei romani – in mezzo c’era il Senato, punto di mediazione di uomini di esperienza e buon senso.

Se Salvini, sciaguratamente con Di Maio, dovesse andare al governo, ci auguriamo continui a parlare una lingua diversa da quella dei tecnocrati, ma che non spinga la «barbarie», come accadde nell’antichità, fino a provocare la decadenza prima e la dissoluzione poi dell’Impero. In altre parole, non trasciniamo l’Italia in una guerra già persa in partenza con l’Europa intera ma lavoriamo per portare l’Europa dalla nostra parte.

Ps. Ieri Matteo Salvini si è lamentato pubblicamente del Giornale, troppo critico su questa trattativa. Brutto segno: ancora non è entrato nel Palazzo e già mostra sintomi di insofferenza tipici della casta. Vorrei tranquillizzarlo. Ci stiamo limitando a interpretare le paure e i dubbi di chi vuole bene a lui e alla Lega per le cattive compagnie che frequenta. Noi difendiamo il programma elettorale del centrodestra, che anche su suo suggerimento abbiamo votato e che non prevede il taglio delle pensioni, né d’oro né d’argento. Tutto il resto non ci interessa.

“Chiuso il contratto”. Taglio alle pensioni sopra i 5mila euro

Manca solo l’ok dei leader, colpiti i redditi più alti Stop alla Tav Torino-Lione. Molti i nodi da sciogliere

Roma – Pensioni d’oro da tagliare per «equità sociale». Nel contratto M5s Lega approvato ieri in via quasi definitiva (manca il timbro di Luigi di Maio e Matteo Salvini, che devono anche sciogliere gli ultimi nodi) c’è un tema molto poco leghista. Cioè un «intervento finalizzato al taglio delle cosiddette pensioni d’oro (superiori ai 5.000,00 euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati».

Misura seminascosta nel capitolo sui costi della politica e che porterà pochi soldi, visto che le pensioni che superano i 5.000 euro sono meno dell’1%. Sono quasi tutte concentrate al Nord. Altra sorpresa, accanto all’abolizione della Fornero, c’è il ritorno di Opzione donna, «che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 di contributi di andare in quiescenza subito».

La versione semidefinitiva, anticipata ieri dall’agenzia Adnkronos (che il M5s ha spiegato essere quella di martedì sera) differisce dalle bozze circolate nei giorni scorsi per alcuni particolari. Tutti rilevanti. Ad esempio lo stop all’alta velocità Torino Lione per «ridiscuterne integralmente il progetto». Anche se il tema è tra quelli che sono ancora soggetti a modifiche.

Quanto il messaggio dei mercati sia stato preso sul serio è dimostrato dalle tante rassicurazioni. Scomparso il referendum sull’Euro, è comparso un capitolo sul debito pubblico, dove si ripropone un classico qual è lo scorporo della spesa per investimenti. Niente «sconto» dalla Bce e coperture garantite da «tagli agli sprechi». Rassicurazioni anche sul fronte delle alleanze internazionali, argomento molto sentito al Quirinale, anche se nella bozza entrata alle riunioni di ieri si chiede la fine alle sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin.

Nel testo emergono concessioni alla Lega, come la chiusura dei campi Rom irregolari, un giro di vite sulle missioni sul Mediterraneo per recuperare le barche dei disperati. Un richiamo specifico alla legittima difesa dei cittadini la cui proprietà sia violata da malviventi. Poi una formulazione più precisa della flat tax. Le bozze avevano cancellato il riferimento alle aliquote, poi sono rispuntate nella versione leghista: 15% e 20%. Ma senza soglie di reddito. Poi la aliquota sulle imprese al 15%.

Sono presenti temi molto grillini, come l’acqua pubblica, oltre la Tav, a green economy, il comitato di conciliazione, una sorta di organismo politico che controlla il governo e il «codice etico» per i membri del governo. Ieri sera restavano ancora dei punti da definire. Passati ieri notte al vaglio di Di Maio e Salvini, già impegnati nella trattativa sul premier.

Angelino Alfano e la Misericordia

 

Il rapporto speciale di Leonardo Sacco con Dorina Bianchi e il partito di Angelino Alfano

Mr Misericordia provò ad assumere il consuocero dell’attuale ministro degli Esteri venendo bloccato dal prefetto Morcone. E dalle intercettazioni emerge il ruolo della Bianchi nel mantenere i rapporti tra l’imprenditore e i politici

DI GIOVANNI TIZIAN       

Il rapporto speciale di Leonardo Sacco con Dorina Bianchi e il partito di Angelino Alfano
Dorina Bianchi

«Senti una cosa, ma come ti è venuto in testa di pigliare a questo come direttore di Lampedusa?…tu lo capisci bene che quello è il centro più visibile d’Italia… come l’avete scelto?».

Il prefetto Mario Morcone è furioso. Dall’altra parte del telefono c’è Leonardo Sacco, Mr Misericordia. Morcone non gli perdona la nomina del consuocero di Angelino Alfano a direttore del centro di accoglienza di Lampedusa, gestito dalla confraternita della Misericordia.

È il 4 ottobre 2014. Mancano pochi mesi alla bomba di mafia Capitale, alle inchieste sulle mazzette nella gestione del centro per rifugiati di Mineo, in Sicilia. Siamo prima, dunque, dell’inchiesta che coinvolgerà il sottosegretario del Nuovo centro destra Giuseppe Castiglione. Mario Morcone all’epoca è il vertice dell’Immigrazione del Viminale. Sopra di lui c’è solo il ministro Angelino Alfano. L’ufficio del superprefetto svolge un compito delicato. Supervisiona, controlla, monitora flussi, gestisce l’emergenza e verifica che tutto vada per il verso giusto.

In quel periodo, tra sbarchi e primi scandali, la pressione su di lui è altissima. E Morcone – oggi capo di gabinetto del ministro dell’Interno Marco Minniti – non ci sta a finire di nuovo nel tritacarne mediatico. Per questo reagisce duramente alla mossa azzardata di Mr Misericordia, detto anche “Gabibbo” o Mr Cento milioni. Un uomo dalle mille risorse. Che da dieci anni guadagna con i migranti, ma anche con gli aeroporti, con le barche e persino con la squadra di calcio in Eccellenza, che poche settimane fa ha festeggiato il triplete locale, conquistando tre competizioni di fila.

Con una facilità disarmante, Sacco, passa da summit con i boss a incontri istituzionali. Un giorno è il padrino al battesimo del figlio di un personaggio del clan, un altro discute con gli imprenditori affiliati alla cosca e dopo poche ore chiama prefetti e sottosegretari. Come Mario Morcone, appunto. Tutto documentato in alcune informative, di cui L’Espresso è venuto a conoscenza, che fanno parte del fascicolo “Jonny”, l’inchiesta della procura di Catanzaro che ha svelato il giro d’affari della ’ndrangheta intorno al centro di accoglienza in provincia di Crotone, secondo per capienza solo a quello siciliano di Mineo.

Una settantina di arresti, tra cui proprio Sacco e anche il sacerdote fondatore della Misericordia locale, e sequestri per 70 milioni di euro. Inchiesta coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dall’aggiunto Vincenzo Luberto e condotta dal Ros dei carabinieri insieme alla Guardia di finanza. Un business, secondo l’accusa, gestito dalla ’ndrangheta.

Tramite il re Mida dell’accoglienza, Leonardo Sacco, appunto, che ha fatto della solidarietà una grande azienda di famiglia. Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, già vicepresidente nazionale della confraternita che ha visto la luce nel lontano 1244 e oggi conta su 800 cellule sparse per l’Italia, Sacco è anche presidente regionale della medesima associazione. Ma per l’antimafia è uomo di potere, relazioni e di mafia.

Angelino Alfano
Angelino Alfano

Il suo book fotografico è una sfilza di sorrisi e abbracci con varie personalità della politica: da Matteo Renzi ad Angelino Alfano, passando per Matteo Salvini. Sono solo scatti durante eventi pubblici, ci mancherebbe. Utili, però, per comprendere il personaggio, scaltro nell’avventarsi sull’affare del secolo, esempio lampante di come la gestione dell’accoglienza in regime di emergenza perenne possa trasformarsi in uno strumento di consenso.

Così Leonardo Sacco è diventato il ras nazionale del settore gestendo per oltre 10 anni il più grande hub dell’accoglienza d’Europa. Dallo Stato, cioè ministero e prefetture, la sua organizzazione ha incassato oltre 100 milioni di euro. Di questi, almeno un terzo, sostengono gli inquirenti, è finito direttamente nelle mani delle cosche locali, in primis la famiglia Arena.

È il 4 ottobre, dunque, quando gli investigatori ascoltano la telefonata con il super prefetto dell’Immigrazione. Il tema è, appunto, la nomina a direttore del centro di Lampedusa (sotto la gestione di Sacco e la Misericordia) del consuocero del ministro Alfano, Lorenzo Montana. Morcone è teso, irritato e preoccupato: «Anche perché capisci l’effetto di tutto questo… è che ogni settimana ti devo fare un’ispezione perché sennò ci fanno un culo come una campana, quindi trova una soluzione garbata che risolva il problema».

Sacco ribatte senza scomporsi: «Tranquillo Eccellenza, io stavo cercando la figura del direttore però poi quando venerdì ci hanno fatto l’aggiudicazione definitiva per iniziare non avevo dove arrampicarmi… tant’è vero che ho dovuto mandare i miei da Isola per i primi giorni per avviare il lavoro… ma lui lo voglio lasciare coordinatore dei servizi, anche perché sull’isola conosce».

Tranquillizzato Morcone, passa all’attacco: «Eccellenza mercoledì ci vediamo?», «vieni, vieni, vieni». Della sfuriata, Sacco, informa subito i sui collaboratori. Uno dei più fidati sostiene di aver presentato Lorenzo Montana al Prefetto di Agrigento, al quale ha sottolineato che la scelta è ricaduta su di lui per l’esperienza maturata nell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia il rappresentante del governo aveva sollevato alcuni dubbi perché temeva che Montana non fosse molto pratico del settore. Timori placati dalla proposta dell’uomo della Misericordia: il parente di Alfano sarebbe stato affiancato dagli uomini di Sacco.

Mario Morcone
Mario Morcone

Non se ne farà nulla, nel frattempo Montana aveva dato le dimissioni. Caso risolto? Non per il prefetto Morcone, che chiama Sacco per suggerirgli di scrivere un comunicato: «Bisogna comunque fare un’agenzia, sta succedendo un bordello su internet, nel quale dite quello che hai detto a me». Sacco è subito operativo, non vuole deludere Morcone: «La facciamo subito e le mando una copia via mail». Due ore dopo il prefetto ricontatta Mr Misericordia per chiedergli alcune modifiche nel comunicato: «… E se puoi mettere sulla base del suo curriculum e delle sue esperienze, aggiungere che è stato assessore al Bilancio al Comune di Lampedusa…il resto va bene».

Una volta superato il check prefettizio la comunicazione alla stampa può partire. Il prefetto ha risolto una situazione potenzialmente esplosiva. Salvando la faccia dell’istituzione che rappresenta. Dietro la dura reprimenda di Morcone, però, affiora un’insofferenza per i troppi giochini di potere e di nomine politiche che ruotano attorno al grande business dell’accoglienza. Un sistema che prima Mineo, poi Crotone e Lampedusa incarnano alla perfezione. E sul quale aleggia sempre l’ombra della spartizione politica.

I contatti tra l’imprenditore del clan e Morcone proseguono e non hanno riguardato solo il Lampedusagate. È soprattutto Sacco a chiamare, per fargli gli auguri, per questioni di lavoro e per alcuni crediti vantati dal centro di Crotone. «Eccellenza buongiorno, nell’augurarle buon Ferragosto le rinnovo il nostro invito a venirci a trovare o istituzionalmente con una visita al C.a.r.a. o privatamente magari in barca. Un abbraccio. Leonardo Sacco».

È la mattina del 14 agosto 2014, e Mr 100 milioni scrive al prefetto Morcone. Poi a metà settembre manda due sms al prefetto, con una richiesta di aiuto: «Eccellenza siamo in grosse difficoltà con i pagamenti delle presenze extra. Solo degli extra su Crotone siamo a 4 milioni. Le chiedo un intervento perché stiamo affondando. Un abbraccio».

Sacco andrà anche a Roma da Morcone. Gli investigatori del Ros apprenderanno i contenuti dell’incontro dalle reazioni dell’uomo della cosca Arena. Un incontro «andato bene», commenterà Sacco, in cui Morcone avrebbe parlato «molto apertamente». Il tema è quello di alcune contestazioni mosse alla Misericordia dalla prefettura di Crotone. Secondo l’imprenditore del clan, l’ex capo dell’Immigrazione si sarebbe mostrato disponibile a intervenire in qualche modo. «Domani dovrei vederla e gli dico qualcosa, però nel frattempo chiamo il capo ufficio mio che è quella che rompe i coglioni e gli dico», è sempre Sacco che riferisce le parole di Morcone. Oltretutto, aggiunge, il prefetto gli avrebbe dato un suggerimento prezioso, ossia che di Lampedusa devono avere cura perché è una vetrina internazionale, «qua capisci cosa sono le pressioni, ma statti tranquillo». Invece, sulle contestazioni della prefettura, 20 mila euro, Morcone avrebbe minimizzato: «Cosa vuoi che siano 20 mila euro su tre milioni». E in effetti per Mr 100 milioni sono pochi spiccioli.

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L’area politica di riferimento dell’imprenditore Sacco è il centrodestra. In particolare il partito guidato dal ministro Alfano, di cui fa parte anche il sottosegretario siciliano Giuseppe Castiglione, invischiato nell’inchiesta sul centro per rifugiati di Mineo. Lo dimostrano i contatti di Mr Misericordia, che viene intercettato più volte mentre parla con l’attuale sottosegretaria ai Beni Culturali Dorina Bianchi, all’epoca, siamo sempre nel 2014, era vicepresidente del gruppo Ncd alla Camera.

“Pronto Dorì”
Telefonate e messaggi che proseguono per alcuni mesi e che vertono soprattutto sull’altro grande affare che interessa all’uomo del clan: l’aeroporto di Crotone. Il 12 settembre 2014 dal telefono di Sacco parte una telefonata. «Più o meno quando scendi Dorì?», chiede. «Io la prossima settimana devo scendere… poi la prossima viene Lupi» è la risposta della deputata. Mr Misericordia però ha urgenza di incontrarla e insiste:«Fammi sapere, è urgente». Dorina Bianchi è di Crotone, a questa città deve la sua prima elezione in Parlamento nel 2001, la coalizione di cui faceva parte era la Casa delle libertà e all’epoca militava nel Ccd. Da allora è sempre stata rieletta tra Camera e Senato. E ha cambiato schieramento varie volte. Nell’ordine è passata dall’Udc al Pd al Pdl, infine, all’Ncd, ora Alternativa popolare. Sei anni fa si è candidata a sindaco di Crotone senza fortuna. È in quel territorio però che nascono i rapporti con Sacco.

Leonardo Sacco al centro con Angelino...
Leonardo Sacco al centro con Angelino Alfano alla sua sinistra

L’imprenditore dell’accoglienza sembra in confidenza con la parlamentare. Per esempio il 2 novembre le scrive un messaggino:«Cara Dorina, mi dicono che domani il ministro Alfano sarà a Crotone e Isola, riusciamo a farlo passare dal Centro di accoglienza?». Ma con la futura sottosegretaria, l’imprenditore crotonese spera di ottenere rassicurazioni soprattutto sul salvataggio del piccolo aeroporto di Crotone. Sacco, infatti, sedeva nel Cda della società di gestione del terminal calabrese. E dello scalo crotonese i due parlano tra il 5 e il 12 novembre di tre anni fa. Prima la sottosegretaria dice a Sacco che sta ancora «aspettando il punto sull’aeroporto», l’imprenditore sostiene di averle mandato tre mail con anche il «punto». Pochi giorni dopo e i due si risentono. La deputata voleva informarlo dell’imminente viaggio a Crotone dell’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per affrontare la questione dello scalo aeroportuale. «Arriva direttamente con la Ryan air e fa la conferenza in aeroporto… e poi rimane anche la sera con noi».

Ma l’uomo della Misericordia vuole conferme anche su un’altra visita istituzionale da programmare: «E Alfano invece?». Bianchi non è impreparata: «Stasera vado da lui al ministero… mi dà la data… sua». Finalmente l’imprenditore è soddisfatto, la cerchia del Nuovo centro destra si sta attivando. Sei giorni prima dell’arrivo di Lupi a Crotone, gli investigatori registrano una nuova telefonata in cui Sacco segnala a Dorina Bianchi che sull’aereo «non ci sono posti». La parlamentare allora suggerisce che«bisogna prenotare subito, per me e anche per Lupi». Sacco è ben felice di farlo, «mandami i dati che me la vedo io». Alle sette di sera dallo stesso 14 novembre la deputata del centrodestra chiama Sacco, parlano ancora dello scalo di Crotone: «Il problema è l’assetto societario non i fondi, il problema sarà l’assetto e quello che verrà fuori…poi te lo spiego meglio». Mr Misericordia, tuttavia, non molla l’osso e ribatte che «Enac aveva fatto marcia indietro…perché aveva accettato il concordato». «Però Enac non lo ha comunicato al ministero… e se non lo comunica è come se non ci fosse nulla, non so se rendo l’idea», aggiunge la parlamentare.

L’ansia di Sacco è placata: «L’importante è che non abbiamo problemi». Tuttavia affinché tutti siano più tranquilli Bianchi suggerisce a Sacco «di mandarle comunque la lettera». Ciò che preoccupava Sacco in veste di membro del Cda dell’aeroporto erano gli oneri di servizio pubblico, ossia quelle clausole che permettono a uno scalo periferico – o comunque non attraente per le compagnie aeree perché con una bassa intensità di traffico – di godere di voli con continuità e tariffe non esorbitanti. Oneri, quindi, che vanno oltre il puro interesse commerciale delle società.

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Business dei migranti, la denuncia: «Chi ha coperto Mr Misericordia?»

Enza Bruno Bossio è la deputata del Pd che da anni segnala le irregolarità nella gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Ma ha sempre trovato un muro di silenzio davanti a lei. «Ora si indaghi sulle complicità», dice a L’Espresso, che domenica pubblicherà un’inchiesta su Leonardo Sacco e i suoi rapporti politico-istituzionali

Di questo discutono Sacco e Bianchi nelle telefonate successive. «Ti ho girato una nota del 3 novembre del ministero che revoca gli oneri di servizio», dice l’imprenditore. L’attesa finisce e finalmente è il giorno di Lupi a Crotone. Sacco ne riferisce gli esiti al presidente di Confindustria Crotone Michele Lucente: «Gli oneri sono a posto, siamo aeroporto di interesse nazionale, da quando sottoscriviamo il nuovo contratto di servizio».

Gli investigatori del Ros hanno annotato molti altri contatti, sms e telefonate tra la parlamentare e Mr Misericordia. Nulla di penalmente rilevante, ma, di certo, dimostrano che tra i due c’è una certa confidenza e che, Sacco la considera un punto di riferimento, lo strumento necessario per tentare di avvicinare i ministri che si occupano dei settori a lui cari.

«Le relazioni con le realtà e i soggetti operanti sul territorio crotonese sono sempre state improntate nella massima correttezza e nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali», ha dichiarato il sottosegretario quando ha appreso della notizia della maxi retata sulla ’ndrangheta dell’accoglienza. Nessun dubbio sulla correttezza, tuttavia si tratta di capire se è opportuno per un deputato della Repubblica instaurare un rapporto così stretto con Mr Misericordia, già ai tempi molto chiacchierato.

MMT – MODERN MONEY THEORY

La Teoria della Moneta Moderna - L. Randall Wray (pagina)

La Teoria della Moneta Moderna – L. Randall Wray

La Teoria della Moneta Moderna: Introduzione alla Macroeconomia dei Sistemi Monetari Sovrani  è un testo redatto da L. Randall Wray,                                                                             inizialmente sotto forma di serie di blog sul sito statunitense New Economic Perspectives tra il 6 giugno 2011 e il 27 giugno 2012,                                                                                                       ed in seguito pubblicato dall’editore Palgrave-Macmillan.

L’intento dell’autore è quello di offrire un primer di macroeconomia, un manuale introduttivo, ad un pubblico di non-esperti che desidera, però, comprendere in modo scientificamente corretto e sufficientemente completo l’approccio macroeconomico della Modern Money Theory.

Nel marzo 2015, tradotto in lingua spagnola, è stato reso disponibile dall’editore Lola Books col titolo Teoría monetaria moderna, sia in forma cartacea sia di e-book.

A partire dal 19 aprile 2015 Rete MMT ha quindi deciso di pubblicare il testo in italiano, con l’obiettivo di offrire anche al pubblico non-anglofono un testo accessibile e completo tramite cui approfondire adeguatamente la MMT.

La traduzione, tuttora in corso e riportata anche da New Economic Perspectives, è curata da Andrea Sorrentino con la supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo.

I capitoli della Teoria della Moneta Moderna di Randall Wray, impaginati con cura e pronti per la stampa, sono disponibili al termine di ciascun blog.

Blog

1 – La Teoria della Moneta Moderna: Blog #1 del Primer MMT

I fondamentali della Moneta Moderna in un testo introduttivo alla macroeconomia con l’approccio MMT, che Randall Wray pubblica nel 2011/2012. Si inizia!

2 – I principi fondamentali della contabilità macroeconomica

Asset e passività; saldi settoriali; ricchezza endogena ed esogena, finanziaria e reale; deficit e surplus. Il deficit pubblico è risparmio per i privati!

3 – Saldi settoriali USA recenti: Goldilocks, il Global Crash, e la tempesta fiscale perfetta

I saldi settoriali non mentono: chi conosceva la MMT ha denunciato con anni di anticipo che i surplus di Clinton avrebbero provocato una crisi del debito.

4 – MMT, saldi settoriali e comportamento

Come evidenziava Keynes, a livello aggregato è la spesa a causare il reddito: il deficit di un settore CREA ricchezza per un altro!

5 – I deficit di bilancio dello Stato sono fondamentalmente non discrezionali: il caso della Grande Recessione del 2007

Gettito fiscale e saldo estero dipendono dall’economia, quindi il Governo non determina liberamente il deficit di bilancio. Allora cosa può controllare?

6 – Cos’è una valuta sovrana?

Lo Stato sovrano, e solo lui, può emettere una valuta sovrana denominata nella Moneta di conto nazionale. Per ottenere ciò che necessita dal settore privato.

7 – Cosa garantisce la valuta, e perché tutti la accettano?

Cosa dà valore ai pezzi di carta o ai bit che chiamiamo valuta? Il corso legale non è necessario né sufficiente, altrimenti nessuno vorrebbe valute estere!

8 – Le tasse guidano la Moneta

Per soddisfare le sue necessità, lo Stato impone tasse da pagare solo con la valuta da lui creata. I privati ne avranno necessità, questo le dà realmente valore.

9 – E se la popolazione si rifiuta di accettare la valuta nazionale?

Le tasse NON finanziano la spesa pubblica: in quanto monopolista, lo Stato deve spendere valuta nazionale prima di poterla ritirare. Ha un limite di spesa?

10 – Tenere traccia di stock e flussi: la Moneta di conto

La Moneta di conto è come i punti nei risultati sportivi; il sistema finanziario è il tabellone luminoso. Importa da dove arrivano i punti e dove finiscono?

11 – Teoria della Moneta Moderna e regimi di tasso di cambio alternativi

Una valuta sovrana è emessa in regime di monopolio dallo Stato, non è convertibile, ed ha un tasso di cambio fluttuante. Ed è quindi estremamente potente…

12 – Moneta-merce sotto forma di monete metalliche? Metallismo Vs Nominalismo, Prima Parte

La Moneta è una merce? Ha valore ed è accettata per il metallo che contiene? Da almeno 4000 anni… NO! Breve storia, dall’antichità al conio in Grecia.

13 – Moneta-merce sotto forma di monete metalliche? Metallismo Vs Nominalismo, Seconda Parte

Se non è il metallo prezioso a dare valore alla Moneta, perché usarlo? Dai Romani ai giorni nostri, scopriamo le insanabili falle del metallismo.

14 – ITD denominati nella valuta nazionale: Stato e settore privato

Nel pagamento delle tasse lo Stato deve accettare (solo) i suoi ITD, garantendo loro valore. La convertibilità non è necessaria, ed introduce un limite.

15 – La compensazione e la piramide delle passività

Gli ITD statali sono in cima alla piramide delle passività. Su di essi fanno leva gli ITD dell’intero settore privato, che li usa per la compensazione.

16 – Lo Strano Caso di Eurolandia: La Natura Non-Sovrana dell’Euro e i Problemi Creati dalla Crisi Finanziaria Globale

Per i Paesi di Eurolandia l’Euro è valuta estera. Uno Stato con valuta sovrana invece NON HA problemi di solvibilità, e può affrontare qualsiasi crisi.

17 – Chiarire la distinzione tra l’aspetto Reale e quello Finanziario (o Nominale)

Come si misura il “valore”? Per varie ragioni, nella Moneta di conto dello Stato. In aggregato, “non ci sono più soldi” è come dire “non ci sono più metri”.

18 – Operazioni di Politica Fiscale e Politica Monetaria in uno Stato che Emette la Propria Valuta

La sovranità monetaria offre allo Stato molta libertà nella politica fiscale e monetaria. Esploriamo le differenze con chi NON emette la propria valuta

19 – Gli Effetti dei Deficit di Bilancio di uno Stato Sovrano su Risparmio, Riserve e Tassi di Interesse

Quali sono gli effetti dei deficit di bilancio di uno Stato sovrano? Conseguenze reali su risparmio privato, quantità di riserve bancarie, tasso d’interesse

20 – Effetti dei Deficit di Bilancio di uno Stato Sovrano su Risparmio, Riserve e Tassi di Interesse (segue)

La realtà è semplice: il deficit di bilancio pubblico genera accrediti netti a depositi bancari e riserve; i Titoli di Stato sono semplici conti risparmio!

21 – Il deficit di bilancio pubblico e le “due fasi” del processo di risparmio

Le due fasi del processo di risparmio: il deficit pubblico lo crea, le preferenze di portafoglio ne determinano poi la forma (contanti, riserve, Titoli)

22 – Riserve, vendita di Titoli di Stato e Risparmio

La vendita di Titoli di Stato NON ne finanzia la spesa. Sono alternative alle riserve, che la BC usa per raggiungere il tasso overnight target

23 – Il Dibattito sui Limiti al Debito (caso USA)

Uno Stato sovrano spesso si auto-impone limiti al debito. Ma hanno ancora senso, in regime di moneta fiat? Un’analisi e una proposta per superare lo stallo

24 – E se i Titoli di Stato Sono Detenuti dai Residenti all’Estero?

È verosimile che lo Stato non riesca più a vendere Titoli ai residenti all’estero? Quali gli effetti sui tassi d’interesse e di cambio?

25 – La solvibilità della valuta e il caso particolare del Dollaro USA

Gli USA sono un caso particolare perché il Dollaro è la valuta di riserva internazionale, quindi è sempre accettato. Per tutti gli altri non c’è speranza?

26 – Valuta sovrana e politica di Governo in un’economia aperta

In un’economia aperta, in che modo il regime di cambio influenza il margine di manovra politica dello Stato sovrano? Perché quello fluttuante è preferibile?

27 – E un Paese che adotta una valuta estera? Prima parte

Un Paese che adotta una valuta estera cede una quota significativa della sua sovranità. È dunque l’Euro ad aver “ridotto a PIIGS” i Paesi del sud-Europa?

28 – La spesa pubblica in caso di vincoli autoimposti

La contabilità non mente: con o senza vincoli autoimposti, la spesa pubblica porta ad accrediti netti sui conti bancari, le tasse ad addebiti. Vediamolo!

29 – E un Paese che adotta una valuta estera? Seconda parte

Il debito pubblico è essenziale per il funzionamento di un’economia. Ma che succede quando, come nell’Eurozona, gli Stati si indebitano in €, valuta estera?

30 – Cos’è la Teoria della Moneta Moderna?

Cosa compone la Teoria della Moneta Moderna, secondo Randall Wray? Quali i legami con il pensiero economico preesistente, quali le novità?

31 – FINANZA FUNZIONALE: Politica Monetaria e Politica Fiscale per Valute Sovrane

Abba Lerner sviluppò negli anni 1940 l’approccio della Finanza Funzionale, in contrasto con la dis-funzionale finanza “sana”. Il fine? L’interesse pubblico!

32 – La Finanza Funzionale nella versione di Milton Friedman: una proposta per l’integrazione di politica fiscale e politica monetaria

Negli anni 1940, Milton Friedman propose un’approccio a politica monetaria e fiscale sorprendentemente simile alla Finanzia Funzionale di Lerner. Possibile?

33 – Finanza Funzionale e crescita di lungo periodo
34 – Finanza Funzionale e Regimi di Tasso di Cambio: Il Dibattito sui Deficit Gemelli
MMP Special – MMT: un’analisi doppiamente retrospettiva
35 – MMP Blog #35: Finanza Funzionale: conclusione
36 – Cosa dovrebbe fare lo Stato: un’introduzione
37 – L’Interesse Pubblico
38 – MMT per gli Austriaci
39 – MMT per gli Austriaci II: disaccordi tra persone ragionevoli
40 – MMT per gli Austriaci III: VOI in che modo proponete di occuparci degli anziani, delle persone con disabilità e dei loro Dipartimenti?
41 – MMT per gli Austriaci Parte 4: È desiderabile una descrizione senza una teoria, un’ideologia o una politica? È anche solo possibile?
42 – Introduzione al Piano di Lavoro Garantito o del Datore di Lavoro di Ultima Istanza
43 – I fondamenti del Piano di Lavoro Garantito: caratteristiche e vantaggi
44 – Piano di Lavoro Garantito e stabilità macroeconomica
45 – Il PLG e la questione dell’accessibilità, con specifiche considerazioni per i Paesi in via di sviluppo
46 – Gestione del Piano di Lavoro Garantito
47 – Il PLG/DLUI e l’esperienza nel mondo reale
48 – È necessario il Piano di Lavoro Garantito?
49 – È la crescita che dovrebbe generare posti di lavoro, o sono i posti di lavoro che dovrebbero portare alla crescita?
50 – La MMT senza PLG? Conclusioni
51 – La Fata dell’Efficienza e il Goblin dell’Inflazione
52 – Conclusione: la natura della Moneta

http://www.retemmt.it/pubblicazioni/la-teoria-della-moneta-moderna-l-randall-wray/?gclid=Cj0KEQjwuZvIBRD-8Z6B2M2Sy68BEiQAtjYS3PB11mJg2xQBVxJ62T0iHFE-KQ8DkCRl1CqCnlqRE1saAnX18P8HAQ

 

MMT: un’analisi doppiamente retrospettiva (Seconda Parte)

di L. Randall Wray – a cura di ReteMMT

L’economista ortodosso è certo che, se togliessimo semplicemente di mezzo lo Stato, il mercato compirebbe lo sporco lavoro. Equilibrio. Il mercato lo ripristinerà e tutto al mondo sarà giusto.

L’economista eterodosso? Beh, è meno sicuro. Il mercato potrebbe non funzionare. Ha bisogno di un po’ di moine. Gli squilibri possono persistere. Le forze di mercato possono essere alquanto imponenti. La mano visibile dello Stato può accelerare il movimento verso l’equilibrio.

L’equilibrio è piacevole; è intuitivamente invitante. A dire il vero, non l’hanno inventato i fisici. Tutte le culture lo vedono come [una cosa] naturale. È la condizione universale – sia in natura che nella società umana. Riflette un’interiore brama di equità.

Come spiega Margaret Atwood (in Payback [1], tutte le società umane e scimmiesche hanno riconosciuto la legge della reciprocità – ripagherai, in questa vita o nella prossima.

Esiste un’idea innata di valori equivalenti, e pertanto di equilibri. Gli animali possono distinguere il concetto “più grande di”, ed insorgono quando sono privati di qualcosa. Perfino il ratto sa che non è giusto. Sciopera se provi a ridurgli la ricompensa per aver corso nel labirinto. Per il ratto questo viola la nozione di equilibrio.

C’è un modo giusto di fare le cose. Non seguire la tradizione turba l’equilibrio. Chissà quale ira potrebbe causare lo squilibrio, tra gli dèi.

Gabriele, l’Angelo delle scritture, custodisce il libro mastro di Dio – da esibire il Giorno del Giudizio. Troppo disequilibrio durante la tua vita ti condannerà agl’inferi.

E, come sappiamo, Lucifero registra i debiti delle anime che raccoglierà. Ti venderà il divertimento oggi, ma sarà la tua anima a “ripagarlo” [domani]. Compri adesso, paghi per sempre. Un po’ come i prestiti studenteschi in America.

Nella vita, le uniche cose a cui non puoi sfuggire sono la morte e le tasse. Il Diavolo le controlla entrambe. È lui l’esattore delle tasse che fa una visita in punto di morte. Non c’è equilibrio, una volta che la tua anima è venduta. È una trappola – sei entrato, ma non ne uscirai più.

Ma Cristo è il redentore – lui assolve i peccati, ripagando i vostri debiti per ristabilire l’equilibrio, per consentire a voi peccatori di entrare in Paradiso.

I Musulmani fanno riferimento alla bilancia della giustizia – le tue opere buone vengono pesate e comparate a quelle cattive. C’è un bilanciamento – se buono e fortunato, potresti far appena inclinare i piatti della bilancia.

Molto prima, il Dio del Tempo era uno Scriba, così come il Dio della Misura e dell’Ingegneria – in che modo descrivereste quel lavoro? Egli teneva le registrazioni, misurava il valore [delle cose] e costruiva le bilance. Alla morte, pesava il vostro cuore per determinare il vostro valore.

Suppongo che tutti sappiate che il Papa o Pontefice provenne da una stirpe di ingegneri delle Tribù di Roma – le quali costruirono tutti i ponti sul fiume Tevere e seguirono l’esempio degli ingegneri del Nilo divenendo la classe sacerdotale superiore.

Tempo. Misura. Scrittura. Equilibrio. Tutto ciò di cui avete bisogno per la Moneta e la contabilità.

E naturalmente nessuno di voi è libero dal debito – il peccato originale ve lo assicura, sin dalla nascita. Potete redimervi? Probabilmente no. Avete bisogno d’aiuto.

Così, sin dai tempi più antichi, i debiti venivano periodicamente cancellati nell’Anno del Giubileo. Ogniqualvolta cambiava il governante (il quale, naturalmente, era il Dio terreno della Misura) oppure ogni 7 o 30 anni, in base al tipo di peccaminosità, tutti i debiti venivano cancellati.

Babilonia scelse 30, come la probabile durata del regno di un governante; la Bibbia scelse 7 – il numero fortunato, un granaio normalizzatore [2] da 7 anni consentiva di sopravvivere ad una siccità.

Cancellazione del debito.

Perché? Non si trattava di belle anime progressiste. No, la cancellazione del debito serviva a ripristinare l’equilibrio. Se tutti i vostri sudditi sono in preda ai creditori, non li potete governare. Quindi cancellate i loro peccati, redimete i loro debiti, liberate loro, le loro mogli e i loro figli dalla schiavitù del debito.

Alleluia!

Ora, perché c’è bisogno di una cancellazione del debito periodica? Il principio di Soddy. L’interesse composto batte la crescita composta. Come dice Michael Hudson, gli esseri umani lo riconobbero anche prima di inventare la scrittura. I primissimi libri di testo mostravano come calcolare l’interesse composto.

Fu il nostro primo squilibrio – la nostra prima violazione della legge naturale.

Porterebbe, inevitabilmente, alla concentrazione della ricchezza – come nel gioco del Monopoly, l’ultimo giocatore in gara vincerebbe tutto. Quindi, da Babilonia a Roma, l’equilibrio fu ristabilito attraverso la cancellazione del debito.

Il tempo era circolare: tempo e conti tornavano a zero quando si dava un colpo di spugna.

Tempo e debito erano intrinsecamente correlati. Il tempo compone i debiti al tasso d’interesse. In Paradiso non esistono né debiti né tempo; all’Inferno tutti i debiti sono composti [al tasso], per sempre.

La redenzione consente al tempo e al debito di ripartire da una condizione di equilibrio.

Ma con la Legge Romana abolimmo il concetto di tempo circolare, in favore della legge sulla proprietà.

Da allora in avanti, il tempo si mosse in un’unica direzione – da un passato ampiamente conosciuto a quello che Paul Davidson chiamerebbe un futuro fondamentalmente incerto. Più nessuna cancellazione dei debiti.

Solo prigioni per debitori – dove il debitore sarebbe stato trattenuto finché la famiglia non avesse potuto redimerlo. Più tardi, utilizzammo le prigioni e l’esecuzione semplicemente come castigo – occhio per occhio, vita per vita, così che i piatti delle bilance tornassero in equilibrio.

Ma le prigioni per i debitori distrussero l’equilibrio tra i creditori e il sovrano – proprio come la schiavitù del debito fece diverse migliaia di anni prima. Con il capofamiglia in prigione, era impossibile ripagarlo. Di nuovo, la bancarotta fu inventata non per via della compassione, ma per riportare l’equilibrio tra i diritti dei governanti e quelli dei creditori.

Eppure, la bancarotta consentì solo un azzeramento parziale [dei debiti]. Era un sostituto povero del Giubileo e dell’Alleluia. E i creditori guidavano lo show. A loro piaceva la disuguaglianza; apprezzavano il disequilibrio.

Com’era solito affermare Kenneth Boulding, le indagini sui ricchi mostrano regolarmente che è impossibile immaginare quanto siano incredibilmente avidi, e quanto siano anche enormemente stupidi. Arrostiranno con gioia la gallina dalle uova d’oro.

Se non ci credete, non avete osservato Wall Street durante il decennio passato. O ciò che la Germania sta facendo alla Grecia e all’Irlanda. Quando hanno un potere eccessivo, i creditori distruggono l’equilibrio.

Vediamo quindi di portare tutto ciò al presente, ossia alla Moneta Moderna.

Credito e debito sono due facce della stessa medaglia. Sia il creditore che il debitore sono peccatori. Si bilanciano. Esattamente. Il peccaminoso equilibrio è assicurato dal sistema contabile in partita doppia.

La redenzione libera sia il creditore che il debitore. Ne consegue un equilibrio differente – privo di peccato. Anche la bancarotta si risolve in un equilibrio, ma un equilibrio che mantiene il potere del creditore sul debitore – almeno se si resta nei limiti di legge.

Ma il punto è che debiti e crediti sono sempre in equilibrio. Nel settore privato, come diciamo sempre, il debito interno netto è pari a zero. Equilibrio.

Quando [nel modello] includiamo lo Stato, i suoi ITD sono compensati dai crediti del settore privato. I crediti netti del settore privato sono crediti nei confronti dello Stato. Il deficit dello Stato significa per il settore privato la realizzazione di un surplus. Si bilancia.

E quando includiamo il settore estero, un deficit nazionale dev’essere compensato da un surplus estero. Anch’esso si bilancia.

C’è sempre equilibrio finanziario. Il disequilibrio può sorgere solamente in caso di errori aritmetici. Guardare al nostro caos globale come ad uno squilibrio finanziario – come fanno quasi tutti – è un errore.

Il nostro caos non è dovuto all’eccesso di liquidità che circolava nel globo a metà degli anni 2000. Non è dovuto all’eccessivo indebitamento dell’America nei confronti dei Cinesi. E non è dovuto ad una spesa dissoluta da parte dei Paesi del Mediterraneo con scarso autocontrollo.

Dobbiamo guardare a tutto ciò nello stesso modo in cui lo guardavano i governanti di Babilonia. Il problema è un equilibrio di potere, non un disequilibrio finanziario. E, per capirlo, dobbiamo capire cos’è la Moneta. Dobbiamo tornare al Trattato sulla Moneta di Keynes.

So di avere usato più di metà del mio tempo. Ma va bene così, perché molti di voi mi hanno sentito parlare della Teoria Statale della Moneta di Keynes negli ultimi 20 anni. Non ho nulla di nuovo da aggiungere al riguardo.

Semplificando al massimo, la Moneta è un’unità di misura, in origine creata dai governanti per assegnare un valore a tariffe, multe e tasse. Creando una condizione di debito per i sudditi o per i cittadini in – il peccato originale – sarebbe stato possibile spostare risorse reali al servizio dell’interesse pubblico. Le tasse guidano la Moneta e per questo motivo la Moneta è da sempre legata al potere sovrano – il potere di comandare le risorse.

Raramente quel potere è assoluto. Viene contestato da altri sovrani, ma spesso è più importante la competizione con i creditori nazionali. Un debito eccessivo nei confronti di creditori privati riduce il potere del sovrano – distrugge l’equilibrio di potere necessario a governare.

La Moneta non è una merce né un oggetto. È un’istituzione, forse la più importante istituzione dell’economia capitalistica. La Moneta di conto ha un valore sociale, è l’unità in cui sono denominati gli impegni [tra le persone] in una società.

Io faccio risalire la Moneta alla tradizione del guidrigildo [3] – sarebbe a dire che la Moneta ebbe origine dal sistema penale piuttosto che dai mercati, motivo per cui le parole per debiti monetari o passività sono associate a trasgressioni contro le persone e la società. Un trasgressore doveva pagare una sanzione al ferito; ciò preveniva le faide di sangue del tipo “occhio per occhio”.

Infine, le autorità riuscirono a sovvertire il sistema del guidrigildo così che le sanzioni fossero pagate alle autorità stesse. E svilupparono infine una misura per le sanzioni, un’unità di conto con cui comparare ciò che non poteva essere comparato.

E perché attendere una trasgressione prima che l’autorità possa riscuotere? Ecco che arriva il peccato originale. Dobbiamo pagare le tasse per il semplice fatto di essere nati.

E infine l’autorità imparò che poteva emettere i propri ITD per acquistare ciò che voleva, accettando quegli ITD come mezzo di pagamento delle tasse. Gli ITD, ovviamente, erano denominati nell’unità di conto – la Moneta.

Solo il sovrano può imporre passività fiscali per assicurare che i suoi oggetti-Moneta siano accettati. Altri potranno emettere oggetti-Moneta denominati nell’unità di conto del sovrano – ma, non essendo sovrani, non potranno imporre [a loro volta] passività al fine di assicurare una domanda per i loro oggetti-Moneta.

Ma il potere è sempre un continuum, e non dovremmo immaginare che l’accettazione di oggetti-Moneta non-sovrani sia necessariamente volontaria. Ci ammoniscono di non essere creditori né debitori, ma tutti noi siamo – contemporaneamente – sempre debitori e creditori. È difficile scampare dall’essere simultaneamente un creditore e un debitore di una banca! Sono certo che questa descrizione è adatta a tutti i presenti in questa stanza.

Forse è quello che ci rende Umani – o almeno cugini degli Scimpanzé, che apparentemente tengono a mente accurate registrazioni delle passività, e si rifiutano di cooperare con coloro che non ripagano i debiti – è chiamato altruismo reciproco: se io ti aiuto a mandare al tappeto Scimpanzé A, sarà meglio che tu ripaghi il tuo debito quando Scimpanzé B mi attaccherà.

Il nostro unico passo in avanti rispetto agli Scimpanzé è stato lo sviluppo della scrittura – così da non dover avere una memoria elefantiaca per tenere traccia di crediti e debiti.

La Moneta è antecedente ai mercati, e così pure lo Stato. Come affermò Karl Polanyi, i mercati non nacquero mai dalle menti di venditori di strada e di approfittatori, ma furono piuttosto creati dalle autorità.

Il sistema monetario in sé fu inventato per mobilitare le risorse per quello che il Governo percepiva essere l’interesse pubblico.

È ovvio che solo in una democrazia gli interessi della popolazione e quelli del governo hanno elevate probabilità di essere in linea. Ad ogni modo, il punto è che non possiamo immaginare una separazione dell’ambito economico da quello politico – e qualunque tentativo di separare la Moneta dalla politica è esso stesso un tentativo politico.

Possiamo pensare alla Moneta come alla valuta della tassazione, e le passività sociali sono denominate nella Moneta di conto. Per soddisfare l’interesse pubblico, devo consegnare [una quantità di] materie prime – includendo la forza lavoro – per il valore di un dollaro.

Spesso è la tassa che monetizza un’attività – che vi assegna un valore monetario allo scopo di determinare la quota da restituire a Cesare.

Lo Stato sovrano indica quale oggetto denominato Moneta può essere distribuito per adempiere l’obbligazione sociale di una persona o il dovere di pagare le imposte. Esso può quindi emettere l’oggetto-Moneta attraverso i suoi pagamenti.

Quell’oggetto-Moneta dello Stato è, come tutti gli altri, una passività denominata nella Moneta di conto dello Stato. E come tutti gli oggetti-Moneta, dev’essere redento, cioè accettato dal suo emettitore.

Non è la Moneta ciò che il sovrano vuole – egli vuole risorse reali. L’incasso in Moneta è lo strumento, non il fine. Se fossero i creditori privati a gestire l’economia, semplicemente non vi sarebbe abbastanza capacità produttiva disponibile per il sovrano – per l’interesse pubblico.

Se il Governo emette, nei suoi pagamenti, più di quanto incassa come tasse, il settore privato accumula la valuta come ricchezza finanziaria.

Non abbiamo bisogno di entrare nel dettaglio di tutte le ragioni (razionali, irrazionali, produttive, feticistiche) per cui si vorrebbe accumulare valuta, eccetto notare il fatto che gran parte delle passività non-sovrane denominate in Moneta sono convertibili in valuta (su richiesta o sotto determinate condizioni). Pertanto, molte unità economiche hanno bisogno di valuta perché hanno accettato di riscattare con essa gli ITD che hanno emesso.

Poiché lo Stato è l’unico emettitore di valuta, come ogni monopolista esso può stabilire i termini in cui è disposto ad offrirla. Se avete qualcosa da vendere che lo Stato desidera avere – un’ora di lavoro, una bomba, un voto – lo Stato offre un prezzo che voi potete accettare o rifiutare.

Il vostro potere di rifiutare, tuttavia, non è poi così grande. Quando state morendo di sete, il fornitore monopolista dell’acqua ha un potere sostanziale nel determinarne il prezzo.

Lo Stato che impone una tassa pro-capite può stabilire il prezzo di qualunque cosa gli venderete al fine di ottenere i mezzi di pagamento della tassa, così che possiate mantenere la vostra testa sulle spalle. Poiché lo Stato è l’unica fonte della valuta necessaria al pagamento delle tasse e, almeno qualcuno, le tasse le deve pagare, lo Stato ha il potere di determinare il prezzo.

Certo, di solito non ne è consapevole, poiché crede di dover pagare i prezzi “determinati dal mercato” – qualunque cosa questo possa significare.

Ma, proprio come un monopolista dell’acqua non può lasciare che sia il mercato a determinare un prezzo di equilibrio per l’acqua, il monopolista della Moneta non può davvero lasciare che sia il mercato a determinare le condizioni a cui la Moneta viene offerta.

Al contrario, il modo migliore di gestire un monopolio della Moneta consiste nello stabilirne il “prezzo” e lasciare che la “quantità” fluttui – proprio come fa il monopolista dell’acqua.

Il mio esempio preferito è quello del programma del posto di lavoro garantito di tipo buffer-stock elaborato da Bill, nel quale lo Stato nazionale si offre di pagare un salario minimo ed un pacchetto di benefit (diciamo 15$ l’ora più i soliti benefit), ed assume poi tutti coloro che sono pronti e disposti a lavorare per tale compenso.

Il “prezzo” (il compenso per il lavoro) è fisso, e la “quantità” (il numero di occupati) fluttua in maniera anticiclica.

Con tale programma otteniamo la piena occupazione (come normalmente definita) insieme ad una maggiore stabilità dei salari e, siccome la spesa pubblica in tale programma varia in maniera anticiclica, otteniamo anche una maggiore stabilità del reddito (e pertanto di consumo e produzione).

Come disse Minsky, chiunque può creare (oggetti-) Moneta. Io posso emettere ITD denominati in Dollari, e forse posso rendere i miei ITD accettabili concordando di redimerli su richiesta, in cambio di valuta del Governo USA.

La paura comune è che emetterò una quantità di Moneta così elevata da causare inflazione, perciò gli economisti ortodossi sostengono [l’adozione di] una regola sul tasso di crescita della Moneta.

Ma è molto più verosimile che, se emetto una quantità eccessiva di ITD, questi verranno presentati per essere redenti. Presto esaurirò la valuta [a mia disposizione] e sarò obbligato a fare default sulla mia promessa, mandando in rovina i miei creditori.

Il che, in breve, è la storia della maggior parte della creazione di moneta privata. Se avete sentito parlare di Bear, Lehman [Brothers] o Northern Rock, sapete cosa intendo.

Ma abbiamo sempre consacrato alcuni istituti con una relazione speciale, consentendo loro di agire come intermediari tra lo Stato e il settore privato. Cosa più importante, attraverso essi lo Stato effettua e riceve pagamenti.

Pertanto, quando ricevete il vostro pagamento dalla Previdenza Sociale, esso assume la forma di un credito sul vostro conto in banca; pagate le tasse attraverso un addebito a quel conto.

Le banche, a loro volta, effettuano la compensazione dei conti con lo Stato e tra di loro utilizzando i conti di riserva (valuta) presso la Banca Centrale, la quale assicura una compensazione alla pari. Per rafforzare quella promessa, abbiamo introdotto l’assicurazione sui depositi così che, per la maggior parte dei fini, la Moneta bancaria funzioni come la Moneta dello Stato.


Note

1.^ Payback: Debt and the Shadow Side of Wealth è un libro sulla natura del debito, che esamina l’indebitamento ed il prestito dai punti di vista finanziario, psicologico, teologico, letterario ed ecologico; fonte: Wikipedia.org, NdT

2.^ Ever-normal granary: Granaio in cui erano accumulate le eccedenze di grano nelle annate di raccolto abbondante, rese poi disponibili nei periodi di scarsità; in questo modo era possibile stabilizzare sia la fornitura che il prezzo del grano, che sarebbe altrimenti stato molto variabile in base all’andamento del raccolto. Questo sistema è alla base dell’attuale concetto di buffer-stock per la stabilizzazione dei prezzi; fonti: Britannica.com,Jstor.org, NdT

3.^ La quantità di beni che l’offensore doveva dare all’offeso per riscattarsi dalla vendetta di lui o dei suoi parenti si chiamava guidrigildo, quando si trattava dell’uccisione di un uomo libero; fonte: Treccani.it, NdT

Originale pubblicato l’11 dicembre 2011

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

http://www.stopeuro.org/mmt-unanalisi-doppiamente-retrospettiva-seconda-parte/

 

 

Gli Economisti

La Modern Money Theory è inserita tra le scuole economiche post-keynesiane. Per meglio definire i confini della MMT, possiamo far riferimento a due passi fondamentali del pensiero economico:

1) Il Capitolo I della Teoria Generale dell’Occupazione, dell’Interesse e della Moneta, di J.M. Keynes:

Lo scopo di tale titolo è di contrapporre il carattere dei miei ragionamenti e delle mie conclusioni a quelli formulati nella stessa materia dalla teoria classica […] Dimostrerò che i postulati della teoria classica si possono applicare soltanto ad un caso particolare e non a quello generale, poiché la situazione che essa presuppone è un caso limite delle posizioni di equilibrio possibili. Avviene inoltre che le caratteristiche del caso particolare presupposto dalla teoria classica non sono quelle della società economica nella quale realmente viviamo; cosicché i suoi insegnamenti sono ingannevoli e disastrosi se si cerca di applicarli ai fatti dell’esperienza.

Alla stessa stregua di Keynes, gli economisti MMT contrappongono la loro analisi economica alle teorie dominanti o mainstream, sfatando l’immaginario economico che vede nel debito pubblico, nel deficit e nell’inflazione mostri da combattere.

2) Soft Currency Economics, di Warren Mosler:

Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare chiaramente, tramite la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico su molti degli attuali problemi economici è errato, spesso andando tanto in là da confondere costi con benefici. Questo non è uno sforzo per cambiare il sistema finanziario. È uno sforzo per fare luce nel sistema monetario fiat, un sistema molto efficace che è attualmente in vigore.

La forza della Modern Money Theory è di svelare come il sistema monetario moderno possa essere utilizzato come strumento a favore delle persone e della democrazia.

La stessa solidità delle nostre istituzioni democratiche dipende dalla determinazione del nostro governo a dare impiego agli uomini inoperosi.

[F.D. Roosevelt, 14 aprile 1938]

Warren B. MoslerWarren B. Mosler

Alain ParguezAlain Parguez

Andrea Terzi

Augusto GrazianiAugusto Graziani

John T. HarveyJohn T. Harvey

L. Randall WrayL. Randall Wray

Marc LavoieMarc Lavoie

Marshall Auerback

Mathew Forstater

Michael Hudson

Mike Norman

Pavlina R. TchernevaPavlina R. Tcherneva

Scott T. Fullwiler

Stephanie A. Kelton

William Mitchell

http://www.retemmt.it/gli-economisti/?gclid=Cj0KEQjwuZvIBRD-8Z6B2M2Sy68BEiQAtjYS3ED8JbtC6iN98IsdJzloNEOOzmqwO3XM-OHNGTGwUBkaAu7R8P8HAQ

Sistema Monetario FIAT, ovvero CARTA STRACCIA!…

 

SISTEMA MONETARIO FIAT :                                   MANIPOLAZIONI & CARTA IGIENICA

dollaro mondialeDOVE’ IL LIMITE ALLA STUPIDITÀ ? – C’è gente stupida e gente veramente stupita – Le persone stupide spesso non sono veramente stupide ma si comportano come tali perché mancano di istruzione e dell’accesso a certe informazioni privilegiate . Quindi, non si può davvero dare la colpa all’ignoranza con il sistema di istruzione che abbiamo oggi

in tutto il mondo e con il ruolo che giocano i media per fare propaganda e far sembrare normale quello che vogliono le élite finanziarie che li controllano. A scuola si insegna che “ uno più uno fa due” , ma per certi versi negli ultimi anni, la maggior parte di noi ha subito il lavaggio del cervello, soprattutto con le offerte speciali, tanto che spesso sembra normale accettare che “ uno più uno fa tre o più di tre” , a seconda del tipo di promozione. Ma, come facciamo a spiegarci che certi intellettuali – e tante altre persone “intelligenti”, soprattutto quelle che non possono resistere alla voglia di mettere prima o dopo il proprio nome una serie di sigle come “Dr.” “ PhC.” “ MBA” ecc. – non solo credano che “ uno più uno faccia tre o più di tre” , ma spesso passano una vita di lavoro per dimostrare questa assurdità e qualche volta vengono persino premiati per aver promosso un certo farmaco o gli conferiscono addirittura un Premio Nobel in economia o matematica !Li adorano come fossero ” Dei” , dei “Master of the Universe” e li nominano professori delle cosiddette “università di punta ” , li chiamano come consulenti nelle agenzie finanziarie internazionali come il FMI e la Banca Mondiale o presso le banche centrali . Anche se per fortuna ci sono delle eccezioni , solo pochi, ma io ho la fortuna di lavorare con alcuni di loro .Permettetemi di dimostrarvi quanto queste cosiddette persone intelligenti siano persone veramente stupide . Una persona onesta e intelligente che sappia riconoscere la verità non si prostituirebbe per qualche ” titolo accademico” mettendo a rischio la propria integrità e l’onore della famiglia .

Delle ” persone intelligenti possono anche essere pagate profumatamente ” , ma rispetto ai miliardi di dollari che permettono di razziare a quegli stupratori finanziari delle banche che li sovvenzionano, a loro hanno lasciato solo qualche monetina: qualche spicciolo, qualche centesimo ? Ma procediamo per passi per spiegare la stupidità di queste cosiddette persone intelligenti .PASSO 1 :Che cosa è una obbligazione ? In parole povere, si tratta di una cambiale, di una conferma scritta di un debito. L’emittente (chi l’ha rilasciata) di un’obbligazione è il debitore e l’acquirente dell’obbligazione è il creditore . Il debitore si impegna a rimborsare la somma di capitale preso in prestito, più gli interessi per tutta la durata del prestito.PASSO 2 :Quando un governo (come ad esempio gli Stati Uniti ) emette un prestito obbligazionario significa che il governo ha fondi insufficienti e ha bisogno di prendere in prestito altro denaro per far fronte ai propri obblighi finanziari. Questo succede in genere quando le entrate ( tasse, ecc ) sono minori delle spese ( negli USA, un gran parte delle entrate deve finanziare le guerre) . Pertanto, quando un governo emette un prestito obbligazionario , diventa debitore . E un debitore deve rimborsare il debito quando il debito arriva alla sua scadenza naturale.PASSO 3 :Non molto tempo fa ( prima del 1971 ), il dollaro USA era sostenuto dall’oro . In termini monetari semplificati, i dollari americani stampati su carta erano convertibili in oro al tasso convenuto di 35 dollari per una oncia d’ oro . Quindi , se un creditore ( ad esempio, le banche centrali , le istituzioni finanziarie , gli investitori ecc ) prestava ad un debitore ( ad esempio, il governo USA), 10 miliardi di dollari, il creditore quando riceveva 10 miliardi di dollari li poteva scambiare per la quantità equivalente di oro al prezzo di US $ 35 per oncia.Passo 4 :Quando gli Stati Uniti nel 1971 fallirono perché a Fort Knox non c’era abbastanza oro per garantire a tutti i possessori di dollari di continuare a scambiarli con l’oro, il Presidente Nixon annunciò che il dollaro non sarebbe più stato convertibile in oro . Per questo motivo, il dollaro americano è diventato una valuta – fiat, in gergo volgare, denaro stampato su carta che non vale la cifra che riporta sopra ! Il dollaro non era più sostenuto da nulla, era diventato, ed è ancora, assolutamente senza nessun valore di riferimento. Naturalmente si stampano vari tipi di banconote, da US $ 1, da US $ 100 ecc, ma l’unica differenza tra queste banconote è solo la cifra indicata sul foglio di carta, che non ha altro valore.Alla gente è stato fatto credere che quello scritto sulla banconota sia il valore del dollaro : un trucco per carpirne la fiducia.Fino a quando in tutto il mondo si accetterà quel pezzo di carta come pagamento di beni e servizi , il pezzo di carta avrà come valore l’ importo indicato sul foglio di carta . Ma , questo pezzo di carta non può essere più scambiato con l’oro.PASSO 5 :Dato che gli Usa sono una superpotenza nucleare è stato usato questo potere per costringere tutti i paesi ad accettare il dollaro Usa in pagamento di beni e servizi venduti negli Stati Uniti . Con il tempo il $ USA è diventato anche la moneta di riserva mondiale . E ‘stato un privilegio che gli Stati Uniti hanno esercitato per il proprio profitto, infatti in base a questo sistema la FED può creare US $ stampandoli in modo digitale con un semplice clic del mouse che trasforma la carta in banconote con una semplice registrazione nel libro mastro della FED!PASSO 6 :Il gioco della sanguisuga ! I paesi che hanno prestato dollari al governo USA sono i paesi che hanno un surplus di produzione di beni e di servizi e per queste merci sono stati pagati in US $ . Le persone che lavorano in questi paesi hanno dato l’anima per guadagnarsi il loro salario che hanno ricevuto nella valuta del loro paese . Ma molti di questi paesi, quando importano merci dall’estero, devono pagarle in dollari . Quindi, le banche centrali di questi paesi devono scambiare la loro valuta in US $ per comprare le merci di importazione.
Quando questi paesi hanno dollari in eccesso , li mettono in cassaforte e li usano come riserva per coprire i futuri pagamenti per i beni e servizi che dovranno importare.
Parte di questi surplus in dollari poi vengono anche usati per fare prestiti al governo degli Stati Uniti, comprando buoni del tesoro USA.PASSO 7 :Questo ha dato origine alla assurda situazione per cui gli Stati Uniti pagano per beni e servizi importati da tutto il mondo con denaro che la FED continua stampare ( come carta igienica) creandolo dal nulla. Poi i dollari che avanzano all’estero, ritornano sotto forma di prestiti, allo stesso governo degli Stati Uniti . Quindi con quella stessa carta igienica si comprano altri beni e servizi che si continuano a importare da tutto il mondo .Poi il surplus viene riciclato di nuovo e la storia ricomincia. Adesso tutti questi prestiti devono essere rimborsati con gli interessi.
L’attuale debito degli Stati Uniti è tanto alto che non si potrebbero pagare nemmeno i soli interessi sui prestiti. Per questo motivo il Tesoro Americano sta emettendo obbligazioni per recuperare il surplus di dollari con cui ha invaso tutto il mondo.Quindi il risultato di tutto è un enorme riciclaggio di carta igenica con scritto sopra DOLLARO.PASSO 8 :Ora , se tu mi avessi prestato dei soldi , diciamo 10 milioni di dollari dei tuoi sudati risparmi ( ma anche molto meno) , e io non potessi rimborsarti né i soldi del prestito né quelli degli interessi , tu saresti disposti ad accettare, come rimborso, degli altri dollari che ho creato io stesso dal nulla …. Dollari che, io stesso, ho appena stampato ?Potresti accettarlo solo se non tu non sapessi che è denaro, diciamo , fac-simile, cioè lo avresti accettato solo se non avessi saputo che quel denaro è falso .Siamo d’accordo ?
Ma , una volta scoperto che quello che ti propongo come rimborso e denaro falso , sicuramente ti rifiutasti di accettare del denaro contraffatto !CONCLUSIONE:Se questo è come reagiresti quando si tratta dei tuoi soldi – guadagnati con sudore – perché non dovresti mettere in discussione l’operato del tuo governo e della tua banca centrale, se continuano ad accettare come rimborso dei prestiti del denaro stampato su carta igienica e creato dal nulla?
Se tu, in privato, rifiuteresti di accettare denaro falso , perché ti dovrebbe sembrare strano che il governo rifiuti di ricevere un pagamento fatto con soldi contraffatti, creati secondo una regola di un regime monetario chiamato “Quantitative Easing “, che non è altro che un modo sofisticato per dire “ stampa di altro denaro” ?Una obbligazione è una cambiale , quando il dollaro americano era sostenuto da un cambio aureo era ancora una cambiale, perché la banconota da un dollaro era convertibile in oro per quello stesso valore: l’oro è denaro reale , tanto quanto la banconota del dollaro è solo denaro.IL denaro svolge come una funzione essenziale “è un mezzo di scambio” , serve a facilitare lo scambio di beni e servizi.
Non è una riserva di valore .
I soldi (stampati su carta igienica) sono una “unità di conto ” artificiale , perché non hanno nessun valore intrinseco. Il “valore intrinseco ” dei soldi di carta (igienica) è la cifra stampata sul pezzo di carta (igienica).
L’ unità di conto è il parametro di riferimento con cui tutti gli altri beni e servizi sono valutati .
Infatti ogni volta , che si stampa altra moneta su carta igienica il “valore( unità di valore ) numerico stampato ” in realtà diminuisce progressivamente.In altre parole è l’inflazione ( cioè l’ aumento dell’offerta di denaro con la stampa di altro denaro reale, digitale o altro) che fa diminuire il potere d’acquisto del denaro di carta !L’ effetto è che con un dollaro USA si acquisteranno sempre meno beni . Per fare un esempio , anni fa con cento dollari compravamo un paio di scarpe , ma ora ne servono duecento!I soldi di carta igienica ( come unità di conto ) non possono continuare a essere il metro che può stabilire il valore di altri beni e servizi . Questo è il motivo per cui tutte le monete-fiat devono essere sotto il controllo delle banche centrali come la FED , e il valore del denaro fiat può essere manipolato secondo i bisogni dei banchieri corrotti e di quelli che sono l’élite dominante dell’ 1 % .
Questa è la differenza fondamentale tra oro e banconote stampate (su carta igienica)!
Pertanto , dato che il dollaro non è più sostenuto dall’oro è diventato una cambiale scritta su cartastraccia.AIla scadenza il creditore riprende indietro la stessa carta e la usa per comprare altre obbligazioni, che verranno rimborsate con altri pezzi di carta , altre obbligazioni a forma di dollaro su cui è stampata una cifra “ ONE Dollar” oppure “HUNDRED Dollar” , è uguale, e si continua !Se il dollaro avesse un valore effettivo , non ci sarebbe bisogno di una legge per costringere chi entra in possesso di questo pezzo di carta ad accettarne l’uso in “full settlement of all debts”. . Questa legge si chiama ” Legal Tender ” .
Senza questa legge , nessuno mai accetterebbe questi pezzi di carta a saldo dei debiti . Dato che la moneta non è sostenuta né da oro, né da qualsiasi altra cosa di valore (argento o altri metalli preziosi ), si tratta di un falso , si tratta di carta stampata, come se fossero “soldi veri” !
La fiducia sul valore dichiarato è imposta per legge!Perché devi continuare ad accettare tutta questa m…,, solo per dare reaata a quelli che si fanno passare per “intelligenti” ?
Tu lo sai che “uno più uno fa due” , anche se questi stupratori della finanza continuano a ripeterti che fa tre, o più di tre ! Quindi, se accettiamo questi soldi di carta igienica stiamo accettando un inganno, proprio come quando vogliamo credere che “uno più uno fa tre, o più di tre” !Non facciamoci prendere in giro, questo loro – fiat money è una truffa, è peggio della carta igienica . Almeno la carta igienica ha una sua funzione critica corporea , una banconota o qualsiasi altro denaro fiat non serve neanche a questo !Certe volte nella vita può capitare di essere stupidi o ignoranti, ma , perché vuoi restare stupido e ignorante quando capire le cose è tanto semplice ? Si tratta solo di avere un po’ di buonsenso. Non serve aver studiato scienze aerospaziali per capire che questo è sempre il solito “SCHEMA PONZI”Mattias Chang

Fonte: http://futurefastforward.com/
Link:http://futurefastforward.com/component/content/article/8907.html

4.11.2013Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque PrimarioFree Image Hosting at www.ImageShack.us DI MATTHIAS CHANG
futurefastforward.com

http://www.polesineonline.com/notizie-nazionali/1602-sistema-monetario-fiat-manipolazioni-carta-igienica

 

I cinque trucchi con cui la Germania bara sui conti

 

 

I cinque trucchi con cui la Germania bara sui conti

Banche pubbliche, debiti dei Comuni, rispetto delle regole:                   sono i più bravi o solo i più furbi?

                                                              http://www.linkiesta.it/it/article/2014/07/08/i-cinque-trucchi-con-cui-la-germania-bara-sui-conti/22089

Viaggio nel Regno Delle Due Sicilie!…

 

Un doveroso e sentito ringraziamento a :

Piero Angela, Alberto Angela!…

Ed alla RAI – Radio Televisione Italiana!…

Per avere raccontato e fatta piena luce sulle reali

potenzialità del prestigioso Regno delle due Sicilie!

 

 

Gli straccioni erano gli invasori, ridotti in miseria per tutte le battaglie e le guerre perdute!….

Perseguitati e messi alle strette dagli strozzini di tutto il mondo, per gli enormi debiti contratti!…

Una ingorda combriccola capitanata dalla celeberrima potentissima Famiglia di usurai, spalleggiata dalla massoneria inglese!

Che, in occasione dell’approdo dei Mille in quel di Marsala, non ha esitato a dislocare la potente flotta britannica al limite delle acque territoriali della Sicilia!…. 

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